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«Paziente violentata in ospedale»,
condannato a 7 anni l’infermiere
Anche l’Asur dovrà risarcire

MACERATA - Sotto accusa un 50enne, Bruno Feliziani, che è stato poi licenziato dall'azienda sanitaria. Oggi la sentenza. Nel 2018 si sarebbe approfittato di una donna che era ricoverata nel reparto di Psichiatria. La difesa contesta le accuse. Disposta una provvisionale di 30mila euro

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L’ospedale di Macerata

 

di Gianluca Ginella

Violenza sessuale su una paziente dell’ospedale di Macerata, condannato a 7 anni ex infermiere dell’Asur (l’uomo è stato licenziato in seguito a questa vicenda). Oggi la sentenza al tribunale di Macerata, l’uomo, Bruno Feliziani, 50enne, è stato assolto dall’accusa di peculato. Disposta una provvisionale di 30mila euro per la vittima che si è costituita parte civile al processo, anche l’Asur è stata chiamata a risarcire come responsabile civile.

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L’avvocato Francesco Copponi

Una paziente del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Macerata indotta ad avere rapporti sessuali da un infermiere. Questo in sintesi quanto contestato al processo che si è svolto al tribunale di Macerata ed è finito oggi con la condanna a 7 anni di Feliziani.

I fatti che venivano contestati a Feliziani dal pm Enrico Barbieri risalgono all’estate del 2018. Due gli episodi. Uno avvenuto nella notte tra il 6 e 7 luglio (in quel caso l’accusa parla di atti sessuali) e un secondo la notte tra il 9 e il 10 luglio.

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Il legale Giovanni Galeota

In questo caso si parla di un rapporto sessuale completo avvenuto in uno spogliatoio. Nello spogliato la polizia aveva poi trovato, nel corso delle indagini, un materasso nascosto dietro gli armadietti, delle candele e diversi pacchi di preservativi nell’armadietto dell’imputato.

L’accusa contestava anche il peculato (perché l’infermiere si sarebbe appropriato di alcune confezioni di farmaci del reparto che erano state trovate nel suo armadietto) e quella di falso per aver scritto sulla cartella clinica della paziente di averle somministrato i medicinali che le erano prescritti alle 21 del 10 luglio mentre invece i farmaci sarebbero stati somministrati alcune ore dopo: alla mezzanotte del 10 luglio.

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L’avvocato Tiziano Luzi

Per il peculato è stato assolto. Mentre è stato condannato a 7 anni per la violenza sessuale e per il falso. Al processo si è costituita parte civile la donna, assista dall’avvocato Francesco Copponi.

«Piena soddisfazione da parte nostra per la sentenza» dice l’avvocato Copponi. I legali dell’infermiere, gli avvocati Tiziano Luzi e Giovanni Galeota annunciano appello.

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L’avvocato Gianfranco Borgani

«Per noi la violenza sessuale non c’è stata, come non c’era nessun assoggettamento da parte di questa persona al nostro assistito – dice l’avvocato Galeota -. Sono due persone che hanno avuto rapporti consensuali. Sull’induzione ci sono sms che abbiamo dato che dimostrano che non c’è stata. Per stare con lui aveva anche chiesto di essere dimessa un giorno dopo. Faremo appello».

Infine l’Asur, che era al processo sia come parte civile contro l’imputato, che come responsabile civile, tutelata dall’avvocato Gianfranco Borgani, è stata condannata al risarcimento della vittima in solido con l’imputato. Il giudice ha disposto la liquidazione dei danni in sede civile e una provvisionale di 30mila euro.


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