Farmacisti accusati di bancarotta,
assolti: «Nessuna distrazione»
RECANATI - Erano imputati per prelievi di oltre 200mila euro dalle casse, la difesa: «Quelle somme erano i loro stipendi»
Farmacisti finiscono sotto accusa per bancarotta, avrebbero effettuato molteplici prelevamenti dalle casse sociali in assenza di utili di esercizio, tra il 2013 e il 2016, per un totale di 218mila euro circa. Oggi sono stati entrambi assolti, «il fatto non costituisce reato». Gli imputati sono Michele e Massimo Miccini, due fratelli, entrambi assistiti dall’avvocato Valeria Attili.
Secondo l’accusa in qualità di soci della Farmacia Monte Pegli di Massimo Miccini, a Recanati, dichiarata fallita il 14 giugno 2017, avrebbero distratto dall’attivo fallimentare in danno dei creditori, effettuando prelievi dalle casse sociali in assenza di utili. Michele Miccini tra il 2013 e il 2016 avrebbe prelevato 107 mila euro, Massimo Miccini 111mila euro. Oggi il Tribunale di Macerata ha assolto entrambi gli imputati.
«I prelievi delle somme non erano altro che lo stipendio che percepivano per il loro lavoro, non erano una forma di distrazione – spiega l’avvocato Attili -. Siamo soddisfatti, questa sentenza li riabilita». Il pm Stefania Ciccioli, all’esito di quanto emerso nel corso del processo, ha chiesto l’assoluzione.
(Gian. Gin.)

