Riqualificare la città con l’arte,
Corridonia posa la prima pietra
con la scultura di Silvio Craia
MOSTRA - Sabato pomeriggio alla palazzina Liberty di piazzale della Vittoria si apre l'antologica dedicata all'"ultimo futurista". Un'opera sarà posizionata nello slargo antistante e sarà la prima di un percorso con il quale Comune e associazione Forma e materia puntano a una rigenerazione del centro storico attraverso installazioni di questo genere. La sindaca Giuliana Giampaoli: «E' il momento giusto, di nostro ci mettiamo l’intenzione di fare bene»

Da sinistra: David Miliozzi, l’assessore alla cultura Massimo Cesca, Silvio Craia, la sindaca Giuliana Giampaoli, l’architetto Mario Montalboddi e Bruno Mariani
di Marco Pagliariccio
«La prima pietra di un progetto che vorremmo cambi il volto alla città». Non è solo una mostra quella si apre sabato pomeriggio (ore 16) alla palazzina Liberty di piazzale della Vittoria. Non lo è in primis per il protagonista assoluto della kermesse, ovvero Silvio Craia, del quale sarà a disposizione del pubblico una grande antologica. E in secondo luogo non lo è perché il grande scultore corridoniano, con l’occasione, donerà alla città una sua opera, che sarà posizionata proprio dello slargo antistante all’ex autorimessa Siamc. Scultura che segnerà l’avvio del progetto di riqualificazione urbana attraverso l’uso di opere d’arte sul quale il Comune e l’associazione Forma e materia, che organizza la mostra, dialogano ormai da anni.

Un momento della conferenza stampa di stamattina in Comune
«Un’iniziativa che ci ha entusiasmato perché ci dà il senso di un debutto, uno spirito che si era un po’ perso nei confronti dell’arte – ha sottolineato il sindaco Giuliana Giampaoli presentando l’evento stamattina in Comune – più in generale però sabato inizia un percorso che però è anche un ritorno, visto che stiamo puntando molto sull’arte: essere in una città accogliente, in cui si respira bellezza, è importante. Craia ha attraversato uno dei periodi più fecondi ma anche difficili dell’arte e lo ha fatto da grande protagonista: ringraziamo lui e chi l’ha affiancato, in primis l’associazione Forma e materia, che ha dato il via a questo cammino che è un grande regalo per la città: siamo arrivati nel momento giusto, di nostro ci mettiamo l’intenzione di fare bene».
Il progetto di una grande antologica di Silvio Craia era nato già decenni fa, come ha ricordato l’assessore alla cultura Massimo Cesca. «Nel marzo 2010, per essere precisi – ha rimarcato Cesca – ma quella che realizziamo ora è riduttivo definirla solo una mostra. È sicuramente un tributo alla maestria di Craia, ma anche molto di più per la città. Dentro questa mostra c’è una parte della storia della città, un’occasione per vivere in maniera ancora più intensa il presente e il futuro della stessa. Con Forma e materia però inizia un percorso che speriamo nel giro di qualche anno possa ridare dignità a molti spazi urbani, dando una nuova immagine della città. La collocazione dell’opera del maestro è davvero la posa di una prima pietra e questa “prima” non poteva che essere riservata a un’eccellenza come Craia. Ovviamente Forma e materia non sarà l’unico soggetto con cui porteremo avanti questo progetto, stiamo prendendo accordi e contatti con tutti coloro che sono interessati».
Deus ex machina del progetto l’architetto Mario Montalboddi, anima di quella Forma e materia che, nata come esposizione a Villa Fermani, si è trasformata in qualcosa di più. «Craia è una parte importante del Museo del Novecento che vorremmo realizzare proprio qui, all’interno del palazzo comunale – ha ribadito il presidente dell’associazione, affiancato dal vice Bruno Mariani – con l’installazione di una scultura nel cuore della città andiamo nella direzione di quella riqualificazione del centro storico, ma non solo, basata sulle opere d’arte. Da architetto per me ha un valore urbanistico enorme. Ormai di antico purtroppo Corridonia ha conservato ben poco, nel Novecento tanti interventi ne hanno snaturato le origini creando differenze fortissime tra varie parti della città. È un centro storico molto grande, noi vorremmo proporre una rilettura complessiva in collaborazione con l’amministrazione comunale. A breve cercheremo anche di strutturarci meglio come associazione, perché in tanti vogliono partecipare, ma bisogna farlo con criterio. Lo strumento della biennale di scultura, sulla scorta dell’esperienza di Villa Fermano, vorremmo sistematizzarla e dovrebbe essere questo a dare la spinta all’inserimento in città delle sculture anno dopo anno. Già Craia ha donato anche un’altra opera, ce ne sono anche altre provenienti dalle rassegne degli scorsi anni».

Silvio Craia
Al lavoro al fianco del gruppo anche il critico d’arte David Miliozzi. «Io, Mario e Bruno, lavorando con Silvio, siamo ridiventati bambini – ha detto Miliozzi – Craia ha lo stesso entusiasmo di 70 anni fa anche oggi che ne ha 86 e lo trasmette a chi gli sta vicino. L’opera contemporanea suscita il sentimento del “l’avrei saputo fare anche io”. Ma è l’artista la prova del valore dell’opera e Craia, l’ultimo futurista, lo è in pieno. Genio è chi ha la capacità di stravolgere i canoni e lo fa con semplicità, “Così” come si intitola il catalogo della mostra. Con questa mostra facciamo storia. Avremo molte opere esposte per la prima volta e capiremo quanto le origini di Craia siano influenti sulla sua poetica, quanto il paesaggio abbia influenzato i grandi artisti del nostro territorio, da Craia a Dante Ferretti».
Affaticato ma lucidissimo, l’artista ha voluto presenziare alla conferenza stampa di lancio rimarcando tutto il suo orgoglio per questo tributo che la città gli riconosce. «E’ da 22 anni che pensavo a un qualcosa del genere, sono contento che finalmente si riesca a realizzarla – ha affermato Craia – ho realizzato per l’occasione una scultura in plexiglass alta 3 metri circa, tutta lavorata a mano. Un pezzo unico, un lavoro enorme: realizzarla è stato più difficile del previsto. Abbiamo avuto tante testimonianze di apprezzamento, anche dall’estero: sono molto contento di quello che avverrà ed è bello per me pensare che quando non ci sarò più qualcuno potrà passare davanti a una mia opera e ricordarmi».