Sacchi e la mancata stretta di mano?
Un caso montato sul nulla
FISCHIETTO NEL MIRINO - Si è gridato allo scandalo, si è parlato superficialmente di un gesto sessista, prima che l'Aia chiarisse la vicenda anche con le parole dei diretti interessati (l'arbitro maceratese e l'assistente Francesca Di Monte). Il direttore di gara non ha partecipato oggi pomeriggio a un evento a Macerata in cui era atteso come ospite. La proposta: designarli insieme alla prossima di Serie A

Il momento della mancata stretta di mano prima del match Lecce-Sassuolo
di Matteo Zallocco
Il caso Sacchi-Di Monte? Non esiste. Da due giorni su alcuni media e sui social si grida al sessismo per il mancato “cinque” dell’arbitro maceratese all’assistente. E la polemica ancora non accenna a placarsi nonostante sia stata lei la prima a ridimensionare: «Nel pre-gara, nel tunnel, l’arbitro saluta i capitani mentre noi abbiamo un nostro momento di saluto in campo prima del fischio d’inizio – la spiegazione di Francesca Di Monte fornita dall’Aia -. Il mio volto appare stupito perché sono stata colta di sorpresa e mi dispiace che venga strumentalizzato un breve video per toccare temi molto pesanti che invece richiedono una forma di rispetto e delicatezza diverse».
Gli arbitri in Italia sono una categoria protetta (male) a cui viene impedito di parlare degli episodi in campo. L’unica dichiarazione di Juan Luca Sacchi è quella filtrata dall’Aia: «Negare il saluto a un collega, che sia uomo o donna, è un gesto che assolutamente non mi appartiene. E incredibile come sia nato un caso da questo episodio».
L’arbitro 38enne, originario di Appignano, e che ora abita a Macerata, era atteso oggi pomeriggio al Polo Pantaleoni di Unimc, all’ultima iniziativa del festival Overtime; la presentazione del libro di Andrea Golsterin “Il potere del pallone”. Alla fine non ha partecipato, sembra per evitare ulteriori polemiche. Anche se c’è poco da spiegare.
Si sa che la comunicazione non è il loro forte. Questo da sempre, nonostante qualche piccolo passo in avanti negli ultimi tempi. Gli arbitri, a differenza di allenatori e calciatori, non possono parlare per spiegare a fine partita le motivazioni dietro un calcio di rigore assegnato o un fallo non fischiato. Così si dà spazio a polemiche e interpretazioni, dietrologie e complottismi. Spesso ingiustificati, perché in molti casi la soluzione è più semplice di quanto sembri e si nasconde dietro una pagina del regolamento. E questo episodio è un caso lampante: l’arbitro in quel momento doveva dare la mano al capitano del Lecce, dopo averla data a quello del Sassuolo.
L’Associazione italiana arbitri ha smentito il caso quasi 24 ore dopo con una nota ufficiale: «È assolutamente da escludere un gesto sessista e ovviamente anche uno sgarbo personale. Il problema per noi non esiste, è stato solo un gesto involontario e male interpretato. Stupisce piuttosto che si parli di sessismo all’interno di un’associazione che ha fatto dell’abbattimento di ogni barriera di genere uno dei suoi principali traguardi raggiunti».

Juan Luca Sacchi
Si è parlato di una punizione a Sacchi che sarebbe stato sospeso per almeno un turno. In realtà non esiste. Se il direttore di gara maceratese non arbitrerà nella prossima giornata di Serie A tra due settimane (dopo la pausa per le nazionali) questo rientrerebbe nella normalità visto che non si era mai visto per due giornate di fila nella massima serie. Anche se il miglior segnale che potrebbe dare il designatore Gianluca Rocchi sarebbe quello di mandare subito in campo Juan Luca Sacchi e Francesca Di Monte. Insieme.
Quel che è certo è che venerdì sera allo stadio del Mare Juan Luca Sacchi ha arbitrato bene in Lecce-Sassuolo. In Serie A dal 2020, era alla sua terza apparizione in questa stagione (con lui c’era al debutto come quarto uomo il portorecanatese Marco Monaldi). Prima del calcio d’inizio Sacchi è stato notato porgere la mano verso la guardalinee, Francesca Di Monte, per poi ritirarla in fretta e salutare il capitano del Lecce, Strefezza. Non l’avesse mai fatto, nelle ore susseguenti in molti si sono scatenati vedendo in quel gesto-non-gesto di Sacchi un inspiegabile decisione sessista.
Come succede spesso in Italia si è gridato allo scandalo per il nulla. Nessuno ha preso il fischietto in mano. La decisione era troppo semplice. Bastava far parlare Juan Luca e Francesca.
Sacchi ok in Lecce-Sassuolo: c’è il rigore per gli ospiti, primo giallo dopo appena un minuto
Lecce-Sassuolo, dirigono i maceratesi: arbitra Juan Luca Sacchi, Marco Monaldi quarto uomo
Questi giornalisti hanno veramente rotto le palle xche’ montano alla massima potenza le cose che non esistono nella realta’.
Una tempesta in un bicchiere d’acqua.
Purtroppo la stragrande maggioranza dei media ha voluto calcare la mano su un episodio che non esiste; tanto per rimarcare quel “politically correct” stucchevole ed inutile.
Per la cronaca tutto lo staff arbitrale si era già salutato negli spogliatoi e si da l’imbocca al lupo all’inizio della gara mentre il saluto ai capitani dell’arbitro Sacchi è un convenevole che arbitro e squadre si danno nel corridoio di ingresso al campo.
Semmai è stata la guardalinee Francesca Di Monte a tendere per errore la mano all’arbitro (il suo imbarazzo è dovuto a questo).
l’unica che ha sbagliato e’ stata la ragazza che non ha rispettato il protocollo
Una polemica montata sul nulla. Mi ricorda lo spot della pesca. Pensiamo ad altro