«In 2 mesi chiuse 971 imprese,
nel Maceratese saldo ancora negativo»

ANALISI del presidente Cna Maurizio Tritarelli sui dati diffusi dalla Camera di Commercio. «Quasi ovunque bilancio positivo rispetto al 2020 ma non nella nostra provincia»
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La mappa del saldo delle imprese

 

«La Camera di commercio ha reso noti i dati relativi al numero delle imprese al 31 dicembre 2021. Rispetto al 2020, nel nostro Paese ci sono 17.317 partite Iva in più (+0,34%). Quasi ovunque il bilancio è positivo tranne nella provincia di Macerata che registra un saldo assai negativo, anche rispetto ad uno dei peggiori anni della storia».

Ad affermarlo in una nota è Cna, il presidente Maurizio Tritarelli: «Nel corso del 2021 abbiamo perso 394 imprese rispetto all’anno precedente (-1,16%) che già ne contava 413 in meno. Le cancellazioni arrivate alla Camera di commercio nell’anno appena trascorso sono ben 2.623 imprese, quasi una impresa su 10 (per esattezza l’8%) ha chiuso la propria attività, molte di più delle 2.045 cancellazioni avvenute nell’anno pandemico».

Così male nelle Marche solo la provincia di Macerata: «Anche Ascoli ha un bilancio annuale negativo ma con sole 57 imprese in meno – precisa Tritarelli – la nostra provincia tira in basso tutta la regione che, nonostante l’incremento registrato a Pesaro (+146) ed Ancona (+135), paga un saldo negativo complessivo di 126 imprese (-0,1%)».

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Maurizio Tritarelli, presidente Cna

Il presidente Cna approfondisce quindi l’analisi: «Sono stati gli ultimi due mesi dell’anno a far crollare gli indici con 971 cancellazioni, più di un terzo del totale. A compensare questa debacle di novembre e dicembre, solo le 302 nuove imprese, 1.886 nell’intero anno». L’approfondimento di Tritarelli si sposta quindi sui settori: «Se in precedenza avevamo giustificato il ‘novembre nero’ dell’edilizia con un riassorbimento delle micro partite Iva dopo la prolungata crisi settoriale, oggi vediamo che il settore costruzioni rappresenta solo il 35% del problema con 338 imprese cessate (312 nel solo mese di novembre). Commercio e manifattura, senza grossi picchi mensili, perdono costantemente pezzi; sono nei loro ranghi quasi la metà delle imprese cessate della nostra provincia».

Sulle contromosse da mettere in campo per frenare la moria delle imprese, la Cna fa alcune proposte: «Sono necessari, qui più che altrove, contributi specifici per le imprese che vogliono investire e, contemporaneamente, ristori per far ripartire chi ha avuto difficoltà dovute alla pandemia, senza discriminare tra diversi codici Ateco. La crisi, oltre che profonda, è stata trasversale e, tranne rarissime e ben note eccezioni, ha riguardato tutti i settori. La Cna, grazie all’infaticabile lavoro del suo Centro Studi, ha tutti i dati utili per realizzare interventi mirati; siamo pronti a condividerli con i decisori politici».



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