L’olimpionico Regolo alla Civitanova-Sebenico:
«È da solo in mezzo al mare
che impari a rispettare la natura»

IL VELISTA si è classificato al terzo posto della sua categoria con l’imbarcazione dell’armatore Giardini. «Per i giovani vivere in questo sport è un enorme aiuto nella crescita: si impara subito a non rovinare ed inquinare il nostro stesso habitat e ad avere connessione col pianeta in maniera diretta, portando una barca»

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Michele Regolo

 

di Claudia Brattini

Si è conclusa la ventesima edizione della regata internazionale Civitanova-Sebenico. Questa edizione ha visto, inoltre, un partecipante d’eccezione: il velista e atleta olimpico delle fiamme gialle Michele Regolo che abbiamo intercettato a bordo dell’imbarcazione dell’armatore Giardini e a cui abbiamo rivolto alcune domande sulla sua vita e carriera indissolubilmente legata al mare. Il team di Regolo ha conquistato il terzo posto della sua categoria. Il velista, che ha preso parte alle Olimpiadi londinesi del 2012, rappresentando l’Italia nella classe Laser, è stato insignito delle medaglie d’oro e di bronzo dal Coni. Attualmente è tattico di regata professionista e tecnico di terzo livello tesserato al Club Vela di Civitanova ed è stato recentemente eletto nel consiglio del Coni delle Marche.

Michele, che cosa rappresenta il mare per te?
«Il mare per me è il luogo dove competo ed esprimo il lato agonistico. Per riuscirci bene però è fondamentale entrare in sintonia con gli elementi più che pensare agli avversari, per questo in mare ho imparato ad apprezzare e studiare la natura».

regata-michele-regolo-2021-07-24-at-12.38.12-2-325x244Quando è iniziato il tuo legame con il mondo della nautica? Il tuo palmares sportivo d’eccellenza fa pensare ad un impegno agonistico precoce.
«Ho iniziato a 10 anni che non è così presto come si possa pensare; ho avuto la fortuna di avere nel percorso dei grandissimi allenatori, la famiglia che mi ha aiutato in questa strada e se ci ho messo qualcosa è stata la voglia di arrivare».

Quale valore dai alla vela come sport formativo, di squadra e outdoor?
«La vela può essere vissuta in molti modi; uno dei lati più belle delle regate in equipaggio è lo spirito di team che si crea. E’ quando si sta da soli in mezzo al mare che si impara la grande lezione, cioè che gli elementi della natura possono sovrastarti in un attimo. La vela insegna a mantenere la lucidità nelle situazioni difficili e a capire che bisogna sempre rispettare la potenza degli elementi, evitare rischi inutili»

regata-michele-regolo-2021-07-24-at-12.38.12-325x183La vela crea consapevolezza che il mare, quindi l’ambiente, vanno rispettati e tutelati ma non c’è ancora sufficiente sensibilità verso questi valori. Qual è il tuo legame con i giovani e lo sport?
«Per i giovani vivere nello sport della vela è un enorme aiuto nella crescita: si impara subito a non rovinare ed inquinare il nostro stesso habitat e ad avere connessione col pianeta in maniera diretta, portando una barca. E poi nello sport in generale non esistono scuse, i ragazzi comprendono subito la mentalità dell’impegno per ottenere qualcosa».

 Questa regata ha a che fare con il tuo legame con Civitanova?
«È la prima Civitanova- Sebenico a cui partecipo. Quest’anno era una occasione unica perché ero libero da altri campionati ma soprattutto l’equipaggio è composto dagli amici di una vita di Civitanova; regateremo su “Golf” di Giardini, ma più che una regata sarà una avventura da ricordare. I ragazzi dell’equipaggio erano alle Olimpiadi a Londra 2012 a tifare quando regatavo in Laser, vivere una regata – vacanza con loro è il massimo».

Qual è il tuo ruolo a bordo?
«Il mio ruolo a bordo ormai è sempre il tattico ma prevedo di dover fare anche qualche altro ruolo per questa volta»

regata-michele-regolo-2021-07-24-at-12.38.12-1-325x185Nei tuoi trascorsi agonistici non saranno mancati momenti esaltanti e di delusione. Quali ti hanno lasciato un ricordo più forte di altri?
«La vita dello sportivo professionista è una montagna russa di emozioni: non c’è qualcosa che ricordo meno o più di altro, le dure sconfitte e anche le ingiustizie le ricordo esattamente come i più importanti successi. Sicuramente vincere la Selezione alle Olimpiadi per un punto l’ultimo giorno, nell’ultima regata all’ultimo metro disponibile è qualcosa che ancora oggi mi emoziona appena ci penso».

 Sono frequenti gli imprevisti e i pericoli in mare?
«I pericoli ci sono sempre ma la cosa fondamentale è anticiparli per quanto possibile. Vedere sempre bene il meteo prima di partire e assicurarsi di avere l’attrezzatura assolutamente a posto li reputo degli obblighi per chi voglia approcciarsi al mare».

 Ci sono altri sport che pratichi è che ti appassionano?
«Seguo tutti gli sport, mi piace vedere davvero qualsiasi tipo di competizione. Non ho tempo per fare altri sport dato che per essere pronto in barca sono estremamente impegnato; per aiutare la concentrazione gioco a scacchi».

Che cosa ti aspetta al tuo ritorno dalla Croazia?
«Al ritorno da Sebenico starò quattro giorni a casa e poi si parte con una delle regate più belle, la Copa del Rey a Palma di Maiorca su una classe estremamente competitiva e di alto livello, lo Swan 36. Sarò a bordo su “Sixth Sense” di Sandro Paniccia con un equipaggio per lo più civitanovese».

 E i tuoi progetti futuri?
«Per il futuro ho in progetto di continuare a regatare nella vela d’altura, aiutare i giovani a crescere e se avrò tempo partecipare a qualche regata su qualche deriva per divertimento, magari foiling (cioè che si solleva dall’acqua e raggiunge alte velocità). Sicuramente comunque starò in acqua tra le boe».

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