Addio al Premio Ravera, Sclavi:
«Cambio di rotta con occhio alle finanze»

TOLENTINO - Il sindaco replica alla consigliera di opposizione Silvia Luconi: «Un evento di prestigio ma racchiuso in una sola serata, abbiamo deciso di non continuare a spendere oltre 70mila euro. Riteniamo penalizzanti molte scelte di chi ci ha preceduto, su tutti spicca l’area container e i suoi costi elevatissimi»

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Il sindaco Mauro Sclavi

«Non sindachiamo il prestigio del Premio Ravera, ma abbiamo deciso di non continuare a spendere più di 70 mila euro». Il sindaco Mauro Sclavi replica alla consigliera ed ex vicesindaco Silvia Luconi sulla polemica relativa all’addio al Premio Ravera da parte del comune. «Cancellare senza motivo non è nel nostro stile, l’attenzione alle spese fatte con i soldi dei cittadini si – continua il primo cittadino – stiamo affrontando scelte difficili, in un periodo di forte incertezza e abbiamo deciso di non continuare a spendere più di 70 mila euro, perché con i costi accessori dovuti a incrementi vari e service era questa la cifra al netto degli incassi, per un solo evento. Senza poi considerare che tra gli sponsor c’era sempre l’importante apporto della nostra azienda municipalizzata e quindi altri soldi dei contribuenti. Un evento di prestigio ma racchiuso in una sola serata e che dopo molti anni abbiamo deciso di interrompere, legittimamente e con coerenza, avendo una visione diversa rispetto a chi ci ha preceduto. Molte scelte del passato le riteniamo fortemente penalizzanti e le stiamo affrontando, lavorando a testa bassa e spiegandole ai cittadini di volta in volta, con la massima chiarezza. Su tutti spicca l’area container e i suoi costi elevatissimi (migliaia di euro al mese che gravano sulle casse comunali) e ingiustificati a così tanto tempo dal sisma e dalla fase emergenziale. Area container che come saprete è stata in gran parte chiusa grazie al lavoro dell’assessorato di competenza e della maggioranza. Non abbiamo la minima intenzione di dividere la città, infatti ci saranno eventi per tutte le tipologie di persone e gusti, eventi forse più modesti in questa fase ma che coinvolgeranno anche artisti e associazioni locali, diluiti in più serate che andranno dalla musica nazional popolare a quella di nicchia. Stiamo lavorando, come più volte detto, per ottimizzare risorse e solo ciò ci permetterà di agire con forza e attuare le politiche con cui ci siamo presentati alla città. Nessuna cancellazione del passato quindi ma cambio di rotta, duro lavoro e progettazione della Tolentino che verrà».

 

 

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