Imprese del settore artigiano,
i contratti a tempo indeterminato sono l’87%
Prevalgono gli over 45

ECONOMIA - Presentato il Rapporto Ebam. Due lavoratori su tre sono occupati a tempo pieno. Il presidente Riccardo Battisti: «Le nostre aziende preferiscono fidelizzare i loro dipendenti con rapporti stabili e duraturi, puntando sulla formazione e sui rapporti personali»
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L’assemblea di Ebam

Nell’artigianato vince il tempo indeterminato. Su 51.243 dipendenti, ben l’87 per cento ha un contratto senza vincoli di durata e solo il 13 per cento è stato assunto a tempo determinato. «Un dato –  ha commentato il presidente Ebam Riccardo Battisti – che dimostra come gli imprenditori artigiani preferiscano fidelizzare i loro dipendenti con rapporti stabili e duraturi, puntando sulla formazione in azienda degli stessi e sui rapporti personali tra titolare e dipendente».
Due lavoratori su tre sono occupati a tempo pieno. Sono 36.078 i dipendenti delle imprese artigiane full time mentre 15.165 hanno contratti part time. Il tempo pieno prevale nella meccanica e nella moda mentre il tempo parziale vince nei servizi.

Una fotografia puntuale dell’artigianato marchigiano con dipendenti. E’ quella scattata dall’Ebam, che si è riunito in assemblea ieri a Portonovo, dove sono stati presentati il Rapporto delle attività dell’Ebam del 2021 e i dati di Fsba per gli anni 2021 e 2022. Ad essere iscritte all’Ente Bilaterale dell’Artigianato Marchigiano sono 10.888 imprese e 51.243 dipendenti di tutti i settori ad eccezione dell’edilizia. Numeri in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando le imprese erano 10.787 e i dipendenti 49.927.

«Nelle Marche – ha affermato la direttrice Ebam Cinzia Marincioni – il maggior numero di imprese artigiane con dipendenti si ha nella meccanica con il 35 per cento. Seguono i servizi alla persona col 16 per cento, moda e alimentari con il 13 per cento. Ugualmente la maggior parte di lavoratori, pari al 37 per cento, opera nel settore meccanico ed è in crescita, mentre nella moda lavora il 17 per cento dei dipendenti ed è in calo, negli alimentari il 12 per cento e nei servizi alla persona il 9 per cento. Lo scorso anno hanno poi aderito all’Ebam 900 nuove aziende».
Andando sul territorio emerge un perfetto equilibrio tra le province di Ancona e Pesaro Urbino dove si trova il 26 per cento delle imprese e Pesaro in crescita, mentre a Macerata sono il 22 per cento, a Fermo il 15, in calo e ad Ascoli Piceno l’11 per cento.

Imprese piccole e dipendenti anziani. Quello descritto dall’Ebam è un artigianato con piccole imprese dove prevalgono gli occupati over 45 maschi e con esperienza.
La maggior parte delle imprese artigiane delle Marche ha da uno a cinque dipendenti pari al 73% del totale. In questa condizione si trovano 7.967 imprese con 18.028 lavoratori ma il numero si riduce a vantaggio delle fasce superiori. Le imprese che hanno tra 6 e 15 dipendenti sono 2.410 ed offrono lavoro a 22.006 addetti mentre quelle con più di 15 dipendenti sono appena 511 ma occupano 11.209 lavoratori. Quest’ultima fascia è in aumento.

Guardando alla divisione di genere prevalgono i lavoratori di sesso maschile che sono 29.604 rispetto alle 21.639 dipendenti femminili. I dipendenti di sesso maschile prevalgono soprattutto nella meccanica dove raggiungono i due terzi del totale mentre le dipendenti sono più numerose nella moda, nei servizi e nell’alimentare.
Le prestazioni Ebam, aiuto e sostegno a imprese e lavoratori con i Fondi Fsba, Fsr e Fiam. Un aiuto importante quello offerto dal Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato ad aziende e lavoratori per il contrasto alla pandemia (Cassa Covid). Nelle Marche sono stati erogati 52,8 milioni di euro su un totale di 834,2 milioni di euro erogati in Italia. A beneficiarne sono stati 16.514 dipendenti e 5.175 aziende.

«Lo scorso anno – ha precisato il vicepresidente Ebam Marche Giuseppe Santarelli  – l’Ebam ha anche erogato prestazioni di sostegno al reddito ( Fsr) per calamità naturali, occupazione aggiuntiva, innovazione tecnologica, formazione per 943 imprese. Inoltre contributi sanitari, per malattie di lunga durata, patologie invalidanti, assegni e sussidi scolastici, asili nido acquisto pc e tablet per 792 dipendenti. A tutto questo si aggiungono le prestazioni del Fondo Integrativo Artigianato Marchigiano (Fiam) per visite mediche, malattie, ricoveri ospedalieri, apprendistato. Complessivamente i due fondi hanno erogato 842 mila euro”. Commento poi positivamente il dato sull’occupazione nel comparto dell’artigianato che è prevalentemente a tempo pieno ed indeterminato».



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