Rocksophia, debutto al femminile:
e c’è pure Assunta Legnante

CIVITANOVA - Prima serata dedicata al contributo delle donne nella musica. Pienone al Varco sul mare, dove hanno risuonato le note graffianti delle interpreti più incisive dagli anni 60 ad oggi. In scena anche la campionessa iridata a cui l'amministrazione comunale ha tributato un omaggio

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Tina Turner, Sinead O’Connor, Patti Smith. E poi Patti Pravo, Caterina Caselli, Mina, Loredana Bertè, Gianna Nannini, fino a Madame e Irene Grandi. Le vite delle donne della musica si intrecciano con la rivoluzione culturale operata a colpi di outift, musica, parole e gestualità. Rocksophia non poteva scegliere debutto migliore per iniziare il festival: un Varco sul mare a Civitanova stracolmo ha regalato la giusta atmosfera alla kermesse che ha mostrato il tributo di diverse generazioni di interpreti alla rivoluzione culturale e sessuale del Paese.

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Claudio Morresi insieme con Assunta Legnante e il suo allenatore

Grazie alle voci, anch’esse in rosa, di Lucrezia Ercoli, direttrice artistica, della giornalista Claudia Bonadonna e della filosofa Ilaria Gaspari, il philoshow ha saputo offrire una chiave di lettura sulle conquiste femministe giunte a noi non attraverso leggi e manifestazioni di piazza, ma con la potenza di un’immagine come quella di Loredana Berté che canta in abito da sposa rinnegando un futuro scritto da “angelo del focolare” o di Patti Pravo che sceglie già nel nome d’arte il riferimento alle “anime prave” indicando la via della perversione come marchio di identità. E ancora Caterina Caselli che col suo caschetto biondo firma il manifesto del “Nessuno mi può giudicare”.

A fare il resto ci ha pensato la band Factory con le esecuzioni dal vivo dei brani e i video montaggi di Riccardo Minnucci. Ad aprire la serata il sindaco Fabrizio Ciarapica assieme alla presidente dei TDC Maria Luce Centioni e al vicesindaco Claudio Morresi. Il primo cittadino ha ricordato come «Popsophia rappresenta una parte dell’identità di questa città che negli anni ha saputo trasformarsi spingendo sempre oltre l’asticella delle aspettative degli spettatori. Uno spettacolo che è una produzione sempre inedita e che siamo orgogliosi di ospitare e legare al nome di Civitanova». Soddisfazione è stata espressa anche dalla presidente dei TdC che ha anticipato il tema della serata:

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Claudio Morresi, Maria Luce Centioni, il sindaco Fabrizio Ciarapica e Lucrezia Ercoli

«il rock non è solo musica, ma è emancipazione» – ha detto, per poi lasciare spazio ad un’”invasione di campo” come l’ha definita l’assessore allo sport e vicesindaco Claudio Morresi per tributare un riconoscimento al successo di un’altra protagonista, stavolta dell’atletica, Assunta Legnante che appena due settimane fa ha ottenuto la sua quinta medaglia iridata della carriera.

Una prima giornata tutta in rosa, dunque, aperta con un flash mob danzato sulle note di Tina Turner dalle allieve della scuola di danza Effort e proseguita con gli interventi di Alessandro Alfieri, esperto di musica e filosofia e Noemi Serracini, scrittrice e voce radiofonica. Alfieri nel produrre un “ritratto narrato” di Tina Turner ha posto il tema che è stato poi il filo conduttore di tutta la giornata, ovvero il rapporto fra opera e dimensione privata dell’artista, contestualizzando le canzoni di Tina Turner e incrociandole col suo vissuto. Allo stesso modo Noemi Serracini ha offerto, partendo da canzoni come “Dancing barefoot” e “People have the power” uno spaccato della dimensione spirituale della “sacerdotessa del rock”.

PROGRAMMA – Il festival prosegue oggi con la giornata dedicata a Lucio Battisti: Al Lido Cluana alle 18.30 Enrico Casarini sul duetto Mina Battisti e a seguire la storia delle sigle televisive con Ivo Stefano Germano. Il philoshow alle 21.30 “Lo scopriremo solo vivendo” spettacolo filosofico-musicale interviene Marcello Veneziani. Domenica chiusura con la leggenda del Club 27: al Lido Cluana alle 18 musica e dipendenza con Fabio Cantelli e a seguire Davide Sisto su hard rock tra tabù e redenzione. Alle 21.30 Carlo Massarini nello spettacolo filosofico musicale “Maledette rockstar” sugli artisti morti a 27 anni.

 

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