“Siniša e Mia”, storie di sport
e lotta alla malattia nel “dialogo”
tra un padre e Mihajlović

LIBRO - Michele Bosco ha lottato per la vita della figlia e immagina un dialogo con l'allenatore serbo del Bologna, provato dalla leucemia. I ricavati aiuteranno la fondazione Santobono Pausilipon e l'associazione italiana per la ricerca sulle istiocitosi
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La piccola Mia Bosco autografa il libro scritto da papà Michele

La piccola Mia Bosco autografa il libro scritto da papà Michele

 

Il dolore ma anche il riscatto e la speranza nella rinascita. C’è tutto questo nelle pagine del libro “Sinisa e Mia” di Michele Bosco, che raccoglie le storie dell’allenatore del Bologna Mihajlovic alle prese con la leucemia e di Mia Bosco, figlia dell’autore, colpita dall’istiocitosi all’età di 4 anni. La pubblicazione servirà a raccogliere fondi a favore della fondazione Santobono Pausilipon e dell’associazione italiana per la ricerca sulle istiocitosi (Airi). Il libro, edito da Dario Flaccovio, è stato presentato al pubblico a San Severino nel corso di un’emozionante serata organizzata dal comitato settempedano della Croce rossa italiana, dalla fondazione “L’Anello della Vita” e dal comitato per la tutela dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio”. Alla serata hanno preso parte anche la sindaca, Rosa Piermattei, la vice sindaca e assessora  alla Cultura, Vanna Bianconi, il presidente del consiglio comunale, Sandro Granata. “Sinisa e Mia” è un romanzo in cui lo sport, la guerra e i sentimenti si intrecciano per essere raccolti nel diario di un padre che ha lottato per la vita della propria figlia e che immagina un dialogo, frutto di una attenta ricerca giornalistica, con l’ex calciatore e allenatore serbo Siniša Mihajlović.

Rosa Piermattei, Michele e Mia Bosco

Rosa Piermattei, Michele e Mia Bosco

«È grazie al lavoro che fanno le associazioni da anni, finanziando la ricerca, che abbiamo potuto curare Mia – ha affermato l’autore e papà di Mia, Michele Bosco – E quindi questa è solo una piccola parte che io restituisco loro, ‘rubando’, un po’ come Robin Hood, un po’ della visibilità del mister. Un altro concetto importante è che l’approccio alla malattia è vitale e il supporto che forniscono i volontari all’interno dei reparti è fondamentale. Avere chi ti aiuta a non abbatterti, persone con cui puoi anche solo sfogarti, è davvero importante. La malattia che ha colpito Mia è una malattia rara. Io e la mia famiglia abbiamo vissuto un’esperienza che ci ha fatto comprendere quanto siano importanti la divulgazione e la ricerca, ed è per sensibilizzare su questi temi che ho voluto condividere il nostro percorso». «Sono grata per aver avuto la possibilità di leggere questo libro – ha commentato la sindaca Piermattei – Sono pagine che fanno pensare e fanno capire l’importanza della vicinanza, dell’essere presenti. Di fronte a certi drammi ci si può sentire soli e a volte basta anche solo un sorriso per infondere coraggio e speranza. Questo libro ci ricorda anche che saper reagire, come hanno fatto la piccola protagonista Mia, la sua famiglia e l’allenatore Mihajlovic, aiuta ad uscirne forti e vittoriosi».

 



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