Tragedia di Pasqua, fissato il funerale:
un unico addio per Palma e Bruno
CORRIDONIA - Venerdì alle 10 la funzione nella chiesa dei santi Pietro, Paolo e Donato. Dopo che nella notte è morto l'uomo che aveva sparato e ucciso la moglie malata i familiari hanno deciso per un'unica cerimonia

I carabinieri sul luogo dell’omicidio-suicidio. Nella foto il pm Claudio Rastrelli con il tenente colonnello Giorgio Picchiotti
di Gianluca Ginella
Un unico funerale per dire addio a Palma Romagnoli e Bruno Cartechini. La funzione venerdì mattina, alle 10, nella chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato di Corridonia.

Palma Romagnoli
I familiari hanno scelto per una cerimonia unica dopo che questa notte è morto anche l’uomo che era ricoverato da domenica all’ospedale di Torrette, ad Ancona. La coppia era sposata da sessant’anni e da sempre viveva in una grande casa in contrada Macina a Corridonia.

Bruno Cartechini
E’ in quella casa che il giorno di Pasqua Bruno Cartechini, 86 anni, ha preso un fucile calibro 12 a pallini e da distanza ravvicinata ha esploso un colpo alla moglie, che da tempo era malata di Alzheimer e negli ultimi mesi costretta a letto. La donna è morta subito.
Lui poi ha rivolto il fucile verso se stesso, esplodendo un colpo che lo ha raggiunto sul fianco. Ad accorgersi di quello che era successo è stata la figlia, Stefania, che insieme al marito si trovava al piano superiore. Ha chiamato i soccorsi e l’uomo è stato portato all’ospedale di Torrette, ad Ancona, con l’eliambulanza.
L’86enne è rimasto ricoverato in Rianimazione e operato diverse volte. Ieri le sue condizioni si sono aggravate e nella notte è morto. Il motivo per cui ha ucciso la moglie lo ha spiegato in uno scritto che ha lasciato all’ingresso dell’abitazione.
Nel testo, da quanto emerge, l’anziano spiega la sua esasperazione nel vedere la moglie malata, una donna che per tutta la vita è sempre stata una persona attiva e una gran lavoratrice. Ieri era stata svolta l’autopsia sulla donna, all’obitorio di Macerata. Poi la procura ha dato il nullaosta per la sepoltura.

Spara alla moglie malata e la uccide, poi tenta il suicidio «Non sopportava più di vederla soffrire»
Sapevo che sarebbe finita così… Adesso penso allo strazio della figlia e dei congiunti, al dolore degli amici. Non posso giudicare i motivi per ciò che è avvenuto… Non rimane che pregare.
Ha fatto quello che si deve fare davanti a dolori irreversebili….chi fa le leggi si preoccupi di tutti questi casi di omicidi e suicidi, quanto non vi sono speranze di guarigione e molta sofferenza si deve avere la libertà di decidere , altrimenti sempre più spesso succederà tutto questo, facendo perdere la dignità e rischiare la galera
mai giudicare chi rinuncia a convivere con il dolore…mai..R.I.P.