Inaugurato il Parco della Vita,
150 alberi per ricordare le persone care
«Sono monumenti naturali alla memoria»

TOLENTINO - Partecipata cerimonia questa mattina per il taglio del nastro e per la simbolica messa a dimora della prima pianta nell'area di 2,5 ettari all'interno della riserva naturale. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra Fondazione Bandini e Carima. La presidente Del Balzo: «Regaliamo ossigeno alle nuove generazioni e al tempo stesso affidiamo i nostri sentimenti alla natura» Il vescovo Marconi: «I politici dovrebbero piantare alberi per imparare ad avere uno sguardo lungo»

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La messa a dimora del primo albero

di Alessandra Pierini

Piantare alberi per ricordare persone care, per celebrare eventi della vita e allo stesso tempo per far bene all’ambiente. E’ l’idea alla base del Parco della Vita, inaugurato questa mattina, non a caso nella giornata dedicata alla Terra, all’Abbadia di Fiastra a Tolentino.

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L’inaugurazione del Parco della Vita

Già da qualche tempo i tanti frequentatori del polmone verde, molto amato dai maceratesi, avevano notato le operazioni per la realizzazione del Parco. Un’area di 2,5 ettari, all’interno del territorio della Riserva Naturale, “arredata” con aiuole ordinate in cui la forma del cerchio prevale e ricca di giovani piante. Il progetto, svelato oggi, è frutto di un lavoro corale delle Fondazioni Carima e Giustiniani Bandini e prevede che i cittadini potranno piantare fino a 150 alberi dedicandoli ai propri affetti più cari. Al centro del parco si trova un imponente ulivo secolare intitolato al Duca Sigismondo Giustiniani Bandini, attorno al quale si svilupperà l’area verde, che sarà l’unico presente nel parco. È un segno di riconoscenza all’ultimo esponente della nobile famiglia, grazie alla cui generosità e lungimiranza oggi esiste un luogo così unico e bello a disposizione della collettività.

parco_vita-3-300x400L’idea è stata presentata con commozione dalla presidente Rosaria Del Balzo che ha confessato la sua difficoltà nel compilare la targhetta di 58 caratteri per dedicare il suo albero. «L’obiettivo in questa giornata speciale – ha detto – è duplice. Da una parte è regalare ossigeno alle nuove generazioni con una importante piantumazione, dall’altra è dare a chiunque lo desideri la possibilità di mettere a dimora una pianta per celebrare il miracolo della nascita, per ricordare una persona cara che non c’è più o per fare un regalo speciale a chi si ama. Gli alberi piantati diventeranno così monumenti naturali alla memoria, santuari che predicano la legge primordiale della vita come scriveva Hermann Hesse. Sarà infatti possibile apporvi una piccola targa con una breve dedica che condenserà i sentimenti celati dietro questo dono».
Il Parco è nato dalla collaborazione di Fondazione Carima e Fondazione Giustiniani Bandini rappresentata dal presidente Giuseppe Sposetti: «Mettere a dimora una pianta è un gesto ecologico importante perché ci permette di compensare il nostro impatto ambientale. È un uno sguardo di speranza verso il domani, un dono di ossigeno alle future generazioni che consentirà loro di continuare a vivere. Per il nostro ente questo aspetto è di assoluto rilievo in un’ottica di tutela del grande patrimonio che ci è stato lasciato in eredità».
parco_vita-4-300x400Proprio gli alberi hanno dato a monsignor Nazareno Marconi, che ha benedetto la nuova struttura, per lanciare il suo ammonimento ai politici: «Quando pianti un albero devi immaginare come sarà tra molti anni, quelli vicini li devi mettere alla giusta distanza. C’è un gran bisogno di immaginare le cose come saranno mentre vediamo che sempre più si guarda il momento e la reazione di pancia. Quello che serve è uno sguardo lungo che i politici devono imparare».

Alla cerimonia inaugurale, condotta da Paolo Notari, hanno partecipato, oltre alle autorità civili, militari e religiose, i familiari di persone scomparse che hanno avuto la possibilità di dedicare già un albero. Tutti gli altri dovranno attendere il 21 novembre.

Dopo la benedizione e il taglio del nastro è stato piantato simbolicamente il primo albero con un insolito e inedito “passaggio della pala” tra le autorità presenti. Atre piante sono già state messa a dimora per volontà di alcune istituzioni e realtà del territorio come le amministrazioni comunali di Tolentino e Urbisaglia, la comunità agricola dell’Abbadia di Fiastra, l’associazione “Casa della memoria” di Urbisaglia in ricordo degli internati presso il palazzo dei Principi durante la Seconda guerra mondiale e le due Fondazioni promotrici.

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L’ulivo secolare dedicato alla memoria del duca Sigismondo Giustiniani Bandini

Dietro il “Parco della Vita” c’è una scrupolosa progettazione agronomica, che ha tenuto conto dell’individuazione delle specie arboree autoctone da piantare, delle dimensioni che gli alberi devono avere in modo da garantirne l’attecchimento (altezza e circonferenza del fusto), dei periodi migliori in cui effettuare la piantumazione e del corretto distanziamento sul terreno in base alla classe di grandezza della pianta.

Concretamente gli interessati potranno rivolgersi a Meridiana snc, storica realtà che opera all’Abbadia di Fiastra, per conoscere l’iter da seguire per piantare un albero nel “Parco della Vita” (Tel. 0733 202942meridiana.mc@gmail.com).

 

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