«No a un’antenna 5g da 30 metri»
I cittadini pronti alla battaglia
IL COMITATO “Salviamo Belforte” dall’inquinamento ha organizzato una prima assemblea sul progetto previsto in località San Giorgio, per cui è già stata rilasciata un'autorizzazione, e annuncia le prossime mosse: «L'installazione va bloccata, avvieremo una raccolta firme e un probabile ricorso al Tar»

L’assemblea organizzata dal comitato
di Francesca Marsili
«E’ un brutto colpo per un paese come Belforte che già risulta oltraggiato da innumerevoli infrastrutture: centrale elettrica, elettrodotti, superstrada, e che da tempo sta lottando contro un caso di inquinamento atmosferico già conosciuto ad Enti e autorità del luogo».
Cosi il comitato “Salviamo Belforte” dall’inquinamento mostra tutta la sua contrarietà al posizionamento di un’antenna di oltre 30 metri con tecnologia 5g in zona San Giorgio. Venerdi scorso, nella palestra dell’asilo comunale, il comitato ha organizzato un incontro dopo che «i cittadini sono stati travolti dalla notizia di un’imminente realizzazione in un terreno privato di un’infrastruttura di telecomunicazioni con palo di oltre 30 metri e relative antenne con tecnologie 5g. Una doccia fredda per gli abitanti di questo paese all’apparenza tranquillo e salubre». Secondo il gruppo di residenti l’avvio dei lavori potrebbe essere immediato, considerato che lo Sportello unico per le Attività Produttive dell’Unione Montana Monti Azzurri, «ha rilasciato l’autorizzazione, pur con il parere contrario dell’ufficio tecnico del Comune di Belforte del Chienti». La popolazione, ricevuta la notizia, «peraltro non pubblicizzata dagli Enti interessati», si è subito mobilitata, e attraverso degli incontri preliminari, è stato costituito il comitato “Salviamo Belforte” dall’inquinamento. Comitato rinato dopo diversi anni dalla sua ultima battaglia contro l’elettrodotto, a tutela del territorio di Belforte del Chienti «da minacce che potrebbero causare danni irreparabili all’ambiente e alla salute degli abitanti». Il gruppo di cittadini sottolinea che l’unico intento del comitato è quello di informare la popolazione e di intraprendere azioni concrete a difesa del proprio paese e di chi lo abita: ad oggi si sta occupando di inquinamento elettromagnetico ed inquinamento atmosferico. Venerdì 23 febbraio, nell’assemblea pubblica, è stato presentato il comitato, i suoi componenti e le sue finalità. Si è parlato dei principali rischi dell’elettromagnetismo e delle future azioni che il comitato intraprenderà «per bloccare l’installazione dell’antenna, tra le quali l’avvio di una raccolta firme e un probabile ricorso al Tar contro l’autorizzazione rilasciata».
All’incontro, molto partecipato, era presente anche il sindaco di Belforte del Chienti Alessio Vita, che ha spigato le azioni intraprese e future da parte del Comune evidenziando che «Il Comune non può opporsi in toto all’installazione di antenne nel territorio, per legge, ma può e cercherà di far rispettare le proprie ragioni». Il primo cittadino ripercorre l’iter della questione: « Il Comune di Belforte, dal momento in cui ha ricevuto la richiesta di installazione di questo apparato, ha espresso immediatamente parere contrario per via del fatto che il posto individuato ricade all’interno di un’area vincolata. In virtù di questo – aggiunge – il Suap ha rilasciato parere negativo, il quale è stato impugnato al Tar dall’azienda di telecomunicazioni. Il Tar però non si è espresso per via del dietrofront del Suap – prosegue il primo cittadino – motivato dal fatto che sono presenti diverse sentenze che equiparano le antenne a opere di urbanizzazione primaria (come un acquedotto) e non sono nuove costruzioni, pertanto possono essere realizzate all’interno di vincoli».
Il comune «non ritiene sensata questa interpretazione e, pertanto, sta valutando un ricorso al Consiglio di Stato» – evidenzia Vita – . Perché il Consiglio di Stato e non il Tar? «Perché la giurisprudenza del Tar è nella chiara direzione autorizzativa di tali installazioni in zone vincolate – conclude il sindaco – per il Consiglio di stato invece ci potrebbe essere qualche speranza». Il comitato spiega che può essere contattato tramite la pagina Facebook Comitato “Salviamo Belforte” dall’inquinamento, che viene costantemente aggiornata con le date degli incontri e le azioni intraprese.

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