«C’è un cane giusto per ogni persona.
Quando vengono rinchiusi nei box,
hanno la morte negli occhi»
VOLONTARI - Bunghe, Konnor, Ethan, Penny, Sam sono solo alcuni degli esemplari che aspettano di essere adottati nei rispettivi canili. Fondamentale l'azione delle associazioni del Maceratese per trovare loro una nuova famiglia,. Laura Antinori di Fratello Cane: «Facciamo una cena di beneficenza e open days per dare visibilità anche a quelli anziani. È dura, ma non molliamo». Francesca Dichiara di Cani Sciolti: «Maremmani, cani da caccia, rinunce di proprietà e cani "da pagliaio" quelli che vengono rinchiusi più spesso»

Ethan con Elisa, vice presidente dell’associazione Cani Sciolti
di Francesca Marchetti
Il cane è il migliore amico dell’uomo, ma visitando un canile ci si può rendere conto che non sempre è vero il contrario. In soccorso dei quattro zampe arrivano spesso i volontari delle varie associazioni diffuse su tutto il territorio che cercano di evitare l’abbandono o, nel caso il malcapitato finisca nel box, di trovare la famiglia giusta per lui e per le persone che vorranno accoglierlo e condividere momenti felici.

Bunghe
L’associazione Fratello Cane organizza una serata di beneficenza per il cane Bunghe al Beach Gallery di Porto Recanati il 25 luglio alle 20: un giropizza a 20 euro di cui 5 andranno a contribuire alla copertura delle spese sostenute per le sue cure. «L’iniziativa è di due volontari interni Luca e Luciana che festeggiano i loro compleanni e nell’occasione hanno pensato di fare una cena benefit con musica dei Double expressions, si può prenotare su Whatsapp al numero 328 4570539 – ha precisato Laura Antinori, referente del canile di Recanati Montefiore -. Bunghe è un cane che ha sofferto di torsione gastrica, adesso sta bene ma ha subito un intervento importante che è costato 1.477 euro, le veterinarie ci s0no venute incontro facendoci uno sconto. Questo maremmano l’abbiamo salvato da una condizione terribile, era stato lasciato solo in una casa di campagna, chiuso in uno spazio che ormai si era riempito di urina e feci, le mosche gli stavano mangiando gli occhi, ora è sostenuto dall’associazione Fratello Cane e come sempre dai volontari dell’Oipa che ci aiutano tanto».

Konnor prima e dopo le cure
Laura Antinori spiega che tipo di animale viene accolto nel canile e qual è lo scopo dei volontari per farne adottare il più possibile, anche nei casi complessi. «In questo periodo ci occupiamo di 28 cani, gli ultimi due sono entrati da poco, uno è Konnor. Ne arrivano molti dai sequestri, molti dalla campagna, i maremmani e diversi cuccioli. Alcuni vengono da situazioni di maltrattamento. Una volta in canile dopo poco tempo manifestano insofferenza alle aree chiuse, anche se da noi lo spazio in realtà c’è e viene sfruttato appieno, ma dal punto di vista emotivo per loro è stressante, quindi cerchiamo di trovare a tutti una famiglia che li accolga».

Dove è stato trovato Bunghe
«Ogni cane sembra diffidente nel box, in realtà appena si aprono dimostrano di essere estremamente buoni e socievoli. Purtroppo la media di età è piuttosto alta, molti cani vanno dagli 8 ai 16 anni, l’anno scorso abbiamo ideato la campagna di adozione “Fino all’ultimo battito” proprio per loro – ha proseguito Antinori –. Non è facile inserire un cane anziano in una famiglia, ha le sue esigenze e di sicuro non è agile e vivace come i giovani, quindi la compagnia ideale sono le persone più mature, anziani con buona mobilità e che hanno una certa consapevolezza. A volte i miracoli accadono e qualcuno adotta un cane non più giovane per dargli un’ultima occasione di felicità, ci vuole coraggio e tanto amore. Oggi si va veloce, si vuole tutto e subito, questi cani hanno bisogno di un po’ di tempo per abituarsi alla nuova proprietà, bisogna avere pazienza e costanza. Presto ci sarà un altro evento e continuano gli open day per gli approcci diretti con i cani ma anche per dare qualche suggerimento. L’unica cosa importante trovare il cane giusto per ogni persona e ogni contesto. È dura, ma non molliamo».

