“Il nome del figlio”,
una cena di equivoci e provocazioni

MACERATA - Domenica 5 novembre, alle 17.15, al teatro Lauro Rossi, il terzo appuntamento con la 55° rassegna nazionale “Angelo Perugini”

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Una scena dello spettacolo

di Fabrizio Cortella

Il terzo appuntamento con la 55° rassegna nazionale “Angelo Perugini” è per domenica 5 novembre, alle 17.15. Sul palco del teatro Lauro Rossi di Macerata, a distanza di nove anni dalla prima volta, ritorna “Le Prénom” (dal francese, “Il nome”), la collaudata e riuscitissima commedia brillante dei drammaturghi parigini Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière, classe 1971, il cui sodalizio artistico dura dal 2005 per cinema, teatro e televisione. foto-2-325x217La pièce ha riscosso un tale successo fin dalla sua prima messa in scena, nel 2010, al Teatro Edoardo VII di Parigi che, due anni più tardi, è stata adattata per il cinema dagli stessi autori, titolo “Cena tra amici”, con Patrick Bruel come protagonista. Il successo del film ha, poi, spianato la strada alla versione italiana del 2015, “Il nome del figlio”, diretto da Francesca Archibugi ed interpretato da star del calibro della Golino, di Gassman, Lo Cascio e Papaleo. Lo spettacolo, due tempi da 45 minuti per la regia di Valentina Usuelli e Nicoletta Colombo, sarà messo in scena dal gruppo teatro Tempo, la compagnia di Carugate che lo porta in tournée con successo fin dal 2018.
Si tratta di un lavoro ben confezionato e di sicuro impatto: una cena tra amici, un fratello e una sorella con i rispettivi coniugi e un amico trombonista di vecchia data. Insomma, una serata che si annuncia gioiosa e conviviale ma che, complice lo scherzo architettato dal fratello della padrona di casa, Vincent, si trasforma per gli astanti nell’occasione per dare sfogo alle proprie frustrazioni e ai sentimenti più nascosti. In un gioco di equivoci e provocazioni, la discussione degenera in rapidamente portando la commedia su un piano tragicomico. foto-5-325x217A fronteggiarsi sul “campo di battaglia”, una borghesia ben riconoscibile: la sinistra colta e progressista (Elizabeth e Pierre sono entrambi professori universitari) contro la destra ignorante e spocchiosa (Vincent è un’agente immobiliare che circola col suv e parcheggia in sosta vietata, mentre la compagna Anne si occupa di moda). Quando Vincent e Anne, che aspettano un figlio, dichiarano che il suo sarà un nome “nazista”, dapprima i padroni di casa pensano che si tratti di uno scherzo ma, poiché il futuro padre insiste, vengono irrimediabilmente travolti dall’ira. Si è davanti, perciò, ad una buona commedia con quel plus di intelligenza che riattiva la circolazione cerebrale tra una risata e l’altra attraverso uno spunto semplice quanto brillante e con un finale di conciliazione, ruffiano e lontano da ogni amarezza. Un’ottima rappresentazione per i palati più variegati, insomma: ben scritta, leggera di una leggerezza piacevole, mai volgare. È una visione che fa sorridere e più spesso ridere, non irrita e non turba. La commedia scivola tra battute divertenti e spunti di riflessione, senza mai risultare pesante, e questo grazie anche alla traduzione di Fausto Paravidino, sobria e calzante.
Il prezzo dei biglietti varia tra i 12 e gli 8 euro e la vendita è nella Biglietteria dei Teatri, in piazza Mazzini 10 oppure, il giorno stesso della rappresentazione, nel teatro Lauro Rossi, in piazza della Libertà, a Macerata.

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