Accordo sul Santo Stefano:
«Decisiva la posizione della Uil,
ora il resto delle Marche»
POTENZA PICENA - Il sindacato è soddisfatto: «Riconosciute le nostre richieste sul diritto per i lavoratori di recuperare le festività ricadenti nei sabati non lavorati. Ma dispiace che per volere di qualche sigla sindacale non sia stato possibile estendere tale diritto a tutti i lavoratori della regione»

Marcello Evangelista
Accordo sul Santo Stefano, «grazie alla decisiva posizione assunta della Uil Fpl nel corso delle trattative si è riusciti finalmente a restituire piena dignità ai lavoratori ed alle relazioni sindacali, contemperando le esigenze dei lavoratori con quelle dell’azienda, ma è festo per festeggiare, ora pensiamo al resto della regione». Così Marcello Evangelista, segretario regionale della Uil Fpl e Alberto Beltrani, coordinatore regionale sanità privata della Uil Fpl.
Il sindacato esprime soddisfazione per il buon fine di una trattativa che andava avanti ormai da diverso tempo con il gruppo Kos Care, che gestisce il Santo Stefano di Porto Potenza. «Il lungo confronto che ha visto impegnate le parti per mesi nel tentativo di ripristinare turni di lavoro dignitosi per i lavoratori in servizio alla struttura Kos Care di Porto Potenza, dopo la decisione unilaterale dell’azienda di introdurre nuovi modelli di orari di lavoro che avevano registrato la contrarietà di pressoché tutti gli addetti ai reparti interessati dalle modifiche a suo tempo decise dall’azienda, nonostante la contrarietà dei lavoratori e dei sindacati. La Uil Fpl esprime inoltre piena soddisfazione per essersi vista riconoscere le richieste del diritto per i lavoratori a recuperare le festività ricadenti nei sabati non lavorati, nel caso in cui ci si trovi ad operare su turni con sabati alterni. Una richiesta avanzata dalla Uil Fpl che ha trovato il giusto riconoscimento».

Alberto Beltrani
La Uil però non ritiene che il lavoro sia finito. «Spiace che per volere di qualche sigla sindacale non sia stato possibile estendere tale diritto a tutti i lavoratori della regione, già nell’accordo raggiunto ieri. La disponibilità manifestata dalla direzione Kos Care, a prevedere il riconoscimento del diritto a tutti i lavoratori delle Marche, avrebbe dovuto essere colta già nell’accordo di ieri. Per questo motivo la Uil Fpl ha chiesto l’immediata definizione di un incontro specifico sul tema per sottoscrivere l’estensione del diritto a tutti i dipendenti in servizio nelle Marche (e non solo a quelli di Macerata) da Pesaro ad Ascoli passando per Ancona. È troppo presto per brindare». Ancora, il sindacato aggiunge «Abbiamo letto i comunicati stampa di altre organizzazioni sindacali (Cgil e Cisl, ndr) che si sono prodigate, separatamente, in festeggiamenti sul raggiungimento dell’accordo. La Uil ritiene che sia troppo presto per festeggiare, poiché sono ancora troppe le criticità rilevate nelle strutture e nei centri ambulatoriali della Kos Care, non solo di Macerata. A partire dai carichi di lavoro, divenuti ormai insostenibili in conseguenza della progressiva riduzione di personale nei diversi servizi, agli incrementi di carichi di lavoro per gli addetti dei centri ambulatoriali, fino alla questione economica. I dipendenti della Kos Care hanno fronteggiato la pandemia e stanno continuando a lavorare alacremente con stipendi fermi al 2008 ed è giunto il tempo, a parere della Uil Fpl, di aprire un tavolo di contrattazione di secondo livello, proprio con la Kos Care, capace di riconoscere sostanziosi incrementi di stipendio e welfare aziendale. Per questo motivo la Uil ha provveduto a richiedere e ad inserire nella propria nota a verbale, espressa richiesta di avvio di contrattazione integrativa per tutti i lavoratori della regione».
Infine spazio per una stoccata: «Troviamo scorretto il comportamento da parte di altre sigle sindacali che vantano di aver sottoscritto l’accordo sapendo che il lavoro della Uil è stato quantomeno determinante. Non ci appartiene questo modo scorretto di fare sindacato».
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