Spuntano due nuove antenne
«Inascoltate le lamentele dei cittadini,
conferenza pubblica solo a giochi fatti»
CORRIDONIA - Domani è in programma la conferenza online per presentare il nuovo regolamento comunale. L'opposizione va all'attacco dopo che sono stati installati due ripetitori, uno a San Claudio e l'altro in via San Giuseppe: «La sindaca dimostri che si è risposto alle richieste delle compagnie telefoniche, altrimenti ammetterà che sta solo cercando di chiudere il recinto con i buoi già scappati». Giampaoli: «Nel 2022 la giunta Cartechini non portò il piano in consiglio perché aveva paura di non riuscire ad approvarlo. Noi l'abbiamo ripreso in mano»

A destra, la nuova antenna a San Claudio, a sinistra quella in via San Giuseppe
Un’antenna lungo la stradina che da San Claudio sale verso il seminario arcivescovile, battutissima da runners e ciclisti e su uno dei versanti più panoramici della vallata. L’altra in via San Giuseppe, proprio nel cuore del quartiere, in mezzo alle case. Comunicazioni alla cittadinanza? Nessuna. Salvo poi chiamarla all’appello per la conferenza pubblica (ma solo in streaming) in programma domani alle 18 per ri-presentare il nuovo piano antenne. L’opposizione di Corridonia mette nel mirino la gestione delle installazioni degli impianti portata avanti dall’amministrazione.

Manuele Pierantoni, capogruppo di Pensare Corridonia
«Ci dispiace davvero tanto che anche stavolta l’amministrazione Giampaoli non abbia accolto le richieste dei cittadini che si vanta di onorare – sottolineano i gruppi Pensare Corridonia e Corridonia Insieme – è un dispiacere sincero questo, svincolato da un discorso politico di mera opposizione, ma mosso solo dal buon senso. Ci dispiace che dopo tutte le lamentele sulla prima antenna piazzata a ridosso di una verdeggiante collina di San Claudio, in prossimità di due scuole e di una meravigliosa chiesa monumento nazionale, l’amministrazione abbia continuato imperterrita e muta come se nulla fosse. Perché a poche settimane di distanza, nonostante le tante richieste di aiuto e le proteste, i cittadini di via San Giuseppe, in tre giorni, si sono visti montare un ricevitore di oltre 30 metri di altezza, piantato in mezzo ad un gruppo di case, vicino ad un’area verde, nella totale incuranza di chi avrebbe dovuto fare il possibile e l’impossibile perché ciò non accadesse. Qui non si tratta di una scelta politica, qui si tratta di scegliere di mettersi una mano sulla coscienza».
Le due liste civiche di centrosinistra incalzano la maggioranza con diverse domande: «Qualcosa non torna – ribadiscono le forze capeggiate dall’ex vicesindaco Manuele Pierantoni – alle richieste di installazione di queste antenne è stato risposto oppure è decorso inutilmente il tempo? Perché non è stato fatto il piano antenne? Il sindaco, che è anche assessore all’urbanistica, sapeva delle richieste? Che cosa ha fatto per cercare di evitare tutto ciò? Come mai non è stato presentato alcun ricorso come invece accaduto in altri comuni e nell’amministrazione passata? Come mai la conferenza pubblica del 15 febbraio non è stata convocata prima? Conferenza in streaming, perché non anche in presenza? L’ubicazione delle antenne deve essere frutto di una scelta condivisa con i cittadini e la parola “condivisa” nel programma Giampaoli c’era. La si metta in pratica. Diversamente, non si farà altro che dimostrare che la situazione è sfuggita di mano e che ora si sta cercando di correre ai ripari, tentando di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. Speriamo davvero non sia così».

