Sandro Scipioni alla guida del Psi,
prende il posto di Venanzo Ronchetti.
«Noi alternativi al centrodestra»
POLITICA - L'ex candidato sindaco di Corridonia è il nuovo coordinatore provinciale del partito. In vista delle elezioni sguardo rivolto al centrosinistra: «Chiederemo dei confronti con alcuni sindaci del nostro territorio che si ripresenteranno alle elezioni comunali»

Sandro Scipioni
Sarà Sandro Scipioni, a guidare il coordinamento provinciale del Partito socialista italiano (Psi). La decisione è arrivata a seguito delle dimissioni di Venanzo Ronchetti, che aveva assunto la carica un anno fa.
Scipioni, candidato sindaco a Corridonia nel 2022 ed oggi componente dell’opposizione alla testa del gruppo Corridonia Rinasce, sarà affiancato dal civitanovese Roberto Vezzoso, nominato vicecoordinatore.
«Non un nuovo partito ma un partito nuovo – sottolinea Scipioni – fedele alle tradizioni del socialismo democratico e liberale, che nel corso del secolo scorso è stato l’artefice di cambiamenti nazionali ed europei. Dopo la crisi di tangentopoli del 1994, il partito ha subito un arresto elettorale consistente ed oggi mi propongo, innanzitutto di fare ammenda delle vicende passate, al fine di ricostruire un partito che incarni principalmente tre valori: la sicurezza con i diritti, la giustizia con l’eguaglianza ed innovazione con la modernità. La volontà sarà quella, inoltre, di coinvolgere, giovani, famiglie, liberi professionisti e i rappresentati del mondo imprenditoriale, all’interno di un processo fatto di contributi programmatici, al fine di delineare una strategia qualificante per i prossimi anni». Definite le direttrici sulle quali già lavorare ad un futuro sviluppo. «Lavoro, acqua, rifiuti e sanità – afferma Scipioni – non per ultimo i processi educativi e formativi legati al mondo della scuola. Particolare attenzione verrà poi posta, essendo la nostra popolazione demograficamente avanti con l’età, verso tutte quelle iniziative a carattere sociale e assistenzialistico da parte dei Comuni e della stessa Provincia».
La sfida verterà anche sulle elezioni elettorali che a giugno interesseranno 37 Comuni della provincia di Macerata. «Siamo consapevoli del nostro scarso radicamento territoriale – spiega Scipioni – inizieremo, quindi, da subito a metterci in moto per sostenere tutti quei candidati sindaci che proporranno in itinere dei progetti coinvolgenti la cittadinanza attraverso bilanci partecipativi. Ognuno di loro potrà contare sul nostro contributo, in quanto non abbiamo alcun pregiudizio ideologico, consapevoli che oggi bisogna mettere in atto ogni misura utile e mirata per una politica del fare». Sui prossimi appuntamenti Scipioni ha annunciato. «Nei prossimi giorni terremo degli incontri con i segretari provinciali dei partiti che si identificano in uno schieramento alternativo al centrodestra e dopo le festività pasquali richiederemo dei confronti con alcuni sindaci del nostro territorio che si ripresenteranno alle elezioni comunali, partecipando inoltre alle varie iniziative territoriali».
Venanzo Ronchetti, ‘il sindaco del terremoto’ eletto segretario provinciale del Psi
Nel 2022 non condividevo la visione politiva di Sandro Scipioni e alle Amministrative di Corridonia non l’ho votato, ma ora sto ricredendomi e apprezzo anche la sua buona volontà. Auspico che anche altri, dimenticati e/o esclusi dalle loro ex compagini facciano come lui un passo avanti, in attesa delle votazioni a qualsiasi livello, ma soprattutto a livello locale. Ritengo che questo sia necessario, anzi indispensabile, per creare nuove aspettative, nuovi orizzonti, nuovi traguardi, ma soprattutto per muovere l’acqua stagnante e l’inerzia politica e amministrativa.
Buon lavoro.
Sarebbe una ventata di novità quella di riproporre un vecchio simbolo politico proprio oggi dove le varie novità sono una delusione cocente e visibile. E che hanno creato un elettorato disilluso e per niente partecipe alla vita politica. Lo vediamo dalla mancanza di impegno da parte dei cittadini e di eventuali nuove leve. Anche le nuove proposte che si stanno affacciando dopo il Covid ed oggi con la paura di essere coinvolti in una guerra dai contorni fumosi, ma terribili, non trovano adepti. Mentre con le vecchie formazioni si ha almeno la certezza che una base politico strategica già esiste.