«Siamo un gruppo di volontari di zona da circa 7-8 anni, abbiamo costruito una rete su tutta la provincia di Macerata e cerchiamo di intervenire quanto possibile prima che il cane venga trasferito nel canile – ha raccontato Francesca Dichiara, volontaria di Animali persi e ritrovati Morrovalle e zone limitrofe, ora presidente della neonata associazione Cani Sciolti -. All’inizio eravamo 2-3 ragazze unite da una grande passione per gli animali e da un mese siamo diventate un’associazione che abbiamo chiamato “Cani sciolti” per dare il senso di libertà di cui questi animali hanno bisogno e diritto. Quello che facciamo è cercare di parlare con i proprietari per trovare una soluzione insieme, come mettere il chip o sterilizzare l’animale, spesso pagando di tasca nostra purché il cane rimanga con il proprietario. Nel canile di Morrovalle per esempio ora ci sono circa 28 cani, sono animali senzienti e a nessuno di loro piace il box e gli spazi limitati ma alcuni soffrono proprio tanto perché erano abituati a scorazzare nei campi o comunque nella loro zona. Per i gatti la situazione è disperata allo stesso modo, funzionano le colonie feline comunali ma molti arrivano massacrati ma con tanta voglia di vivere. Bisogna essere responsabili e consapevoli dei bisogni non solo fisici ma anche emotivi dell’animale».

Sam con la volontaria Francesca
Francesca Dichiara ha continuato analizzando la situazione attuale dei canili che li accomuna un po’ tutti. «Per fortuna il classico abbandono estivo qui da noi non si vede più, la sensibilizzazione c’è stata. Ci sono 4 tipologie di cani che vengono abbandonati. Primi tra tutti i maremmani abruzzesi “in esubero” che purtroppo non vengono controllati dai veterinari incaricati di visitare le greggi dei pastori, spesso si vedono sperduti in giro perché sono davvero tanti, ogni maremmana può fare dieci cuccioli e un paio forse hanno il chip. Poi ci sono i cani da caccia che si perdono e non sono chippati, che hanno qualche problema fisico o che sono troppo vecchi per il lavoro perciò vengono abbandonati al loro destino. La terza categoria, che purtroppo sta crescendo di numero, riguarda la rinuncia di proprietà, spesso mascherata da varie motivazioni che non reggono più di tanto: il cane viene parcheggiato prima per un periodo poi per sempre nel box, e giuro che ognuno ha la morte negli occhi perché sanno che la loro vita in famiglia è finita, che non sono più voluti».

Penny, da poco al canile di Tolentino
«Poi ci sono i “cani da pagliaio”, i cagnetti di campagna che fanno il loro giretto ma arrivano i cosiddetti “salvatori” che lo scambiano per un cane abbandonato, lo caricano in macchina o chiamano l’Asur ma non avendo il microchip vengono rinchiusi in canile – conclude Dichiara -. Noi giriamo per cercare il proprietario, ma anche se questo lo sa non viene a riprenderselo per paura di pagare multe. L’ultimo di questi è Penny a Tolentino , che soffre molto a rimanere chiuso nel box. Faremo diversi eventi per farci conoscere e invitare le persone a visitare i canili. Per informazioni potete contattarci al numero 329 6642364 oppure 340 9554062. Cerchiamo di costruire legami profondi tra l’adottato e il proprietario, ci vuole impegno e pazienza ma la relazione che poi si crea è indescrivibile».
Sono tante le associazioni in ogni angolo delle Marche che si occupano di animali abbandonati. Queste le pagine Facebook delle associazioni citate nell’articolo per tenersi informati sulle adozioni:
Fratello Cane onlus e canile di Recanati Montefiore
Animali persi e ritrovati Morrovalle Trodica e zone limitrofe

Un evento organizzato dall’associazione Fratello cane

La cena di beneficenza per Bunghe
Ci sono tantissime persone che non amano i cani, quindi l’assunto di cui al titolo non è vero. Allora sarebbe bene, ad evitare il randagismo, procedere con la sterilizzazione.
Mi sa che verrò a trovarvi a Recanati. Anzi, senza mi sa.
La vostra opera è meravigliosa. Dio vi benedica
Conosco un amico che adotterebbe volentieri un cane. Ma lui è già senza fissa dimora e così poi sarebbero in due. Sta pensando di venire lui al canile per trovare un tetto. Leggere quest’articolo ti fa capire che se è insostenibile la leggerezza dell’essere ( cit) figuriamoci la pesantezza degli esseri. Magari sono così insignificanti che il problema nemmeno si pone.