Truffa, la dipendente comunale dal Gip:
«E’ pentita e vuole risarcire,
ma ha ridimensionato i fatti»

MACERATA - La 59enne civitanovese impiegata dell'Ufficio Anagrafe oggi ha reso interrogatorio dopo che la procura ha chiesto la sospensione dal lavoro. Il legale della donna: «Non è una delinquente seriale, ha fatto una sciocchezza. Ma non ha frodato 47mila euro»
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Una delle immagini realizzate grazie alle telecamere nascoste

 

di Gianluca Ginella

Truffa all’ufficio Anagrafe di Macerata, la dipendente davanti al giudice: «ha reso interrogatorio, ha ammesso alcune condotto e vuole risarcire il danno, ma ha ridimensionato molto il comportamento asserito dalla procura. Di certo non è una delinquente seriale, è una persona che ha sempre lavorato e che ha fatto una sciocchezza ma di certo non parliamo di una truffa di 47mila euro» dice il legale della dipendente del comune di Macerata, l’avvocato Lorenzo Gnocchini.

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Il comandante della polizia locale Danilo Doria

Questa mattina, davanti al gip Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata, si è svolto l’interrogatorio della 59enne civitanovese, relativo alla misura interdittiva della sospensione d’ufficio dal servizio chiesta dalla procura. «Abbiamo insistito per l’inutilità di questo provvedimento – dice Gnocchini -. Ci sono altre possibilità che sono legate al procedimento disciplinare che immagino verrà aperto e non è necessario che sia la procura ad intervenire. Il giudice si è riservato, aspettiamo di conoscere la decisione. Nel frattempo abbiamo anche impugnato il provvedimento di sequestro del denaro, che ci sembra spropositato». L’impiegata del Comune, che in questo momento si trova in ferie, questa mattina verso le 9,30 è arrivata in tribunale e ha dato la sua versione dei fatti. «Ha chiarito le motivazioni del suo comportamento e ha chiarito che non è così grave come si è detto – continua il legale della 59enne -. Ha detto di essere pentita e vuole risarcire il danno. Che non è di 47mila euro ma molto ridimensionato rispetto a quella somma. Se avesse frodato 47mila euro, prendendo ogni volta 5 euro in più sul rilascio delle carte d’identità elettroniche, significherebbe che ha truffato 9.400 persone, in pratica il 20% della popolazione di Macerata, senza che nessuno si sia mai accorto di niente. Mi sembra un po’ una fantasia. Parliamo di cifre molto molto inferiori».

L’indagine sulla dipendente del Comune era partita a maggio dopo che ad aprile una donna aveva scritto su Facebook che era stata truffata perché le era stato fatto pagare di più del previsto. Era stato l’assessore Paolo Renna a contattare la donna e ha segnalare tutto alla polizia locale di Macerata che aveva iniziato una indagine che è stata svolta anche grazie a telecamere nascoste per accertare come agiva la 59enne. Secondo le indagini invece di far pagare 22,21 euro per la carta d’identità elettronica, ne chiedeva 27,37 intascando ogni volta la differenza. A fine giornata poi metteva da parte il ricavato.

Truffatrice seriale all’Anagrafe: «Dal 2016 ha intascato 50mila euro, quando è stata scoperta ha pianto»

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L’assessore Paolo Renna

 

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Parte del materiale sequestrato

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Un momento della conferenza stampa di sabato scorso quando sono stati rivelati i dettagli dell’indagine



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