E’ morto Marco Pannaggi, una vita
dedicata a valorizzare il padre Ivo

LUTTO - Si è spento a Oslo a 82 anni. Il rapporto con Macerata era fortissimo. Qui aveva voluto un Centro studi dedicato all'artista. Forte l'amicizia col presidente Gabriele Porfiri: «Era molto attivo. Stava organizzando delle mostre a Monteleone di Fermo e a Firenze. Contavamo di poterlo vedere qui la prossima estate ma non ce l'ha fatta»

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Marco Pannaggi

di Alessandra Pierini

Ha dedicato la sua vita alla valorizzazione del padre Ivo, Marco Pannaggi, 82 anni, è morto nella notte a Oslo dove era nato e viveva. Ma il suo rapporto con Macerata e con i maceratesi è sempre stato forte. 
Figlio maggiore dell’artista, prima di Natale ha riportato un infortunio in seguito ad una caduta in casa. Ieri sera è stato colto da un malore in casa della sorella Kora che lo ospitava e per lui non c’è stato niente da fare. Aveva anche un altro fratello, Tito.
Anche lui a suo modo artista, è stato critico d’arte, attore, ma anche tassista e operaio. Aveva curato come regista delle pellicole, amava la musica e il jazz in particolare, l’arte e l’architettura. Viveva di una modesta pensione.

A Macerata arrivò nel 2008 e fu allora che incontrò Gabriele Porfiri che, in seguito, fondò il Centro studi Pannaggi. «Quando veniva a Macerata soggiornava nella casa di via Crescimbeni che ra stata del padre. Nel 2008 è rimasto a lungo perché stava curando una mostra dedicata ad Ivo Pannaggi. E’ nata allora tra di noi un’amicizia durata fino a oggi. Ieri sera ci siamo sentiti e non era preoccupato, mi sembrava sereno anche se respirava a fatica».

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Marco Pannaggi coi fondatori del Centro studi

Il centro studi Pannaggi, che ha come vice presidente l’avvocato Marco Fabiani, è nato nel 2013 per desiderio di Marco per approfondire e salvaguardare l’opera di Ivo che aveva avuto una vita intensa e straordinaria, ancora poco conosciuta. «Con Marco – sottolinea il presidente Porfiri – abbiamo portato avanti progetti, scritto un libro, curato mostre e ci siamo occupati della catalogazione delle opere. Lui avrebbe voluto un catalogo ragionato delle opere di Ivo ma purtroppo non si è realizzato. E’ un percorso che richiede anni di lavoro».
Ancora negli ultimi giorni di vita Marco Pannaggi era attivissimo nella sua opera: «L’architetta maceratese Roberta Luciani – prosegue il presidente -che si è trasferita in Norvegia mi ha raccontato che Marco stava scrivendo sul padre e stava programmando una mostra a Monteleone di Fermo e poi una a Firenze. Martedì mi aveva inviato un suo articolo sull’opera di industrial design di Ivo. Era molto attivo e ci tenevamo in contatto con continui messaggi».

Ivo Pannaggi a Porto Sant'Elpidio con Marco (1942)

Ivo Pannaggi a Porto Sant’Elpidio con Marco (1942)

Ora al centro studi resta l’eredità di portare avanti anche in nome di Marco Pannaggi l’opera di valorizzazione di uno dei più illustri artisti maceratesi: «Nella casa di Ivo in via dei Crescimbeni, c’è parte dell’archivio, un’altra parte si trova a Oslo. Il nostro obiettivo è riunirlo. Marco aveva un ottimo rapporto con gli studenti e diceva sempre che nel Centro studi dovevano essere ben voluti. Contavamo quest’anno di averlo a Macerata ma purtroppo non ce l’ha fatta».

 

 

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