Addio al pioniere dei camionisti,
Montecosaro piange Pietro Iommi

LUTTO - Aveva 88 anni, più di mezzo secolo fa fondò l'omonima ditta di autotrasporti diventa leader del settore. Il figlio Paolo: «Mi mancherà immensamente». Il funerale domani alle 15 nella chiesa dell'Annunziata
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Pietro Iommi con uno dei suoi camion

 

di Laura Boccanera

Addio a Pietro Iommi, pioniere dei trasporti a Montecosaro. Si è spento all’età di 88 anni il decano dell’omonima ditta fondata negli anni ’60. Nell’ultimo anno il suo stato di salute aveva subito vari crisi, ma era sempre riuscito a riemergere, fino all’altro giorno quando invece non ce l’ha fatta. Una famiglia molto conosciuta quella degli Iommi che ha legato il suo nome al mondo dell’impresa e del lavoro, capisaldi su cui il capostipite Pietro aveva costruito la propria vita.

Nato a Monterubbiano nel 1933 il camion lo ha scoperto durante la guerra quando a bordo di un veicolo militare trasportava pali e rete per il confine italo sloveno. A conflitto concluso il trasferimento a Montecosaro e l’idea di avviare col fratello Luigi che per alcuni anni lo seguirà, una ditta di autotrasporti. Era il 1959, Montecosaro era ancora una zona agricola e proprio il primo trasporto è legato a quell’ambiente di vivacità che si iniziava a respirare in provincia. I lavori erano legati per lo più al trasporto di prodotti agricoli come le barbabietole da trasportare allo zuccherificio di Montecosaro, ma anche arance, finocchi e farina dalla Sicilia.

La ditta ha continuato a crescere e da tre veicoli, nel 2008 è arrivata a possedere 50 camion. E’ rimasto alla guida della sua azienda fino al 2012 quando ha passato “il volante” al figlio Paolo e al nipote Alessio. E’ proprio il figlio Paolo che ne ricorda la straordinaria generosità e l’abnegazione lavorativa con un aneddoto: «Aveva realizzato in ditta una taverna – racconta – dapprima era la cucina di casa nostra e poi è diventata una mensa aziendale. Qui mio padre e mia madre, scomparsa esattamente 20 anni fa hanno sempre fatto mangiare gli autisti fin dagli anni ’70, quando tornavano dal viaggio. Dovevano per forza mangiare con lui, era capace di arrabbiarsi se rifiutavano. Diceva sempre che per capire se un autista è bravo occorre vedere come mangia. Lo scorso anno aveva subito un arresto cardiaco dal quale ne era uscito miracolosamente, aveva avuto altri due ricoveri di urgenza a luglio e settembre con lunghe degenze in ospedale dalle quali ne era sempre venuto fuori. Speravamo tutti che anche questa volta sarebbe tornato dai suoi cari ma invece non ce l’ha fatta. Mi mancherà immensamente».

Il funerale si svolgerà domani mercoledì 9 febbraio alle 15 nella chiesa dell’Annunziata a Montecosaro scalo.



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