Sitting volley,
la civitanovese Fontana
trionfa a Chieri

L'ATLETA della Fea Telusiano di Monte San Giusto è arrivata prima con la formazione che ha selezionato per l'occasione giocatrici da tutta Italia

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Vanessa Fontana (la penultima in alto) con la squadra mista a Chieri

 

Sitting volley, la Fea Telusiano volley di Monte San Giusto protagonista al DiaSorin cup di Chieri con l’atleta Vanessa Fontana. La società di volley nata nel 2018 ha esteso la disciplina anche al settore femminile e sta riscuotendo successi e attenzione. Il sitting volley, disciplina paraolimpica di pallavolo che si svolge da seduti, in realtà è un progetto di sport integrato che coinvolge sia atleti diversamente abili che normodotati.

featelusiano-sitting-volley-3-e1640172194400-325x237 Riservata esclusivamente ad atleti paralimpici, la DiaSorin cup ha richiamato a Chieri da tutta Italia ben 79 giocatori (27 femmine e 52 maschi), in questo caso tutti con disabilità e 11 tecnici. Per la Fea Telusiano è stata selezionata Vanessa Fontana che ha portato in Piemonte i colori della squadra sangiustese. Suddivisi in 8 formazioni si sono affrontati nelle due giornate in 18 partite (fasi a gironi, semifinali e finali). Alla fine a conquistare il trofeo sono stati gli Oltretutto, squadra costituitasi al momento con atleti da tutta Italia e a cui ha preso parte anche la civitanovese Fontana.

«Spesso i disabili sono più abili dei normodotati in questa disciplina – spiega Federica Mazzocconi della società Fea Telusiano – Domenica abbiamo partecipato al DiaSorin cup che raccoglieva atleti da tutte le Regioni per il primo all star game di sitting volley in Italia con un’atleta della nostra società. La Fea Telusiano è nata nel 2018 e nei campionati italiani il sitting volley è integrato con atleti normodotati. Da questa stagione 2021/2022 abbiamo attivato anche la squadra femminile e a livello regionale esistono solo due società di sitting volley, la Fea Telusiano e la scuola di pallavolo fermana».

Una disciplina che è in forte crescita proprio per l’aspetto integrato che mette la disabilità sullo stesso piano degli altri atleti e offre motivazione e spinta. Ma mancano ancora giovani che si appassionino e si mettano in gioco, da qui l’appello della referente: «Ancora troppi ragazzi e ragazze vedono il mondo dello sport come precluso per la loro disabilità motoria, invece questa disciplina è l’occasione davvero per trovare altre abilità e mettersi in gioco, dimostrando a se stessi che spesso il limite è solo nella nostra testa».

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