L’addio al calcio di Michele Paolucci
«Dal campetto di San Gabriele a San Siro
per finire con la mia Civitanovese»

UN VIAGGIO lungo 24 anni nei quali ha girato l’Italia e l’Europa fino ad arrivare in Canada: l’attaccante appende gli scarpini al chiodo e lo comunica in una splendida lettera. «Proprio la sera della festa per la promozione in Serie D ho capito che non avrei potuto desiderare nulla di più: quando sei idolo dei bambini della tua città capisci che il tuo lavoro in campo è terminato»

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Paolucci con la maglia della Juventus

di Andrea Cesca

Michele Paolucci si congeda dal calcio giocato, dopo un viaggio lungo 24 anni nei quali ha girato l’Italia e l’Europa fino ad arrivare in Canada l’attaccante della Civitanovese ha deciso appendere gli scarpini al chiodo. L’ultima partita della sua carriera resterà quella del 28 aprile scorso al Polisportivo contro la Jesina, quella che ha decretato il ritorno dei rossoblu in Serie D. Paolucci ha comunicato la sua decisione attraverso la propria pagina Instagram nel quale si rivolge in prima persona alla sua passione più grande, il calcio.

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Paolucci con i compagni dopo la vittoria del campionato di Promozione

«Caro calcio è ora di lasciarti, oggi termina un sogno lungo una vita, 24 anni di dedizione passione, sudore e gioia – scrive Paolucci – Sei riuscito a farmi girare il mondo, giocare negli stadi più belli, conoscere persone straordinarie e grandi campioni, in campo e fuori. Dal campetto di San Gabriele dietro casa quando tornavo con le ginocchia sbucciate allo stadio di San Siro per finire al Polisportivo della mia Civitanovese sempre con la stessa passione e gioia negli occhi e nel cuore, lo stesso bambino che per Natale scartava quel pallone e vedeva in lui la cosa più bella del mondo, quello stesso amore mi ha accompagnato fino all’ultimo giorno.

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L’esultanza della Civitanovese dopo il rigore trasformato da capitan Paolucci

Se avessi potuto scegliere un finale sarebbe stato proprio quello che ho vissuto in quest’ultimo viaggio, tornato a casa dopo una carriera intera ho deciso di seguire quella folle ambizione di riportare in alto la squadra del mio cuore, dopo 2 anni di solo vittorie insieme a un gruppo di ragazzi unici sono riuscito a riportare da capitano la squadra della mia città alle porte del professionismo.

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Michele Paolucci nella sera della festa

Proprio la sera della festa, in quell’ultimo abbraccio di tutti i miei compagni e idealmente della mia città in festa di fronte alla mia famiglia e i miei affetti ho capito che non avrei potuto desiderare nulla di più e che ciò che fa la differenza è avere la forza e il coraggio di lasciare nel punto più alto, capisci che ha più senso brillare come una cometa e non spegnersi lentamente, quando sei idolo dei bambini della tua città capisci che il tuo lavoro in campo è terminato.

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Michele Paolucci con la maglia del Catania

Se guardo indietro non riesco a credere quanto il tempo sia volato: ricordo come se fosse ieri il profumo dell’erba tagliata delle prime partitelle a 7 anni, la gioia del primo scudetto Primavera con la Juventus, il rumore della rete del primo gol in Serie A con l’Ascoli o la magia di leggere il tuo nome nel maxi schermo di San Siro fino al viaggio in Nord America e i primi gol oltre oceano. Capisci di essere stato parte di un qualcosa di grande, di unico e che quella fortuna te la sei dovuta meritare. Caro calcio ti ho dato tutto e tu mi hai restituito di più, sarai per sempre parte del mio cuore e della mia vita. A molto presto . Michele».

Paolucci-Civitanovese137 presenze in Serie A, 54 in Serie B, migliore attaccante di tutti i tempi delle formazioni giovanili della Juventus (184 gol). Tutto ha inizio quando Michele all’età di 14 anni passa dalla Vis Civitanova al Tolentino, appena arrivato in maglia cremisi supera un provino con la Juve e si trasferisce a Torino dove fa tutta la trafila nelle giovanili, dal 2000 al 2006. Fabio Capello lo porta in ritiro con la prima squadra ma l’esordio in Serie A arriva ad Ascoli, suo l’ultimo gol del Picchio nella massima serie.

C98831D4-10DF-476A-A3DD-F66B873C545C-325x208 Gioca in prestito con Udinese, Atalanta, Catania e Siena dove viene allenato da Antonio Conte, quindi nella stagione 2009/10 il ritorno alla Juventus e il debutto in maglia bianconera nella partita di Coppa Italia contro il Chievo Verona, da titolare al fianco di Del Piero. Di nuovo Siena (gol a San Siro contro il Milan), poi Palermo, Vicenza e Latina. Dopo il Catania e una breve parentesi all’Ancona va a Malta prima al Floriana e poi al Tarxien Rainbows; in precedenza aveva avuto una breve esperienza in Romania al Petrolul Ploiești. Nel 2019 si trasferisce in Canada al Valour FC poi gioca (e fa il manager) con il Manitoba. Infine il ritorno a casa con la promessa di riportare in alto l’amata Civitanovese. Promessa mantenuta.

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