“I racconti della dea Feronia”
Il sipario cala tra gli applausi

SAN SEVERINO - Archiviata la prima edizione del festival: tre giorni tra libri, storie e passeggiate con ospiti da tutta Italia

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Archiviata tra gli applausi la prima edizione del festival “I racconti della dea Feronia”, rassegna dedicata ai libri, alle storie e alle passeggiate che per tre giorni, dal 24 al 26 maggio, ha fatto vivere intensi momenti, con la presenza di ospiti da tutta Italia: da Stefano Mancuso a Giulia Vola, da Francesca Sensini ad Enzo Fileno Carabba, da Giorgio Biferali a Maria Giuseppina Muzzarelli, solo per citarne alcuni.

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Giunto alla fine di un progetto che è durato un intero anno, risultato primo a livello nazionale tra i progetti selezionati dal bando “Città che legge” del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura per la promozione del libro e della lettura, il festival è stato anticipato e preannunciato da rassegne in biblioteca, nelle scuole e da incontri destinati ai più piccoli grazie alla realtà di Nati per leggere, ma anche da iniziative firmate dalle associazioni Il Sognalibro e Pranzo al sacco, con proposte che hanno interessato tante altre realtà, non ultimi gli ospiti dell’hospice all’ospedale civile Bartolomeo Eustachio. Il festival è stato ideato da Stefania Monteverde, Lucia Tancredi e Marina Peral dell’associazione culturale Ev, che ne sono state anche le direttrici artistiche. “I racconti della dea Feronia”, iniziativa patrocinata dal Comune di San Severino, ha conquistato sicuramente tutti gli ospiti della prima edizione. «Mi sembrava giusto cominciare da qui, da questo festival, in cui tra i grandi temi ho trovato quello della salvezza. Credo che la scrittura possa offrire a tutti un rifugio, una forma di salvezza», ha sottolineato lo scrittore Giorgio Biferi, autore del romanzo “Sono quasi pronto”, presentato proprio durante la rassegna.

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Grande partecipazione anche per le numerose iniziative collaterali: tra tutte le “Passeggiate patrimoniali” che hanno permesso di andare alle scoperta dei tesori del centro storico settempedano, grazie alla guida dell’architetta Shura Oyarce e alle incursioni di Maria Giuseppina Muzzarelli, e del giardino storico monumentale “Giuseppe Coletti”, da poco riaperto al pubblico, grazie alla profonda conoscenza del botanico Andrea Ionna.

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