Guardami negli occhi
nel nome di Artemisia (Foto)

MACERATA - Per la Giornata contro la violenza sulla donne, prima convegno alla Mozzi Borgetti, poi spettacolo degli studenti al Lauro Rossi entrambi ispirati all'artista fiorentina
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La platea del convegno alla Mozzi Borgetti

Grande partecipazione e interesse per il convegno “In nome di Artemisia” organizzato dall’assessorato alle Pari opportunità in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne svoltosi giovedì 24 novembre presso l’Auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti.

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Francesca D’Alessandro e Mario Paciaroni

Ad aprire i lavori del convegno, ispirato all’artista fiorentina che nel 1611 fu vittima di violenza da parte di un pittore amico del padre, è stato il saluto del vice sindaco e assessore alle Pari opportunità Francesca D’Alessandra: «Abbiamo voluto affrontare la violenza di genere in modo inedito, in un virtuoso connubio tra cultura e sociale. Attraverso la pittrice si sono potuti esplorare tematiche difficili e complesse: la vittimizzazione secondaria, la problematicità delle malsane relazioni affettive, il ruolo della donna in epoche lontane e tanto diverse, il doveroso compito delle Istituzioni di creare una rete di aiuto e di prevenzione sempre più fitta ed efficace».

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Il prefetto Flavio Ferdani

«Ricordare la figura di Artemisia Gentileschi è fondamentale – ha detto il prefetto Flavio Ferdani – perché significa ricordare una donna che vittima di una gravissima violenza e pur in un contesto difficile come quello della sua epoca ha lottato, vissuto senza rinunciare alla sua femminilità, alla sua umanità ma anzi affermando sé stessa attraverso le sue capacità artistiche, esaltatrici della bellezza dell’arte. Ha saputo dimostrare di agire sempre con coerenza di fronte alle difficoltà rifiutando soluzioni conformistiche che sono carceriere della libertà ed infrangendo barriere che allora sembravano intangibili». I saluti istituzionali sono proseguiti con gli interventi di Natascia Mattucci prorettrice con delega per il Welfare della Comunità d’ateneo per le Politiche di uguaglianza di genere dell’Università di Macerata, di Rossella Ghezzi direttrice dell’Accademia delle Belle Arti di Macerata e di Maria Cristina Ottavianoni presidente dell’Ordine degli avvocati di Macerata

Il tema della violenza sulle donne è stato poi declinato dal punto di vista giuridico, artistico e dell’attualità grazie agli interventi che si sono succeduti nel corso della giornata di approfondimento tra cui quelli dell’ex magistrato e procuratore Mario Paciaroni, ed Elisa Giusti del Centro Antiviolenza “Sos Donna” di Macerata. «Il processo per stupro e la testimonianza della vittima” è stato l’argomento sviscerato e analizzato dall’avvocato Paolo Giustozzi che ha parlato del fenomeno della vittimizzazione secondaria. «Il processo che condusse alla condanna dell’uomo che stuprò Artemisia – ha affermato – presenta tratti di attualità insospettabili: una donna che denuncia il suo aggressore e che lotta con i pregiudizi e con il calvario del processo. L‘uomo che la accusa di non essere credibile per via della vita disordinata di questa donna, animata da volontà di vendicarsi di una promessa di matrimonio mancata e dell’inganno subito, per via dello stato di uomo coniugato. Oggi il legislatore ha dotato la macchina giudiziaria di strumenti molto efficaci per intervenire, sin dai primi momenti in cui si avvertono i segnali di pericolo di una futura aggressione, e per evitare che si inneschi la escalation di violenza». Francesca Coltrinari, docente Unimc, e Paola Ballesi presidente di Macerata Cultura hanno illustrato Artemisia come una donna e artista di grande talento che con primordiale femminismo si ribella e invoca la verità. Fu l’unica tra le persone coinvolte nel processo per stupro a subirne le conseguenze, nell’onore così come nella carriera e la sua esperienza umana e di donna trasuda dalle sue opere che sono state brillantemente analizzate dalle due esperte.

