Utilizzo degli immobili culturali
per servizi fotografici e riprese:
adeguate tariffe e modi d’uso
MACERATA - Tra i beni interessati ci sono Palazzo Buonaccorsi, il teatro Lauro Rossi, lo Sferisterio e il teatro Helvia Recina. L'assessore Katiuscia Cassetta: «In questo modo possiamo promuovere maggiormente i luoghi di interesse turistico e culturale»

Katiuscia Cassetta
La Giunta di Macerata ha approvato l’integrazione alle modalità d’uso e adeguamento delle tariffe per l’utilizzo degli immobili culturali comunali censiti dalla rete Macerata Musei e per servizi fotografici, riprese televisive e cinematografiche.
«Dopo due anni di lavoro costante dedicato alla valorizzazione degli spazi pubblici culturali – si legge nella nota del Comune – questi si aprono a tutti con una uniformazione delle tariffe per l’uso privato e commerciale, anche a seguito delle numerose richieste pervenute da enti, imprese, privati cittadini, associazioni».
«In questo modo possiamo promuovere maggiormente i luoghi di interesse turistico e culturale – ha commentato l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta -. A fronte della rilevata necessità di favorire la più ampia fruibilità dei luoghi di interesse monumentale e museale censiti e l’integrazione dei percorsi di visita, abbiamo deciso di uniformare le tariffe per permettere a un bacino più ampio di soggetti terzi di usufruire degli immobili culturali comunali. Un ulteriore passo verso la condivisione degli spazi della città, beni architettonici unici che vanno rispettati e preservati ma allo stesso tempo possono essere valorizzati anche attraverso un uso nuovo e più contemporaneo, luoghi che necessitano sempre più di risorse per il loro mantenimento e cura».
In aggiunta, la delibera regolamenta anche «la novità delle riprese con i droni che potrà essere effettuata a condizione che sia dimostrato da parte del richiedente il possesso della licenza specifica e che venga presentata assicurazione per eventuali danni a cose o persone rispettando la normativa legislativa e regolamentare in vigore». Tra i beni interessati ci sono Palazzo Buonaccorsi, il teatro Lauro Rossi, lo Sferisterio e il teatro Helvia Recina.