Palazzo ducale, arriva la svolta:
entro fine anno parte il restauro.
Le opere costeranno 12 milioni
CIVITANOVA - Le risorse sono state ottenute grazie ai fondi sisma e al super bonus che hanno sbloccato uno stallo che durava da 20 anni. Il cantiere durerà due anni e mezzo. Pur essendo privato sarà visitabile dal pubblico in orari e giorni stabiliti. Il sindaco Ciarapica: «L'immobile versa in uno stato drammatico e farlo ritornare alla luce e al suo antico splendore è un vantaggio per l'intera città»

La facciata di Palazzo Ducale
di Laura Boccanera
Entro la fine dell’anno la gru entrerà all’interno di Palazzo ducale a Civitanova Alta dando avvio ai lavori di restauro e recupero dell’immobile di pregio di piazza della Libertà, da 20 anni transennato a seguito di contenziosi legali e stallo economico da parte della proprietà, condominio composto da 16 proprietari per un totale di 36 unità immobiliari fra residenziale e commerciale.

La presentazione questa mattina: da sinistra Luigi Pisani restauratore, l’assessore Ermanno Carassai, il sindaco Fabrizio Ciarapica, l’architetto Corrado Baldelli, Simona Bastari
Ma palazzo Ducale è molto di più: è un pezzo di storia della città che era rimasto in uno stallo che stava diventando un problema non solo per i proprietari dell’immobile (che è di proprietà privata), ma anche per la città.
Il palazzo infatti giaceva “impacchettato” da un’impalcatura che ne copriva la facciata e che era anche strutturale, senza possibilità di essere toccato.
A sbloccare una situazione ingrovigliata e su cui pendevano anche alcuni ricorsi, i fondi sisma ed extra bonus che, grazie anche al commissario per la ricostruzione, hanno liberato risorse per 12 milioni di euro. E ora finalmente entro la fine dell’anno partiranno i lavori di restauro, smaltite tutte le pratiche burocratiche coi passaggi alla sovrintendenza e del comune. Ad illustrare con soddisfazione il progetto è stato questa mattina l’architetto Corrado Baldelli, dello studio Baldelli di Ancona, già firma di restauri e recuperi di palazzi storici. Con lui anche la proprietà, il condominio Felice di Simona Bastari, il restauratore Luigi Pisani e il sindaco Fabrizio Ciarapica con l’assessore Ermanno Carassai.
Dal punto di vista urbanistico nulla cambia sulla destinazione e sugli spazi essendo un bene vincolato: l’immobile ha una superficie lorda di 4.350 metri quadrati di cui 397 di corte interna. «E’ un edificio di estrema importanza – ha detto l’architetto Baldelli – perché parte del tessuto urbano del borgo, connette diverse parti della città e si affaccia sulla piazza principale, ma ha all’interno anche un ciclo di dipinti murari e affreschi attributi a Pellegrino Tibaldi ancora tutti da scoprire e restaurare e alcuni incassonati lignei di pregio che verranno recuperati».
Ma per arrivare a questo punto la strada è stata difficilissima e ingarbugliata e a ricostruire l’iter è ancora il progettista: «L’immobile era stato oggetto di un intervento alle soglie del 2000, ma il cantiere è rimasto bloccato per 15 anni e si è portato dietro l’ingombro dell’ impalcatura a cui è stata data anche una funzione strutturale. Ma nella stasi deperiva lentamente. Il condominio più volte ha cercato di uscire dalla situazione, ma ad intervento iniziato però i lavori hanno drenato denaro ai condomini che non avevano liquidità per procedere.
Lo sblocco è arrivato quando l’ufficio ricostruzione ha emanato l’ordinanza 116 del 2021 che ha riportato nell’ alveo della ricostruzione anche questo edificio che non poteva accedervi in precedenza perché era già inagibile. A maggio 2021 questa modifica ha però consentito ai condomini la possibilità di uscire da quel tunnel. E’ stato chiuso in forma extra giudiziale il contenzioso con l’ impresa riuscendo a ripartire».
Da qui una tabula rasa da cui iniziare la progettazione e l’iter burocratico con istruttoria amministrativa da parte del comune, il passaggio alla sovrintendenza e poi l’ok dall’ufficio sisma.
«Pur essendo un intervento privato – ha sottolineato il sindaco Fabrizio Ciarapica – palazzo Ducale ha un impatto sulla vita pubblica della nostra città perché quell’immobile versa in uno stato drammatico e far ritornare alla luce e al suo antico splendore l’immobile è un vantaggio per l’intera comunità. Il Comune in ogni modo ha cercato di agevolare con tempi celeri la produzione della sua parte di documentazione. Appena arrivati ci siamo trovati nella situazione per cui nel terremoto del 2016 l’ufficio speciale per la ricostruzione non ha effettuato il sopralluogo nei tempi e palazzo ducale era stato escluso, poi la nuova ordinanza del commissario Giovanni Legnini e con l’assessore regionale Guido Castelli è stato possibile riammettere al al sopralluogo l’immobile».

La vista dall’alto con i cedimenti del tetto
A realizzare i lavori che dureranno 2 anni e mezzo è un consorzio di imprese composto dalla ditta Di Vincenzo di San Giovanni teatino con la Turla di Ascoli.
I lavori hanno un importo di 12 milioni di euro di cui 9 di fondi sisma e 3 di super bonus. Entro la fine dell’anno avverrà la cantierizzazione e in questi giorni è in discussione come permettere alla gru di entrare in centro storico e se posizionarla all’interno del cortile e come.
«Stiamo cercando di risolvere le problematiche di impostazione del cantiere – ha aggiunto l’assessore ai lavori pubblici Ermanno Carassai – ci è stato chiesto di installare la gru nel cortile dell’ immobile e sarebbe la soluzione ideale. Anche perché l’accesso in via Roma con mezzi di peso rilevante è sconsigliato e pericoloso. Inoltre il prossimo anno entro la primavera partiremo anche noi come comune con una serie di interventi che ci sono stati finanziati e avremo un discreto via vai di mezzi pesanti per l’allestimento del cantiere per la scuola elementare Sant’Agostino, il municipio e palazzo Ciccolini».
Dal punto di vista puramente architettonico è da definire ancora con la sovrintendenza l’aspetto finale della facciata. Si dovrà valutare infatti se fare un intervento di restauro di tipo conservativo che dia una lettura stratigrafica dei vari aspetti architettonici che sono il risultato di modifiche e interventi avvenuti nell’arco di 700 anni di cui ci sono ancora tracce evidenti, o se ripristinare la facciata realizzata a fine 800 che cercava di dare uniformità al prospetto che si affaccia sulla piazza con l’implementazione di finestre che dessero continuità all’immobile. La decisione su questo aspetto di metodologia del restauro è stato rinviato ad un secondo momento quando, una volta rimossa l’impalcatura, si potrà apprezzare lo stato di conservazione dei vari elementi.
Infine anche buone notizie per tutti coloro che apprezzano l’edificio: essendo stato risanato con fondi pubblici sarà fatto un convenzionamento tra condominio e Ministero e il bene sarà a disposizione del pubblico con orari definiti e in occasione di visite speciali.





Una bellissima notizia .Finalmente il Palazzo riprenderà vita e proprietari potranno rientrare nelle loro proprietà.Bene la convenzione fra proprietari e beni culturali per aperture al pubblico.