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Francesca D’Alessandro con Maria Cristina Ottavianoni

Il quadro attuale relativo alla violenza sulle donne è stato illustrato dalle rappresentanti delle forze dell’ordine e del Centro Antiviolenza di Macerata.
Patrizia Peroni dirigente della divisione Polizia anticrimine di Macerata ha detto: «Anche se per noi della polizia il contrasto alla violenza di genere è un impegno quotidiano, il 25 novembre sarà una giornata importante per la nostra Questura perché sigleremo con il Sindaco di Macerata in rappresentanza dell’ambito Sociale 15 il protocollo Zeus: per la prima volta una Questura marchigiana si mette alla prova, cercando un dialogo con i soggetti che agiscono violenza, perché prendano coscienza e responsabilità di quanto stanno facendo».
Il capitano Giulia Maggi, comandante della Compagnia dei carabinieri di Tolentino ha invece affermato: «E’ evidente che la violenza di genere, oltre a colpire le vittime e la sensibilità collettiva a fronte di inaccettabili gravissimi casi di cronaca, ha delle fortissime e serie implicazioni di carattere sociale, tanto che l’Organizzazione mondiale della Sanità definisce il problema della violenza contro le donne e i bambini ‘un problema globale di salute pubblica’. A ciò si aggiunge il fatto che si tratta di un fenomeno assolutamente trasversale a tutte le culture, le classi sociali, i livelli di istruzione e di reddito e le fasce di età. E’ pertanto un fenomeno che non può essere prevenuto se non con un’azione culturale capillare e costante, a fianco di un’evoluzione normativa che negli ultimi anni ha affrontato il fenomeno in maniera importante. La tutela delle vittime di violenza di genere rappresenta un settore strategico nell’ambito delle politiche di prevenzione e contrasto poste in essere dall’Arma».

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Gli studenti protagonisti al Lauro Rossi

Sono stati studenti e studentesse degli istituti superiori di Macerata, con video, rappresentazioni e letture, a chiudere la giornata contro la violenza sulla donna al teatro Lauro Rossi di Macerata. Seconda edizione di “Guardami negli occhi” quest’ anno dedicata sempre ad Artemisia Gentileschi. Presenti i rappresentanti delle istituzioni. Dopo i saluti del sindaco Sandro Parcaroli il prefetto Flavio Ferdani ha proposto l’istituzionalizzazione di un concorso dedicato ad Artemisia, il questore Vincenzo Trombadore, oltre a presentare il protocollo Zeus, ha sottolineato l’impegno della polizia nella lotta alla violenza di genere.

Così anche il colonnello Nicola Candido, comandante provinciale dei carabinieri, che ha evidenziato il ruolo fondamentale dei giovani e la vicinanza dei carabinieri. Sul palco anche il vescovo Nazzareno Marconi che ha parlato del centro di ascolto per minori vittime di violenza, curato dalla Diocesi. La professoressa Unimc Natascia Mattucci ha ripercorso l’impegno da parte dell’ateneo, su tutti i fronti, per lottare contro la violenza. La vicesindaca Francesca D’Alessandro, oltre ad aver promosso l’evento, ha dato voce ad Artemisia Gentileschi in una lettura a due voci con Daniela Treggiari e con l’accompagnamento musicale del violoncello di Valentina Verzola. Poi spazio alle scuole che con i loro studi e le loro analisi hanno regalato alla platea spunti ed emozioni. Hanno partecipato il liceo scientifico Galilei, il liceo artistico Cantalamessa, il liceo classico Leopardi, l’Iis Matteo Ricci e L’Ipsia Corridoni.

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Alessandra Pierini di Cronache Maceratesi con la vicesindaca Francesca D’Alessandro e il sindaco Sandro Parcaroli

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