«Crisi climatica e calo demografico
non creano solo danni,
l’Appennino ideale per ripartire»
MORROVALLE - La tavola rotonda proposta dalla Fondazione Carima nell'auditorium Sant'Agostino ha offerto spunti di riflessione e proposte concrete per affrontare la transizione ecologica. Il presidente Sabatucci: «Io credo molto nella modalità che usavano nostri anziani quando ognuno, pur curando il suo orticello, faceva la sua parte e tutto funzionava». Il climatologo Luca Mercalli: «Bisogna redistribuire la popolazione». Il commissario Guido Castelli: «Riattiviamo le energie sui Sibillini per poi offrire il nostro progetto al resto d'Italia»

La tavola rotonda sul clima, l’intervento del presidente Francesco Acquaroli
di Alessandra Pierini
Riflettere per stabilire obiettivi di cambiamento e governarli. E’ l’occasione offerta questo pomeriggio da Fondazione Carima che ha scelto per parlare di transizione ecologica l’auditorium di Sant’Agostino di Morrovalle, paradigmatico delle bellezze maceratesi immerse in panorami mozzafiato, restaurato grazie al supporto dell’ente stesso.

Il presidente Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi
La Fondazione Carima ha recentemente licenziato il Documento programmatico pluriennale 2024-2027, che definisce la cornice di riferimento dell’agire istituzionale per i prossimi quattro anni. E’ in quella sede che sono emersi temi cruciali, quelli della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile che ha voluto affrontare con una tavola rotonda.
Ad introdurre i lavori è stato il presidente Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi che ha parlato di una provincia interconnessa e ha lanciato un appello «perché la transizione ecologica non resti solo in belle parole. Io credo molto nella modalità che usavano nostri anziani quando ognuno, pur curando il suo orticello, faceva la sua parte e tutto funzionava». Poi i saluti del presidente della Regione Francesco Acquaroli che ricordando le alluvioni che hanno colpito le Marche ha precisato: «La sostenibilità deve essere questione non ideologica, non basta fare grandi proclami per risorse che poi non vengono adeguatamente finalizzate».

Il presidente della Provincia Sandro Parcaroli
Ha presentato una realtà di intelligenza artificiale e robot già tra noi il presidente della Provincia Sandro Parcaroli: «Dobbiamo governare la tecnologia, ma non possiamo farne a meno. Saranno i dati la nostra ricchezza. Per quanto riguarda la ricostruzione stiamo costruendo e dobbiamo farlo bene ma serve altro. Le Marche sono al plurale ma isolate, dobbiamo lavorare tutti insieme per trasformarle».
Il commissario Guido Castelli ha raccontato la sua esperienza a Dubai alla Conferenza sul clima dove ha portato come esempio di buone pratiche proprio la ricostruzione sui Sibillini.

Guido Castelli
«L’Italia è bella ma fragilissima. Il Mediterraneo è il mare che si scalda più velocemente, il cambiamento climatico c’è. Problema demografico e climatico sono facce della stessa medaglia. Noi vogliamo riattivare le energie degli Appennini per poi offrire il nostro progetto al resto d’Italia. Dobbiamo uscire dall’idea dei borghi presepe e pensare a un Appennino contemporaneo ricordando che il nostro non è stato un terremoto ma quattro terremoti in 5 mesi».
E’ intervenuto da remoto Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico proponendo una idea diversa da quella del commissario: «Il calo demografico non importa, produce problemi ma solo temporanei e di riorganizzazione. Quello che bisogna fare è redistribuire la popolazione. Per quanto riguarda il riscaldamento globale è iniziato da 40 anni e la mitigazione dobbiamo farla tutti, ma l’Italia conta poco. Quello che possiamo fare è investire sull’adattamento, basta cemento e ristrutturiamo zone di pregio che vanno a pezzi. Non possiamo lasciare questo problema ai giovani perché quando arriveranno sarà troppo tardi. Intanto le fondazioni possono decidere di non sostenere progetti non attenti all’ambiente, alle rinnovabili e che non consumino suolo».

Luca Mercalli
Ha dato la sua “ricetta” Silvio Barbero, presidente del Comitato scientifico dell’associazione Filiera Futura e vicepresidente dell’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo: «Nella transizione la produzione di cibo è fondamentale e il modello va cambiato. La transizione è una rivoluzione. Serve poi una nuova economia delle relazioni tra le persone che non è nei bilanci ma è economia vera. La montagna è un’area marginale in cui c’è ancora biodiversità. Sono luoghi ideali per ricostruire le filiere partendo da saperi tradizionali, creare cultura della qualità, usare tecnologie sistemiche e rispettose. Dobbiamo recuperare le comunità locali, fare informazione nei territori con tutti i soggetti della filiera e proporre un nuovo turismo sostenibile».
Sono intervenuti poi il professor Andrea Spaterna, presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e di Yuri Basiilcò, founder dell’associazione Va’ Sentiero.
A conti fatti gli organi volitivi della Fondazione Carima sono stati lungimiranti poiché il 90% del suo patrimonio risulta già impegnato in investimenti sostenibili. La Fondazione Carima dunque, ponendosi in linea con gli obiettivi condivisi dalla comunità internazionale, si affaccia al 2024 pronta ad affrontare questa nuova sfida per costruire un futuro sostenibile per il territorio maceratese.
(foto Luna Simoncini)






