Il Cosmari chiude il bilancio in positivo.
Valore della produzione: più 2 milioni
AMBIENTE - Via libera al bilancio consuntivo del 2022. I costi stimati di disavanzo per il triennio 2023-2025, dovuti alle maggiori spese per lo smaltimento dei rifiuti sono di circa 18 milioni. Incassati dalla Regione crediti vantati per sei milioni di euro nello smaltimento delle macerie. Confermato il programma con il biodigestore (in fase di autorizzazione amministrativa) e l’impianto per il recupero di pannolini

L’assemblea del Cosmari
di Monia Orazi
Via libera al bilancio consuntivo del 2022 del Cosmari, con un utile di 39mila e 761 euro e a quello di previsione 2023, con la sola astensione del Comune di Montecassiano, presenti il 64 per cento dei comuni soci. A raccomandare più volte un’attenta gestione finanziaria è stato Umberto Massei, del collegio sindacale Cosmari, che ha dato il nullaosta all’approvazione del bilancio: «La salvaguardia dell’equilibrio economico, finanziario e gestionale del Cosmari nei prossimi anni è uno snodo fondamentale – ha detto Massei -. La spalmatura dei costi in diverse annualità, va contemperata con l’esigenza dei flussi di bilancio di un’azienda come Cosmari. Sarà fondamentale per creare un equilibrio finanziario e gestionale l’istanza all’Ata (Assemblea territoriale d’ambito) di revisione delle tariffe».
I costi stimati di disavanzo per il triennio 2023-2025, dovuti alle maggiori spese per lo smaltimento dei rifiuti sono circa 18 milioni e seicentomila euro. Bilanci promossi anche dal presidente del comitato di controllo analogo Franco Capponi, che apre il discorso sul prolungamento dell’autorizzazione a smaltire i rifiuti in house, di cui è titolare il Cosmari, ma che scade nel 2029: «Lancio un appello all’Ata ed al presidente Sandro Parcaroli, a ragionare su una prospettiva almeno decennale, altrimenti non sarà possibile finanziare gli investimenti. Qua paghiamo in media 182 euro a famiglia per smaltire i rifiuti, quando la media italiana è di 382 euro. Per il biodigestore, non finanziato dal Pnrr perché siamo troppo bravi, servirà ad esempio un apporto privato, ma quale privato investirebbe, senza una prospettiva a lungo termine?».
Ad illustrare i numeri è stato il dirigente amministrativo Fabio Lancioni, nel dettaglio è scesa il direttore generale Brigitte Pellei. In sostanza è stato confermato il programma di investimenti degli anni scorsi, con il biodigestore (progetto preventivo da 80 milioni di euro, non finanziato dal Pnrr) in fase di autorizzazione amministrativa, l’impianto per il recupero di pannolini e pannoloni (10 milioni di euro da fondi Pnrr), rinnovo del parco automezzi, ampliamento dei green point i cassonetti intelligenti già installati a Castelraimondo, sistema di gestione aziendale preventiva per anticipare eventuali criticità, riorganizzazione del personale, ricostruzione dell’impianto di selezione del giallo andato distrutto nell’incendio del 2022 per cui si è in fase di autorizzazione, introduzione della tariffa puntuale a Recanati e Porto Recanati, per giungere ad un modello applicabile a tutti dal 2024. Incassati dalla Regione crediti vantati per sei milioni di euro nello smaltimento delle macerie, è stata effettuata dall’Università politecnica delle Marche una perizia all’impianto di smaltimento delle macerie, pagato dalla Regione 4 milioni di euro, per una sua rivalutazione, resta da capire se sarà Cosmari ad acquistarlo.
IL DIBATTITO – Ha detto il presidente Giuseppe Giampaoli: «Puntiamo al rinnovo dell’impiantistica e dei servizi per dare slancio alla raccolta differenziata, va migliorata la qualità del prodotto raccolto. A Macerata abbiamo il primato, puntiamo a mantenerlo, chiediamo il sostegno dei comuni per l’unica società di smaltimento rifiuti, a gestione pubblica delle Marche. Cosmari può giocare un ruolo in regione, anche senza discarica, ha l’unica impiantistica di livello regionale».
«Una parte dell’aumento Tari è dovuta all’inerzia della politica nella scelta del futuro sito di discarica – ha detto il sindaco di Montecassiano, Leonardo Catena -, abbiamo perso anni nell’individuazione di un metodo trasparente, siamo chiamati ad essere decisori politici. Pur avendo le tariffe tra le più basse d’Italia, merito del buon lavoro fatto fin qua, non dobbiamo cullarci sugli allori». Ha invitato a fare attenzione ai costi energetici il sindaco di Corridonia Giuliana Giampaoli, esprimendo considerazioni anche sulla necessità di qualificare la raccolta differenziata, con maggiori ricavi dai materiali recuperati, aspetto su cui ha avuto ampie rassicurazioni dal direttore Pellei. «Comprendo l’aspetto politico delle parole del sindaco Catena – ha detto Mauro Sclavi sindaco di Tolentino – ma ci sono responsabilità personali, non fa piacere a nessuno votare aumenti, ma non ci si può solo piangersi addosso, dobbiamo metterci nelle condizioni di avere un ruolo e far funzionare al meglio la macchina».
I NUMERI DEL BILANCIO – L’esercizio della società Cosmari srl ha chiuso al 31 dicembre 2022 con un risultato positivo pari ad euro 39.761. Valore della produzione aumentato di circa 2 milioni di euro. Il risultato di esercizio risulta essere perfettamente in linea con le previsioni espresse nel preventivo 2022 approvato, nonostante l’importante aumento dei prezzi generalizzato che ha caratterizzato tutta l’annualità in esame e la situazione emergenziale venutasi a creare a seguito dell’incendio che ha interessato l’impianto Tmb (sacchetto giallo) nell’aprile 2022. Nello scorso anno il Cosmari ha neutralizzato completamente tali problematiche, «grazie ad una attenta gestione dei costi operativi – dice l’azienda in una nota -, un analogo aumento dei prezzi di vendita dei materiali di recupero, una oculata gestione della liquidità aziendale, votata all’autofinanziamento dei fabbisogni finanziari, ed al contributo straordinario di vari fatti e partite venuti a risoluzione nell’anno in esame, che hanno generato proventi straordinari in misura molto significativa. In linea con l’anno precedente, la società ha dunque continuato a conseguire un risultato economico positivo ed in pieno equilibrio economico e finanziario».
Il valore della produzione nel 2022 è stato pari a 54 milioni 620mila euro mentre i costi della produzione ammontano a euro 54 milioni 284mila euro. I fattori più significativi dell’esercizio 2023 si possono così sintetizzare: aumento dei ricavi rispetto al consuntivo 2022, ipotesi di accoglimento dell’istanza di revisione della tariffa, con un recupero graduale dilazionato negli anni successivi; ricavi vendita materiali di recupero e corrispettivi Conai per i quali si è previsto un aumento di circa 500 mila euro; totale azzeramento dei ricavi derivanti dalla gestione delle macerie. Prevista anche l’applicazione del nuovo organigramma aziendale. Si prevedono investimenti per 7 milioni e mezzo di euro. Il valore della produzione è di 56 milioni 200mila euro mentre i costi di produzione sono stimati in 55 milioni 190mila euro.
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perchè non fanno un termovalorizzatore, così eliminiamo i costi del porta a porta?