«Porto, ecco le nostre richieste»
Dal Madiere un appello alla politica

CIVITANOVA - L'associazione dei diportisti annuncia la volontà di avviare una serie di incontri in vista delle elezioni 2022 per parlare del futuro dello scalo. Il presidente Santori: «L’imminente confronto elettorale potrà costituire un importante momento di verifica degli impegni delle diverse forze su questo tema»
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Gianni Santori

 

«Il porto è il tratto distintivo della nostra città un importante luogo di lavoro, di sport, di socialità e il diporto civitanovese ha contribuito in modo rilevante al successo di questa realtà. L’imminente confronto elettorale potrà costituire un importante momento di verifica degli impegni delle diverse forze politiche su questo tema». Con queste parole Gianni Santori, presidente de “Il Madiere”, l’associazione che rappresenta i diportisti di Civitanova, annuncia l’avvio dalla prossima settimana di una serie di incontri con le forze politiche. «Scopo degli incontri – spiega – presentare alla politica civitanovese le richieste del diporto nautico in vista delle elezioni della prossima primavera. Il 2021 è stato l’anno in cui il tema “porto” è balzato al centro della cronaca – ha aggiunto Santori – e la partecipazione della città alla vicenda testimonia che i tempi sono maturi per un salto di qualità. Il porto è un’eccellenza che può dare ancora molto alla città ma è necessario un impegno straordinario per la sua riqualificazione; a 16 anni dalla sua approvazione il Piano Regolatore del Porto di Civitanova risulta largamente inattuato come disatteso è anche il Piano Regionale dei Porti che nel 2010 ha previsto per il nostro scalo una dotazione di 1000 posti barca per il diporto. I prossimi 5 anni devono essere gli anni della svolta, a partire dal tema della sicurezza che è il punto di partenza per ogni ipotesi di riqualificazione». Nei giorni scorsi il direttivo dell’associazione ha messo nero su bianco il punto di vista dei diportisti civitanovesi sulle principali questioni che riguardano lo scalo e in quattro punti ha sintetizzato le richieste della categoria. «Al primo posto il tema della sicurezza dell’area occupata dal diporto che non può attendere ancora e che richiede un intervento urgente – specifica l’associazione – Subito dopo la richiesta di un piano particolareggiato ad iniziativa del comune, con un confronto che coinvolga l’intera città ed in particolare i soggetti che vivono ed operano nell’area: la pesca, il diporto, gli operatori portuali. Al terzo punto la richiesta di ridefinizione degli spazi destinati al diporto dal momento che il Piano Regolatore del 2005 prevede una linea di banchinamento che cancellerebbe molti degli attuali 500 ormeggi. Infine il tema delle concessioni demaniali che devono essere confermate alle attuali sette associazioni sportive amatoriali, come stabilito anche da una recente delibera del consiglio comunale, mentre ai privati dovrebbero essere assegnati gli spazi della nuova darsena».



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