Giorno della Memoria,
Sergio Roedner a Urbisaglia
sulle orme del padre
URBISAGLIA - Il Comune, l’Anpi e la Casa della Memoria di Urbisaglia lo ospiteranno sabato 27 gennaio in un incontro pubblico che si terrà alle 17 nel teatro comunale

Ernst Roedner nel giardino di Villa Giustiniani Bandini
In occasione del Giorno della Memoria, il Comune, l’Anpi e la Casa della Memoria di Urbisaglia ospiteranno sabato 27 gennaio lo scrittore Sergio Roedner in un incontro pubblico che si terrà alle 17 nel Teatro Comunale in Corso Giannelli 45.
Sergio Roedner, autore del libro L’orologio di Armin. L’Europa, due guerre, una famiglia (Marinotti, 2002), ricostruirà le vicende della sua famiglia nell’arco di due secoli: cinque generazioni, coinvolte nelle tristi vicissitudini dell’antisemitismo e del nazismo, fra cui quelle di suo padre, Ernst Roedner, internato nel campo di Urbisaglia dal 29 luglio 1940 al 2 aprile 1942. Ad introdurre l’incontro Giovanna Salvucci, presidente della Casa della Memoria di Urbisaglia, e Emanuela Balelli, presidente del Centro Studi Balelli e responsabile del progetto Obiettivo sul Fronte.
Al termine dell’incontro la sezione maschile del coro Equi-Voci di Urbisaglia, diretti dal M° Cristina Picozzi, eseguirà il brano “Komm mein Schatz auf den Bocceplatz” (Vieni, amore mio, al campo di bocce) composto da Egon Mosbach e Paul Schwenk durante l’internamento a Urbisaglia. Il manoscritto della canzone che, con molto ironia, racconta della felicità degli internati nel ricevere la visita delle proprie compagne alle quali non vedono l’ora di mostrare il campo di bocce, è stato inviato alla Casa della Memoria da Elio e Dario Cabib, figli di Renzo Cabib (1915-2004), internato a Urbisaglia dal 5 luglio 1940 al 16 giugno 1942. Gli autori della canzone, Paul Schwenk (violoncellista) e Egon Mosbach (poeta), entrarono entrambi nel campo di Urbisaglia il 25 luglio 1940.
Schwenk riuscì a scappare dopo l’8 settembre 1943 e in seguito lavorò nella Emilio Winter insieme a Ernst Roedner, entrambi suoi compagni di internamento a Urbisaglia. Morì alla fine degli anni ‘70. Egon Mosbach venne trasferito a Grosseto nel gennaio 1942 e successivamente deportato a Auschwitz. Non sopravvisse alla Shoah.
Vista l’amicizia fra Ernst Roedner e Paul Schwenk gli organizzatori hanno deciso di eseguire il brano in questa occasione, affidando la trascrizione dello spartito a Paola Chinellato, Cristina Picozzi, Mauro Navarri e Giovanna Salvucci.
Commovente, commovente, commovente… Mai dimenticare quel periodo demoniaco nazifascista. Mai dimenticare la Resistenza. E chiedo ancora una volta all’Amministrazione comunale di Macerata di riportare alla luce il Museo del Risorgimento e delle Resistenza, ancora imballato in qualche cantina.
Forse il tentativo in atto di riportarci ad un Regime politico “forte” spegne ogni desiderio di rimanere nella verità storica rivelata? La Storia tende a ripetersi? E magari finire come è giusto che finisca? Quindi, attenzione.