Giocattoli di Halloween pericolosi,
profumi con una sostanza tossica:
blitz in un negozio, nei guai il titolare
CIVITANOVA - Operazione della Guardia di finanza: sequestrati circa 300 articoli. E' scattata anche la segnalazione alla Camera di commercio. Nelle confezioni di profumeria è stato trovato il Liliall, composto chimico inserito tra le sostanze cancerogene

I finanzieri durante i controlli
Maschere, costumi e giochi per Halloween pericolosi. Oltre a confezioni di profumi con sostanze tossiche. Sequestrati 300 articoli in un negozio di Civitanova, denunciato il titolare. E’ il bilancio di un’operazione messa a segno dalla Guardia di finanza, che si inserisce nel “Dispositivo operativo per il contrasto alla contraffazione e all’abusivismo commerciale organizzato”, pianificato dal Comando provinciale.
Nell’esercizio commerciale finito al centro dei controlli, i militari hanno trovato e sequestrato 200 articoli destinati alla vendita per la festa di Halloween (maschere, costumi, ciabatte, gel, giocattoli a forma di zucca e kit per travestimenti) privi delle avvertenze e delle istruzioni previste dalla specifica normativa sulla sicurezza dei giocattoli e carenti delle indicazioni riguardanti i materiali utilizzati e le precauzioni d’uso. Inoltre sono stati sequestrati anche 100 confezioni di profumi contenenti un composto chimico, il butilfenil metilpropionale, anche conosciuto con il nome “Lilial”, utilizzato per la preparazione di cosmetici, oggi vietato, alla luce dell’aggiornamento, a livello comunitario, dell’elenco delle sostanze considerate cancerogene, mutagene o tossiche. Oltre ad essere denunciato, il titolare è stato segnalato alla locale Camera di Commercio per l’adozione dei relativi provvedimenti amministrativi.
Sarebbe da specificare il titolare di quale nazionalità è!!!
Oltre ad esprimere i complimenti alla GUARDIA DI FINANZA per l’ennesimo sequestro di prodotti vari, contraffatti ma soprattutto pericolosi perché cancerogeni, non riesco proprio a comprendere il comportamento autolesionistico di questi sprovveduti clienti consumatori che, nonostante l’alta frequenza e pubblicità degli interventi delle FF.OO. con denunce e chiusure dei locali, continuano imperterriti a frequentare certi negozi irregolari anche sotto altri punti di vista a cominciare dalla concorrenza sleale verso i commercianti rispettosi delle normative.
Per la gravità del caso, spero vivamente che al titolare venga revocata per sempre la licenza commerciale e che sia rispedito nel suo paese di origine.
Ma il problema è un altro chi commercializza deve ricordarsi di controllare che la merce che ordina sia a norma e solo allora pagare altrimenti rimandare al mittente a sue spese ed avvisare le autorità per i controlli o avvisare le autorità direttamente guardate mi hanno mandato materiale non conforme così ci sono le prove e non lo accusano anche lui di commercio non lecito ormai i marchi certificatori ci stanno e semmai ricontrollare. Certo finché poi ci sono le ditte che importano e Poi li normano veramente ok ma ci sono diversi marchi che producono fuori e poi si occupano della verifica locale. Oppure ditte straniere catene brads che li importano e poi li commerciano in Europa per sé o per loro per cui sono non CE ma altro ma poi ricollocati con marchi europei o italiani. Sperando che controllino.
Ma il problema della contraffazione, falso marchio di sicurezza europeo CE da non confondere con l’altro C E = CHINA EXPORT, prodotti, dei più disparati settori, confezionati con materie prime pericolose per la salute umana, si è talmente allargato negli ultimi 20 anni per responsabilità politiche facendo diventare la CINA FABBRICA DEL MONDO credendo che la globalizzazione, non solo economica ma anche culturale, avesse avuto conseguenze solo positive in realtà è avvenuto il contrario danneggiando l’OCCIDENTE.
Ripristinare una sicurezza normale dipende principalmente dalle AUTORITA’ GOVERNATIVE EUROPEE IMPONENDO IL RISPETTO DI REGOLE LEALI NEGLI SCAMBI FRA STATI E NON L’INGANNO.
Il controllo prioritario deve essere fatto dal PAESE ESPORTATORE, se non è connivente, poi i controlli dei NAS, GUARDIA DI FINANZA, DOGANE che hanno mezzi adeguati per effettuare i controlli ma sempre su una piccola parte di quanto viene importato, e per ultimi i commercianti ed i consumatori che, di fronte alla estensione del problema, molti hanno cambiato sistema per difendersi: COMPRANO SOLO MADE IN ITALY o EUROPE.
Ma non erano loro i grandi estimatori di Padre Matteo Ricci?
Come facile previsione, nonostante non ci fosse nell’articolo presente alcun riferimento, stamattina leggo sul RdC conferma che il titolare del negozio è di nazionalità CINESE e che si trova in via SARAGAT a FONTESPINA: pubblicare indicazioni su chi si comporta contro legge è necessario per tutelare sia i consumatori che i commercianti corretti, oltre ad un benefico effetto educativo verso altri commercianti simili in modo da indurli a pensare che non vale la pena….
@ Aldo Iacobini (5): ripeto ancora che Padre MATTEO RICCI è strumentalizzato come uno “specchietto per le allodole” per distrarre l’opinione pubblica da altri fini.