La parola responsabile,
incontro dedicato a Manzoni
e alla memoria di Navalny
MACERATA - Ne ha parlato il professor Pietrantonio Frare al liceo classico linguistico "Leopardi" nell'ambito della rassegna "5 Autori"

Il professor Frare
E’ stato dedicato a Manzoni, alla responsabilità e alla memoria di Naval’nyj, noto attivista russo che ha perso la vita, spendendola a difesa della libertà di pensiero e di parola il secondo appuntamento del ciclo 5 Autori chesi è svolto nei giorni scorsi al liceo classico Leopardi di Macerata.
«Se pensare significa “pesare con cura le parole” – si legge in una nota della scuola – il significato etimologico di “parola”, derivato dal latino evangelico “parabulam”, indica il racconto che dice cose vere, che coniuga estetica ed etica, il bello del racconto e il vero della morale».
Il professor Pietrantonio Frare ha invitato il numeroso pubblico di studenti e docenti convenuto al Liceo Leopardi a riflettere sul significato originario della “parola”, che ha il compito fondamentale di comunicare la verità e di tenere insieme il bello e il vero; parlar bene non significa far uso dell’ornatus, ma utilizzare parole giuste, oneste e ornate, tali da sintetizzare la moralità e la bellezza. Manzoni è convinto dell’originario legame della parola con la verità, essa è l’unico mezzo per comunicarla, per rappresentare uno stato dell’umanità. La parola manzoniana non ha un ruolo salvifico, ma è spesso problematica, propone una scelta, un bivio.
Esaminare le parole, in quanto lettori delle opere manzoniane, è un esercizio di responsabilità, l’unico mezzo per distinguere il vero dal falso, il giusto dall’ingiusto, ciò che è adatto da ciò che non lo è. Con esempi significativi di «ricaduta della parola», selezionati con cura dai Promessi Sposi e dalla Storia della colonna infama, Frare esorta a riflettere sulla responsabilità educativa della parola, sulla giustizia, anche quando tutto intorno a noi invita alla superficialità e alla falsificazione».
Il prossimo incontro, dal titolo “La parole di Pandora: Dolores Prato da Treja al collegio”, si svolgerà lunedì 11 marzo, alle ore 15.00, in presenza, con la scrittrice Elena Frontaloni. L’evento potrà essere seguito anche online.
Consiglierei quei giovani a preoccuparsi delle intenzioni del governo di riarmare l’italia in previsione di una attacco alle democrazie (si fa per dire) europee, dopo aver fatto fuori l’Ucraina del comico Zelensky. La cosa mi ricorda Mussolini quando, dopo aver avuto gli aiuti hitleriani per farsi l’Impero con lo scarto delle potenze coloniali, disinteressate all’Abissinia, si coinvolse nella Seconda Guerra Mondiale, sicuro della vittoria di Hitler, affermando che con qualche migliaio di morti si sarebbe seduto al tavolo delle trattative. Finì come sappiamo… Adesso ci vengono a dire che parteciperemo alla ricostruzione della distrutta Ucraina…
Quanti, ragazzi, siate pronti a morire per interessi che non sono i vostri, ma di una certa politica anglo-americana e dei suoi lacchè europei?
La cecità dei nostri politici, che non hanno visto l’intervento statunitense in Ucraina, che ha poi portato i massacri da parte dei battaglioni neonazisti ucraini contro le popolazioni russofile dell’Ucraina, favorendo così, magari, la giustificazione all’intervento russo.
Cacciando la Russia dall’Europa, l’abbiamo messa nella mani dei Tartari. Ed insieme ad essi ci hanno circondato e hanno conquistato l’Africa, in cui già ci sono da decenni. La Meloni, con quella proposta del Piano Mattei dimostra di essere una ottimista ad oltranza. Le popolazioni africane si fidano dei colonialisti francesi, inglesi e italiani?…
Stiamo molto velocemente andando allegramente verso l’orrore, con l’appoggio del centrodestra e del centrosinistra.
Spero che i 5 Stelle si sfilino da questa idiozia, insieme all’estrema Sinistra e gli Ambientalisti. E alla Lega.