E’ impossibile trovare oggi, al di là delle chiacchiere e delle promesse, una proposta politica calata nella realtà. Soprattutto si ha una visione parziale e di parte nell’affrontare i tragici problemi socioeconomici del momento. La disoccupazione, la sottoccupazione, la mancanza di una strategia che indichi la via da prendere, l’incapacità di guardare ad una collaborazione con le parti produttive e occupazionali del Paese, che furono e dovrebbero essere tutelate di fronte allo strapotere dei nuovi produttori di ricchezza individuale a livello mondiale, quando si dovrebbero tutelare la piccola e la media industria, l’artigianato, il piccolo commercio, la piccola proprietà contadina, magari sollecitando la cooperazione; tutte forme queste controllabili a livello famigliare e che darebbero lavoro, facendo rivivere pure i centri storici, in cui fare rivivere alcune attività. E infine soprattutto il turismo, che sarebbe il nostro petrolio, come fu detto anni fa.
Il Partito Socialista, quello Comunista, la Democrazia Cristiana, il Partito Liberale, quello Repubblicano, non si sono fusi verso il nuovo. Il quale si è confuso in modo tattico e non strategico. E tutti al servizio di nuovi padroni, come il PCI, quando, dopo la morte di Enrico Berlinguer, andò a mendicare negli USA l’appoggio del Partito Democratico americano e la benedizione di David Rockefeller. Come oggi fa la Meloni in Europa e in America per essere tra gli sguatteri poveri di quei potentati. Di uomini come Craxi, che sbatterono le porte in faccia alle pretese degli Americani, pagandone, purtroppo, le conseguenze. Seppure non la vita come Aldo Moro e come Enrico Mattei.
Vediamo la mancanza di una linea politica da perseguire perfino nelle amministrazioni locali, che, come quella di Corridonia, vive di intenti e senza una prospettiva politica del fare. Senza una linea politica ed ideologica si va a tentoni: nei Comuni, in Regione e ai vertici istituzionali italiani.
Certo, come per il Partito Comunista, e così sarà per il PSI, l’inizio sarà duro. Ma l’unica alternativa che si ha è quella di tentare di vivere su di fondamenta ideologico-politiche e non di continuare a cercare personaggi che potrebbero portare voti e e quindi utili a vincere le elezioni. Finendo spesso con un pugno di mosche in mano.
sono un vecchio socialista mai pentito,che immaginava con enorme delusione legata agli sviluppi successivi, un rilancio unitario del movimento socialista italiano dopo la fine del comunismo,errore funesto nella Livorno della spaccatura del PSI, processo politico oggi assolutamente necessario con l’invadente liberismo economico,che ha coinvolto tutto il mondo.Mi rammarica moltissimo di non poter partecipare al presente tentativo di rilancio causa l’età molto avanzata ricca di acciacchi ed auguro alla nuova dirigenza ogni successo,che scaturirebbe di sicuro da un severo impegno di ricerca di linee adeguate ai tempi,ma sempre nel segno della iniziale solidarietà e sensibilità sociale socialista.
Vorrei integrare quanto scritto da me più sopra, perché vale la pena chiarirlo ulteriormente.
A un terzo del mandato l’Amministrazione Giampaoli ha fatto ben poco di quanto promesso in campagna elettorale. A parte la serata con Paolo Crepet, peraltro organizzata in maniera pessima, non abbiamo visto altri grandi eventi. I progetti delle scuole sono ancora “in fieri”, non avendo avuto ancora la minima attuazione. La Villa Fermani non ha avuto l’impulso promesso. Alcuni marciapiedi sono in condizioni miserevoli da molti anni, come quelli in via Rossini. L’inizio del selciato della via che porta al Centro evidenzia un centinaio di sampietrini mancanti, con numetose buche, alcune rattoppate con l’asfalto. Vediamo quasi esclusivamente interventi di ordinaria amministrazione. Le rette della Casa di Riposo sono state aumentate di 200 € in quasi due anni, passando da 1200 a 1400 € mensili. Le rette dell’Asilo-Nido sono raddoppiate. L’IMU è aumentata.
E che dire dei due ripetitori (uno alto più di 30 metri) sorti all’improvviso senza il patete preventivo dei Cittadini, con comunicazione in streaming postuma?
Ogni commento è superfluo.
Per il Sociale, la Cultura, i Giovani, gli Anziani è stato fatto qualcosa?
La stagnazione politico-strategico-amministrativa è sotto gli occhi di tutti.
Noi notiamo che l’Amministrazione Giampaoli si sta avvicinando alla irrilevanza, ma anche se ancora non abbiamo visto granché, speriamo di vedere qualcosa di qualificante e di sostanziale nel periodo che rimane fino alla fine dell’attuale mandato.
Benvenga, quindi, qualsiasi iniziativa come quella di Sandro Scipioni e/o di quanti si sono allontanati e non si riconoscono con la maggioranza e le sue scarse proposte amministrative.
Errata corrige:
Ben venga.