Lube nel calcio? La proposta scuote Treia.
I 4 presidenti fra meraviglia e stupore:
«Un’unica grande squadra? Parliamone»
LE PAROLE di Luciano Sileoni, che ha annunciato la volontà del grande gruppo industriale di voler investire nel mondo del pallone attraverso una fusione tra le quattro realtà esistenti in città per crearne una molto più competitiva, sembrano aver fatto centro. Bonvecchi (Chiesanuova): «Sono meravigliato da questa proposta, come si fa a non apprezzarla». Cegna (Aurora Treia): «Non possiamo che essere disponibili». Micucci (Treiese): «Il progetto potrebbe andare anche al di fuori dell’attività sportiva». Raponi (Abbadiense): «Bisogna valutare insieme e trovare un accordo»

Da sinistra, in alto: Luciano Bonvecchi, Tommaso Cegna, Rodolfo Micucci e Luigi Raponi
di Andrea Cesca
L’intenzione della Lube di entrare anche nel mondo del calcio ha richiamato l’attenzione di addetti ai lavori e sportivi. Il gruppo industriale guidato dall’ad Fabio Giulianelli, che già con la Lube Volley ha ottenuto grandissimi successi in Italia e nel mondo, vuole gettare le basi anche nel calcio partendo dal territorio dove ha sede l’azienda, Treia. Ad annunciarlo è stato il presidente Luciano Sileoni in un’intervista a Cronache Maceratesi.

Il presidente del gruppo Lube Luciano Sileoni
«Attualmente a Treia ci sono ben quattro società di calcio, la cosa più saggia sarebbe di crearne una unica», ha detto Sileoni. Il primo passo da compiere secondo il presidente del gruppo Lube sarebbe la fusione fra Chiesanuova, Aurora Treia, Treiese ed Abbadiense. Cosa ne pensano i diretti interessati? Abbiamo raccolto il pensiero dei presidenti di Chiesanuova, Aurora Treia, Treiese ed Abbadiense.
Luciano Bonvecchi (Chiesanuova, Eccellenza): «Sono meravigliato da questa proposta targata Lube, come si fa a non apprezzarla, ma è difficile prevedere tutti gli sviluppi, merita di essere analizzata e approfondita. Come società siamo aperti ad ogni tipo di discorso che salvaguardi anche la nostra identità».
Stefano Cegna (Aurora Treia, Prima categoria): «Sono trentasette anni che sono nel direttivo dell’Aurora Treia, ho ricoperto un po’ tutti i ruoli per la passione che mi lega a questo sport ma soprattutto all’Aurora, ho assistito a una prima fusione a fine anni ’80 a Treia che portò alla crescita di calciatori importanti. A Treia fu rifondata una nuova società negli anni ’90 e primi anni 2000, da presidente mi impegnai per una nuova fusione che fu realizzata negli anni seguenti sotto la guida del presidente Tartari, si arrivò a raggiungere il campionato di Promozione e ad avere ancora un importante settore giovanile. Otto anni fa è stata rifondata la Treiese dove collabora il Chiesanuova per il settore giovanile. Oggi abbiamo a Treia due settori giovanili e quattro società calcistiche. In questi ultimi anni tutta l’Aurora si è resa disponibile per un settore giovanile unico che purtroppo non si è concretizzato. In virtù degli ultimi sviluppi con la scesa in campo del gruppo Lube nel mondo del calcio e di aumentare il loro impegno nel sociale a Treia l’Aurora non può che essere disponibile a lavorare per il bene dei ragazzi del luogo e magari ad avere un importante realtà che competa a livelli importanti per la gioia dei tanti appassionati».

Rodolfo Micucci (Treiese, Seconda categoria): «La Lube ha da sempre a cuore l’attività giovanile a Treia come dimostrato anche con il progetto Lube for Children che Lube e Treiese portano avanti da nove anni fornendo all’istituto comprensivo “E. Paladini” istruttori qualificati per affiancare i docenti nello svolgimento dell’attività motoria nelle classi in cui non è previsto l’insegnante di ginnastica da programma ministeriale. Stiamo dialogando con i vertici della Lube per un importante progetto di unificazione del settore giovanile a nome Treiese per portarlo ai vertici qualitativi della provincia di Macerata. Il nostro settore giovanile di calcio è già di alto livello essendo una delle sette società ad avere la qualifica di “scuola calcio di terzo livello” (ex scuola calcio elite) della provincia di Macerata. Rimarremo a disposizione per collaborare con le altre società calcistiche del comune che hanno la prima squadra in categorie superiori rispetto alla nostra per fornire gratuitamente i giovani del settore giovanile per aiutarli a crescere. Noi siamo una polisportiva, facciamo altri sport come pallavolo femminile, karate, ginnastica artistica e tamburello, il progetto potrebbe andare anche al di fuori dell’attività sportiva, ma offrire un servizio alle famiglie per attività ludiche/scolastiche nell’orario pomeridiano».
Luigi Raponi (Abbadiense, Terza categoria): «La proposta di Sileoni e Giulianelli è valida, noi siamo una piccola realtà, non abbiamo settore giovanile, abbiamo solo una prima squadra che viene aiutata dai giocatori delle altre squadre di categoria superiore che non utilizzano. Il problema principale sarebbe il campanilismo e il fatto che con un’unica squadra tanti ragazzi o smettono perché non trovano spazio in una realtà di un certo tipo oppure sono costretti ad andare altrove, fuori comune. Avere un’unica squadra che rappresenti tutto il comune sarebbe bello ma non so se è una cosa fattibile. Tante società, tanti comuni ci hanno provato, è difficile, però sarebbe un’ottima idea. Per quanto riguarda l’aiuto che può dare a noi sarebbe fondamentale. E’ una cosa da valutare insieme a tutti gli altri presidenti, bisogna trovare un accordo».
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L’unione fa la forza diceva una volta qualcuno ora non ricordo chi comunque questo andrebbe fatto non solo nello sport ma anche a livello civico.
perché non prendere la Maceratese!!
Tantissimi anni fa’ i vertici della MACERATESE avevano avuto un colloquio con quelli della LUBE xchè i cucinieri volevano entrare nella RATA e volevano cambiare nome alla squadra biancorosso ma i dirigenti della MACERATESE hanno detto di no.
Io sono pronto a portare avanti la Segreteria Generale..lo Stadio ?? Sicuramente l’Helvia Recina rimesso a nuovo, non ho dubbi.
Io penso che a Treia ve conviene riaprí lu CASÌ…. facete più affari!!!!!
Se la Lube decidesse di investire, dovrebbe concentrare i propri sforzi su Ancona, sfruttando lo stadio già esistente e l’ampio bacino di tifosi della zona. Questa scelta strategica permetterebbe non solo di costruire una squadra competitiva in Serie B, ma anche di sviluppare un solido bacino regionale per le giovanili, creando un vivaio di talenti locali. In questo modo, si potrebbe garantire una crescita sostenibile e duratura del club. Qualsiasi altra considerazione o piano alternativo appare privo di significato e non apporterebbe i benefici sperati.
Un conto è la pallavolo un altro è il calcio. Non cambia tutto solo a livello amministrativo e di costi, ci sono una marea di paletti da superare. Per esempio il bacino d’utenza della squadra se è troppo piccolo non conviene investire se’e’grande ci vogliono parecchi soldi che forse andranno bruciati. Staremo a vedere.