Malore fatale,
morto l’imprenditore Nicola Colonna
MACERATA - Aveva 64 anni. Si è sentito male a casa stamattina, poi il trasferimento in eliambulanza a Torrette, dove il suo cuore ha smesso di battere. Aveva ruoli apicali in Confagricoltura e dirigeva la Fondazione intitolata al padre

Nicola Colonna
di Luca Patrassi
Un malore questa mattina verso le cinque mentre era in casa, il tempo di rendersi conto della gravità della situazione e il trasferimento in eliambulanza all’ospedale di Torrette: Nicola Colonna, maceratese di 64 anni, si è spento appena arrivato nella struttura sanitaria anconetana. Un problema vascolare sembra alla base dell’improvviso malore di questa mattina.
Una città, Macerata, sotto choc per una notizia che ha colto tutti di sorpresa, nulla che potesse far pensare al concretizzarsi di una simile tragedia. Colonna era molto noto per l’attività di imprenditore agricolo, per lunghi anni con un ruolo direttivo in Confagricoltura, socio della Fondazione Carima, presidente incoming del Rotary Club Matteo Ricci, vicepresidente di quella Fondazione Girolamo Colonna che, con la madre, aveva fondato alla morte del padre. Una Fondazione, appunto la Girolamo Colonna, che negli anni ha firmato tante iniziative solidali a sostegno di associazioni di volontariato e di famiglie in difficoltà. Grande l’emozione suscitata dalla notizia della improvvisa morte di Nicola Colonna che viveva in contrada Montalbano.
(Clicca per ascoltare la notizia in podcast)
Mi dispiace tantissimo un uomo semplice e simpaticissimo.
Condoglianze di cuore a tutti i suoi cari.
Condoglianze
a tutta la famiglia
Se n’è andato un uomo di una rara umanità e di grande generosità. Era facile diventare suoi amici perché lui si metteva al tuo fianco e con estrema semplicità e affabilità condivideva con te episodi della sua vita e esperienze vissute.
Da qualche anno era diventato benefattore del Banco di Solidarietà di Macerata e ogni Natale contribuiva con i suoi amici della fondazione Colonna a una festa rivolta a tutte le famiglie assistite dal Banco. Era sua cura preparare dei ricchi pacchi dono con prodotti tipici dell’entroterra maceratese e giocattoli consegnati personalmente a ogni famiglia presso la sede del magazzino del Banco a Piediripa.
L’inno della festa era una canzone a lui molto cara, “Mattone su mattone”, che sintetizzava anche la sua visione della carità: piccoli passi, piccoli mattoncini per costruire una grande casa.
Ora, giunto alla “Grande Casa”, potrà continuare la sua opera e ispirarci nel nostro impegno quotidiano.
Tutti i volontari del Banco di Solidarietà di Macerata sono vicini alla sua famiglia.
Lo conoscevo per la sua solidarietà verso chi si dedicava alla salvezza degli animali domestici.