Gestore unico del servizio idrico, è caos:
l’Aato 3 sceglie i sindaci da convocare.
Tensione tra i gruppi Parcaroli e Ciarapica
LO SCONTRO tra le due cordate continua e intanto il rischio che si vada a gara diventa sempre più concreto. Il presidente Alessandro Gentilucci ha chiamato per un summit solo alcuni Comuni, facendo infuriare gli altri

Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina e presidente dell’Aato3
di Luca Patrassi
Servizio idrico integrato in Aato 3: resta l’impressione che, al di là degli annunci, si stia andando verso la gara. Anche l’ultima iniziativa assunta dal presidente Alessandro Gentilucci – la convocazione di un incontro riservato ad alcuni sindaci scelti con criteri ignoti – ha suscitato ulteriori e profonde divisioni. Si procede a colpi di pareri legali, assemblee convocate senza dare i documenti, ipotesi di mediazione che puntualmente vengono smentite. Si era partiti con la stragrande maggioranza dei sindaci che si era espressa favorevolmente rispetto alla proposta presentata da Sandro Parcaroli e da altri primi cittadini della formazione di una società partecipata da tutte le municipalità e dalle società di gestione. Proposta avversata da un fronte minoritario sostenuto dal sindaco di Pieve Torina e presidente dell’Aato 3 Alessandro Gentilucci e dal sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica mentre il direttore dell’Aato 3 Massimo Principi ha formalizzato un parere che critica alcuni passaggi della proposta Parcaroli. Tempo fa il fronte Ciarapica-Gentilucci ha presentato un’altra proposta, la formazione di una società formata dai Comuni tramite la cessione e l’incorporazione da parte dei Comuni dei rami idrici di azienda delle società municipalizzate. Proposta Ciarapica contestata da alcuni tecnici e dai sindaci del fronte Parcaroli per via del fatto che – a tacere della questione finanziaria – richiederebbe un paio di anni per la formalizzazione.

Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova
Per la proposta Ciarapica-Gentilucci, diversamente da quanto avvenuto per quella Parcaroli, non è stato diffuso ai sindaci il parere del direttore dell’Aato 3 Massimo Principi . Un paio di settimane fa altra assemblea dei soci dell’Aato: l’incontro si chiude con la promessa della presidenza di fissare una riunione operativa ristretta (alcuni sindaci e i tecnici) per trovare un punto di confluenza tra le due proposte. Forse per evitare che il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli assumesse lui l’iniziativa, come ha fatto mesi fa organizzando incontri con i sindaci per evitare la situazione di stallo venutasi a creare all’Aato 3, si è voluto organizzare l’incontro nella sede dell’Aato, con l’assicurazione che la presidenza si sarebbe appunto limitata a fornire i locali ai sindaci.

Sandro Parcaroli, sindaco di Macerata e presidente della Provincia
Ora però è arrivata una lettera del presidente Gentilucci che ha fatto infuriare diversi primi cittadini: è la convocazione di due incontri per lunedì prossimo nella sede dell’Aato. Il primo con alcuni sindaci alle 17.30, il secondo con gli stessi sindaci e con i presidenti delle società di gestione alle 18.30. Gentilucci spiega ai sindaci che l’incontro è fissato «al fine di fornire un indirizzo alla riunione tecnica che si svolgerà a seguire» e ai tecnici dice che l’incontro è fissato «al fine di garantire la correttezza delle procedure da seguire per scelta del percorso in house per l’affidamento del servizio».
Ad accendere l’ulteriore miccia è l’elenco dei sindaci destinatari dell’invito: Camerino, Cingoli, Civitanova, Fiuminata, Macerata, Morrovalle, Osimo, Potenza Picena, San Severino e Tolentino. Chi ha curato gli inviti (la presidenza dell’Aato 3 aveva assicurato di volersi limitare alla messa a disposizione dei locali) deve aver fatto dei conti un pochettino particolari: c’è Fiuminata ma non Recanati per fare un solo esempio. Inutile dire che l’operazione ha provocato ulteriori tensioni. Insomma sembra evidente che si continua a cercare lo scontro dimenticando che non sono in gioco la prossima campagna elettorale, le legittime aspettative di crescita anche degli ultimi arrivati, e i rapporti di forza tra Fratelli d’Italia e la Lega ma la gestione pubblica della risorsa acqua.
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Se il tempo stringe e viene fuori una proposta che impiegherebbe tre anni, qualcuno forse pensa ai conti di casa? Casa per modo di dire, non si deve pagare l’affitto ma quando scade il permesso bisogna incollarsi le gambe prima che i nuovi affittuari ti trovano ancora in circolazione e aprono tutte le finestre anche in pieno inverno e a 20° sotto zero per cambiare aria.
Con questi personaggi, sia di destra che di sinistra incapaci di gestire anche dei bambini all’oratorio, forse è meglio che andiamo a gara.