Discarica, avanti con grande calma:
ridotti a 29 i siti idonei in provincia.
Il primato a Recanati con 8 aree
IL NODO - L'elenco dei territori comunali coinvolti, il rischio è che per anni i contribuenti maceratesi continueranno a ricevere bollette Tari sempre più onerose per via dei rincari

Il Cosmari
Ottanta, dieci, cinque, uno, ventinove. Numeri non per il gioco del lotto ma è il risiko dei siti in provincia di Macerata potenzialmente idonei ad ospitare la nuova discarica di appoggio al Cosmari.
L’ex presidente della Provincia Antonio Pettinari ha lasciato in “eredità” al suo successore Sandro Parcaroli un elenco di una ottantina di siti da valutare, come dire non aver nemmeno preso in considerazione l’ipotesi della successione alla discarica di Cingoli che è arrivata alla ultimazione della capacità di abbancamento dei rifiuti.
Il tempo di accusare il centrosinistra per le decisioni non prese, il tempo di fare delle indicazioni sui tempi per arrivare all’indicazione di una soluzione ma anche per il centrodestra gli anni passano e la sintesi non è alle porte. Si era detto che entro l’anno scorso si sarebbe arrivati all’indicazione di cinque siti idonei tra i quali scegliere, poi non sono stati più cinque ma dieci e comunque nulla di concreto è avvenuto. Ora, casualmente a ridosso delle elezioni, esce fuori che i tecnici avrebbero “ridotto” a 29 i siti idonei in provincia di Macerata la maggioranza delle quote le ha Recanati con otto aree, quattro a Matelica, tre a Montefano, due a Civitanova e a Corridonia, una a Mogliano, una tra Mogliano e Corridonia, una tra Montecosaro e Civitanova, una a Monte San Giusto, una ad Apiro, una a Pollenza, una a Petriolo, una a Potenza Picena e una a Treia.
Se si procede con queste tempistiche c’è il rischio concreto che i contribuenti maceratesi continueranno a registrare rincari importanti sulle bollette Tari visto che i rifiuti maceratesi vengono smaltiti nel Pesarese a costi doppi. C’è un progetto di ampliamento per ulteriori 250mila tonnellate della discarica di Cingoli. Il Comune ha però posto una condizione precisa: via libera solo quando sarà ufficialmente indicato il sito della nuova discarica provinciale.
(l. pat.)
di termovalorizzatore prorpio non se ne parla?
Finalmente queste scelte porteranno al termovalorizzatore. Esempio i quattro siti di Matelica che vive della produzione del pregiato Verdicchio famoso in tutto il Mondo, con crinale che sarà presto riconosciuto dall’Unesco ci sarà una ribellione non certo con il solito cartellone scritto a mano NO ALLA DISCARICA ma una sommossa popolare di comprensorio che se la ricorderanno per tutta la vita.
Difendere posti di lavoro in zone di crisi occupazionale e fortemente terremotate con palazzi abbandonati – quartieri con nessuna speranza di ricostruzione pensate Voi che sopporteranno sul territorio quattro discariche solo perchè non si vuole fare il TERMOVALORIZZATORE impianto in uso da anni nelle maggiori città europee e in alcune città italiane del nord? Noi ex democristiani a Macerata abbiamo fatto il consorzio del CONSMARI dove fui uno dei firmatari nel Comitato Provinciale della Democrazia Cristiana (in quel periodo scelta molto impopolare) ma siamo andati avanti chiudendo le 57 discariche di ogni comune della provincia. Ricordo la discarica di Matelica sul fiume Esino imbocco stradina verso il parco dei dinosauri, dove le scatolette di lamiera finivano a Falconara sulla foce dell’Esino. Spero tanto nella Nazione Europa dove nuove leggi ci insegneranno ad abbandonare la sciocca paura di perdere voti a causa di decisioni cosi dette impopolari ma spesso utili al futuro delle nuove generazioni. Tutta l’Italia è un giardino coltivato e alcuni ancora credono nelle discariche sotto terra come se il percolato che filtra tra le falde fosse uno innocuo prodotto che si dissolve. Ivano Tacconi Macerata