La sindaca Giuliana Giampaoli
Il sindaco Giuliana Giampaoli prova a parare il colpo ma lo fa in maniera parziale, non nominando nemmeno le due antenne, ma ricostruendo l’iter del piano antenne negli ultimi anni. «La minoranza guidata da Manuele Pierantoni tenta di cavalcare il cavallo di battaglia sbagliato – glissa il primo cittadino – l’amministrazione di cui ha fatto parte da vicesindaco e assessore al bilancio non ha certo dimostrato lungimiranza nella gestione dei piani antenne negli anni passati. Corridonia si è dotata di un regolamento per la pianificazione delle antenne già dal 2008, in largo anticipo sui tempi rispetto a moltissimi altri Comuni e sempre con la consulenza della ditta Polab che ci sta supportando anche adesso. Purtroppo però l’amministrazione precedente non ha avuto cura di aggiornarlo nel tempo e renderlo efficace. Il fatto che il piano comunale fosse oramai superato è bastato a fare sì che i ricorsi presentati più volte in passato dall’ente contro l’installazione di nuove antenne sul territorio comunale siano stati vani, persi in partenza a fronte di spese legali sostenute da parte del Comune. La normativa in materia, che purtroppo non anticipa ma rincorre i cambiamenti, ha subito negli anni numerose e repentine modifiche per adattarsi a una tecnologia che muta sempre più rapidamente. Solo nel 2022 l’amministrazione Cartechini, con vicesindaco Pierantoni, dopo 14 anni dall’adozione del primo piano antenne e dopo importanti aggiornamenti normativi intervenuti, ha ripreso in mano la situazione e si è risolta a predisporre, con l’ausilio della ditta Polab, il nuovo regolamento e la mappa delle localizzazioni da sottoporre successivamente al voto del consiglio comunale. Purtroppo, però, nel mese di marzo 2022, dopo la presentazione del piano alla cittadinanza in videoconferenza, a cui partecipai come consigliere di minoranza senza diritto di parola, la proposta di delibera di consiglio comunale, predisposta dal competente settore e datata 29 marzo 2022, non fu mai portata all’approvazione del consiglio, sicuramente per la potenziale ripercussione sull’opinione pubblica alle soglie dell’imminente tornata elettorale, ma anche per la mancanza certificata di una maggioranza in quel fine mandato. La predetta decisione, quella sì politica, ha lasciato l’ente privo dell’unico strumento regolatorio in grado di opporsi alle richieste di espansione degli operatori telefonici».
Da quella data, però, sono passati ormai quasi due anni, tutti sotto il cappello dell’amministrazione Giampaoli: un’era geologica quando si parla di tecnologia. E infatti le antenne sono spuntate in maniera incontrollata, comprese le ultime due che la sindaca evita di nominare. «Questa amministrazione ha riavviato le attività, tramite la ditta Polab, per la revisione del regolamento e del piano, ai fini dell’adeguamento alla normativa vigente e dell’aggiornamento della mappa delle localizzazioni – rivendica Giampaoli – solo nel 2023 sono intervenute, infatti, ulteriori modifiche normative oggi recepite nella nuova proposta. Stiamo assistendo a una rapida evoluzione tecnologica e della normativa che sta progressivamente sottraendo sempre più competenze alle amministrazioni comunali. Sull’argomento domina una diffusa disinformazione e riteniamo quindi importante far capire ai cittadini che l’unico strumento di cui munirsi per difendersi dal proliferare degli impianti è adottare un nuovo regolamento comunale ed un nuovo piano, unica arma per avere voce in capitolo nello sviluppo della rete. Giusto dunque invitare la cittadinanza a seguire in diretta la presentazione dei contenuti del nuovo regolamento comunale per l’installazione degli impianti di telecomunicazioni o a visionare la registrazione che sarà pubblicata sul sito del Comune. Il regolamento recepisce il dettato normativo e non si può prestare a scelte discrezionali dell’amministrazione comunale, la mappa è il risultato dell’applicazione delle indicazioni fornite dallo stesso. Ogni altra scelta che non sia adeguatamente supportata da norme e regolamenti soccombe di fronte alle richieste degli operatori e poco, anzi nulla, possono i ricorsi e le mobilitazioni. Altra partita quella sui canoni di concessione concordati in passato e sulla leggerezza con cui sono stati gestiti i rapporti con le compagnie degli operatori fino ad oggi, passaggio non poco rilevante sul quale la presunta inconsapevolezza da parte dell’ex candidato sindaco Manuele Pierantoni non costituisce scusante ma piena e concreta responsabilità. Ora è lecito chiedersi chi abbia dato la prima impostazione della mappa delle localizzazioni e chi abbia tenuto per anni e anni nel cassetto quel regolamento? Certo non l’amministrazione Giampaoli».
(Ma. Pa.)
Ma le lamentele sono fondate, documentate, oppure sono solo paure infondate?
Si resta sbalorditi dalla velocità con cui sono state costruite (forse col favore delle tenebre?), senza il parere condiviso dei Cittadini. Ancora più sbalorditi dalla informazione in streaming a cose fatte. Ogni altro commento è superfluo!
Al di là delle giustificazioni e delle chiacchiere i cittadini si ritrovano oggi, dopo l’antenna sugli Zoccolanti, con due nuove antenne: una a San Claudio e una a San Giuseppe. Oltre ad una nuova visione politica: dopo l’amministrazione “vado per conto mio” dell’ex-sindaco Cartechini di centrosinistra, ci ritroviamo con “andiamo per conto nostro” della nuova amministrazione del sindaco Giampaoli di centrodestra.
Anche costoro, di tutte le promesse fatte in campagna elettorale, dopo un anno e sei mesi di governo stanno partorendo topolini.
Una situazione destinata ad incancrenirsi sempre di più, dato che con questa amministrazione l’aula consigliare è “sorda e grigia”, come sentenziava Mussolini per quella del parlamento dell’epoca. Non è ciò che noi elettori dell’amministrazione Giampaoli ci aspettavamo.
Fossimo stati all’epoca dei partiti della prima repubblica, questa amministrazione sarebbe saltata dopo il “fattaccio Crepet alla Villa Fermani”, che ha dimostrato scollamento collaborativo all’interno dell’amministrazione Giampaoli e tra questa e il personale comunale. All’epoca della Prima Repubblica avrebbero subito rifatto una nuova amministrazione con gli stessi partiti, cambiando e spostando qualche assessore. Invece oggi, se si dimette il sindaco, o se non ha più una maggioranza, si torna alle elezioni. Col rischio di perderle… Anche perché i consensi storici di Nelia Calvigioni, che hanno fatto vincere la lista del sindaco Giampaoli, sono in caduta libera… Per cui, facciamo finta di nulla e andiamo avanti, sperando nella buona sorte e nelle arricchite prebende per gli amministratori, che magari lavoreranno meglio e di più.
Se poi i cittadini delle antenne si lamentano sono fatti loro.
Sono d’accordo con Giorgio Rapanelli. Aggiungerei solo che i Cittadini non sono pecoroni e si sono già resi conto che gli attuali amministratori sono quasi identici a quelli precedenti.
Certo, amministrare con il necessario confronto pubblico è più faticoso e più complicato, ma gli aumentati emolumenti elargiti a chi ci governa sono stati dati anche per amministrare meglio. Se poi vogliono governare alla meno peggio, della loro storia politico-amministrativa non resterà traccia.