Payback, ennesima proroga:
nuovo termine il 30 novembre
«Ora si lavori per cancellare la norma»
SANITA'- Piccola boccata di ossigeno per le aziende che devono restituire circa 136 milioni alla Regione per lo sforamento del tetto di spesa per l'acquisto di dispositivi medici. Aform Confcommercio Marche sul piede di guerra: «Buon segnale dal Governo, ma è necessario eliminare una volta per tutte una legge iniqua e incostituzionale, che lascia 1.800 ricorsi in sospeso»
Payback dei dispositivi medici, ennesima proroga per i pagamenti. Dopo che la data del 30 ottobre era passata sostanzialmente senza novità, è stato rifissato al 30 novembre dalla commissione finanza al Senato, con in un emendamento al Dl Proroghe, il termine ultimo per gli oltre 136 milioni di euro che le aziende marchigiane dovrebbero pagare alla Regione nell’ambito degli sforamenti dei tetti per l’acquisto dei dispositivi medici (mascherine, camici, siringhe e via dicendo).
Una proroga vista positivamente da Aform Confcommercio Marche, che parla di un «forte segnale di presa in carico della questione da parte del Governo, che non abbandona a sé stesse le imprese del settore di fornitura dei dispositivi medici, ma lavora per la risoluzione del problema. È necessario adesso valutare globalmente la situazione legislativa e cancellare una volta per tutte una norma iniqua e incostituzionale, che lascia 1.800 ricorsi ancora in attesa di conoscere la propria sorte. Non si possono penalizzare le imprese che partecipano a dei bandi e poi dovrebbero pagare l’inefficienza del Servizio sanitario nazionale».
Aform Confcommercio Marche sta lavorando attivamente per la definizione di proposte concrete e presenzierà al Forum Risk Management di Arezzo il prossimo 23 novembre, al quale la presidente Aform Marche Cristiana Cori e parte del Consiglio prenderanno parte per affrontare la questione del payback nella piccola e media impresa.
Lasciare il termine al 31 novembre, come si legge nel titolo, sarebbe un modo per abolire la norma senza tanta fatica