Digitale e innovazione,
488mila euro per Helvia Ricina

MACERATA - Finanziamento europeo per il progetto Archaeodigit di cui il Comune è capofila. L'assessora Katiuscia Cassetta: «Lo abbiamo ottenuto grazie al lavoro di sinergia e connessione con l’Università e con gli altri attori, ognuno dei quali ha messo a disposizione la propria esperienza, dedizione e professionalità»

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L’area archeologica di Ricina

L’area archeologica di Helvia Ricina sarà valorizzata con un approccio al digitale e all’innovazione e l’inserimento in una rete con teatri croati. Sarà possibile grazie al finanziamento europeo ottenuto dal progetto Archaeodigit che vede il Comune di Macerata come capofila. «Centrale – fa sapere l’ente – sarà la messa in rete con i siti archeologici del territorio, nella prospettiva di creare degli itinerari e degli eventi dedicati a target specifici oltre ad aperture tematiche. Il progetto, in una logica di crescita e condivisione, favorirà poi lo scambio tra operatori di settore, nonché l’organizzazione di corsi di formazione per i giovani in particolare Neet, con possibilità di accedere a workshop e placements in Croazia».

Il progetto Archaeodigit acronimo di Archaeological Digital paths for an inclusive and sustainable tourism getterà le basi per l’elaborazione di una metodologia innovativa su come preservare, interpretare e valorizzare i siti archeologici all’interno di un ecosistema culturale e turistico, rafforzando l’uso della tecnologia digitale e integrando il patrimonio materiale e immateriale, favorendo un più ampio accesso al patrimonio archeologico da parte dell’utenza. Il Comune di Macerata ha ottenuto 488mila euro.

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Katiuscia Casetta

«Finalmente il Comune ottiene le opportune risorse per valorizzare l’area archeologica di Helvia Ricina che abbiamo sempre inserito in ogni proposta di bando consapevoli dell’importanza dell’area archeologica per la città di Macerata – ha commentato l’assessora alla Cultura Katiuscia Cassetta -. Un finanziamento che abbiamo ottenuto grazie al lavoro di sinergia e connessione con l’Università di Macerata e con gli altri attori, ognuno dei quali ha messo a disposizione la propria esperienza, dedizione e professionalità».
Il progetto, del valore complessivo di oltre 2 milioni e 400mila euro, mette così in rete città e siti archeologici italiani e croati con lo scopo di creare un modello di gestione e valorizzazione condiviso, basato su buone pratiche e progetti di successo, affinché i siti archeologici tornino a essere oggetto di visite da parte di famiglie, anziani e giovani e offrendo strumenti di fruizione più accattivanti.

Archaeodigit vede come capofila il Comune di Macerata – che ha ottenuto il finanziamento di 488mila euro – insieme a partner italiani come l’Università di Macerata, la ditta Ett esperta in digitalizzazione e innovazione tecnologica, l’area archeologica di Altilia-Saepinum (Molise), il Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ioninio; per la parte croata sono coinvolti il Comune di Kastela, il Comune di Omišalj e l’Universita di Pula (PP). Partner associati a supporto del progetto: International Association of Cultural and Digital Tourism (IACUDIT), Direzione Regionale Musei Marche e Active Muzej hrvatskih arheoloških spomenika (Museo dei monumenti archeologici croati).

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