Monumento ai caduti
della Resistenza,
al via il restauro con l’art bonus

SAN SEVERINO - Dopo aver avviato una raccolta fondi, il Comune ha deciso di partecipare al restyling che il maestro artigiano Emanuele Ticà condurrà sull'opera dell'artista Arnoldo Bellabarba
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Tica

Emanuele Ticà

 

Dopo aver avviato una raccolta fondi, tramite Art bonus, il Comune di San Severino ha deciso di partecipare al restauro conservativo che il maestro artigiano Emanuele Ticà, responsabile del laboratorio di restauro Mastro T, condurrà sul Monumento ai caduti della Resistenza, opera dell’artista Arnoldo Bellabarba, in arte Arbell. L’opera, posizionata in viale Mazzini davanti all’Istituto tecnico tecnologico statale “Eustachio Divini”, è interamente realizzata in traverse di legno di quercia connesse tra loro con bulloni in ferro. Nella metà superiore sono presenti grossi fori dal quale fuoriescono strisce di smalto rosso che simboleggiano il sangue e le ferite della guerra. Il monumento è inserito in un complesso monumentale più ampio composto da dieci gradini e da alzate murarie in pietra di travertino. Nell’alzata sinistra campeggia la scritta in ferro “Ventesimo Anniversario della Resistenza”. Nella parte destra del monumento una lastra di marmo ricorda, invece, i nomi dei caduti in guerra. La struttura, a causa dello svuotamento delle parti affogate nel cemento e delle ultime scosse sismiche, da tempo tende ad inclinarsi pericolosamente all’indietro. Il legno si presenta annerito e sporco a causa delle numerose pitture protettive, allo smog ed agli agenti atmosferici. Lo smalto rosso risulta ormai quasi totalmente sbiadito o assente. I dieci gradini e le parti in marmo presentano in alcuni punti una colorazione e verdastra dovuta alla presenza di muschi e licheni, nonché un diffuso annerimento causato da smog ed agenti atmosferici. L’intervento di Emanuele Ticà, di tipo conservativo, è stato voluto in prima persona da chi ne sarà l’esecutore materiale. Al maestro artigiano settempedano si sono uniti il Comune, la Pro Loco e alcuni privati cittadini ma per il restauro complessivo dell’opera servirebbe una cifra molto importante ed è per questo che la campagna di raccolta fondi va avanti. «I lavori, in questa prima fase – spiega Emanuele Ticà – riguardano solo il monumento vero e proprio e alcuni gradoni che sono parzialmente danneggiati. Poi, se arriveranno ulteriori finanziamenti, sarà possibile sistemare il resto del complesso monumentale tra cui luci, pali per l’alzabandiera, targa laterale apposta nel 1994 con i nomi dei partigiani uccisi nella lotta di Liberazione a San Severino. L’opera disegnata da Bellabarba, dopo il terremoto, ha cominciato a cedere nella parte posteriore sinistra – spiega ancora il restauratore– e presenta almeno quattro parti mancanti. Altre sezioni sono rotte e, a giudicare dai bulloni mancanti, ci sono ulteriori pezzi andati persi col tempo».



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