Spi-Cgil Matelica,
la segretaria è Minnucci
«Al centro la tutela degli anziani»

IL SINDACATO dei pensionati, con la sua lega raccoglie 20 Comuni dell'area montana. Nella segreteria entrano anche: Piera Americo, Sauro Bravi, Iolanda Persichini e Lamberto Smerilli

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Minnucci

Maria Orietta Minnucci con la nuova segreteria dello Spi-Cgil di Matelica

 

La lega del Sindacato pensionati italiani Cgil di Matelica, composta da 22 Comuni del territorio montano, ha una nuova segretaria. Si tratta di Maria Orietta Minnucci (per 41 anni impiegata del Comune di Esanatoglia) che è stata eletta nei giorni scorsi ed insieme a lei gli altri 4 esponenti della segreteria da lei stessa proposti: Piera Americo, Sauro Bravi, Iolanda Persichini e Lamberto Smerilli. «Ho accettato questo incarico con qualche timore – ha dichiarato la Minnucci dopo l’elezione – sapendo che dovrò affrontare situazioni e problematiche complesse, in un momento storico condizionato dalla pandemia e dal greve retaggio del terremoto. I nostri iscritti assommano a circa 2.900 unità (di cui 1.600 donne) e rappresentano una platea ampia a cui assicurare servizi adeguati, inoltre, essendo pensionati, hanno bisogno necessariamente di un’ulteriore assistenza qualificata e mirata e quindi di maggiori attenzioni».

Quali sono i principali obiettivi che come Lega dello Spi-Cgil vi proponete?
«La specificità dalla nostra categoria, quella dei pensionati, ci obbliga, per così dire, a mettere al primo posto la tutela degli anziani, soprattutto sotto il profilo sanitario e dell’assistenza. Nel nostro territorio, ad esempio, ci sono due ospedali definiti di Comunità (San Severino e Matelica) ed un ospedale (Camerino) che afferiscono all’area di Macerata, spesso capita che i nostri anziani scelgono di andare altrove all’ospedale di Fabriano, pur essendo fuori provincia e di un’altra Area sanitaria, perché lì trovano una copertura più ampia per le loro patologie e una sede più vicina alle loro abitazioni; sicuramente è una situazione su cui intervenire. L’altro fronte sul quale vigileremo è quello delle Rsa che, dopo il terremoto, sono ridotte al lumicino e con problemi notevoli, stante l’esodo volontario di buona parte del personale. Il discorso delle Rsa ci obbliga anche a trattare il problema della non-autosufficienza e, su questo fronte, porteremo avanti tutte le richieste dello SPI-CGIL, a partire dalla necessità inderogabile di una Legge apposita che regolamenti il settore in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale».

Gli anziani sono anche coloro che sono rimasti a presidiare il territorio del cratere e che spesso vivono in solitudine e con disagi (anche economici) di ogni tipo. Cosa pensate che si possa fare?
«Noi non abbiamo la bacchetta magica, ma sicuramente durante la contrattazione sociale con gli amministratori dei nostri Comuni di riferimento, chiederemo di incentivare tutte quelle forme di ricostruzione del tessuto produttivo “saltato” negli ultimi anni, che ha causato disoccupazione e crisi anche nell’indotto e nei servizi e che ha obbligato i giovani a cercare fortuna altrove. Quando vai a Camerino e vedi il centro sempre più spettrale ti viene il nodo alla gola. Per fortuna, dico io, che l’Università dà un po’ di respiro oggi e una qualche speranza per un domani più roseo, ma da sola non basta. Assicurare lavoro ai giovani è prioritario anche per gli anziani e per tutto il territorio. Senza i giovani lo spopolamento è inevitabile e, con esso, il declino veloce di tutta l’area. I nostri pensionati sono l’ultimo baluardo, ma aiutiamoli a vincere questa ennesima loro battaglia sociale. Per quel che riguarda direttamente lo Spi-Cgil posso assicurare che faremo tutti gli sforzi necessari per tenere aperte le nostri sedi, sia per assicurare ai pensionati ed agli anziani la tutela ed i servizi di cui abbisognano, sia per essere una sorta di sensori del territorio, con il rilevamento delle esigenze locali e le conseguenti azioni necessarie al superamento dei problemi».


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