Addio a Romano Dezi,
fondò il museo di Storia naturale

MACERATA - E' morto stamattina all'hospice di Montecassiano, da tempo combatteva contro un male. Aveva 79 anni. Il suo nome è legato all'esposizione presente a Palazzo Rossini Lucangeli. Il funerale si svolgerà lunedì alle 10 alla Chiesa Santa Madre di Dio
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Romano Dezi

 

di Luca Patrassi

E’ morto stamattina all’hospice di Montecassiano dove era ricoverato per una malattia che lo aveva colpito tempo fa, Romano Dezi, 79 anni, notissimo a Macerata per aver legato il proprio nome a quello che ora è il museo di Storia naturale, donato al Comune nel 2017. Nato e cresciuto a Macerata, in piazza Lauro Rossi, era amico del pittore Umberto Peschi che abitava da quelle parti, di professione idraulico, è sempre stato appassionato di storia naturale, di fossili in particolare. Aveva iniziato a collezionarli da giovane, poi aveva condiviso questa passione con la moglie Rita Ramazzotti, scomparsa nei primi anni 2000. Un patrimonio costituito da reperti fossili, minerali, farfalle, coleotteri, reperti di zoologia, conchiglie, piante e acquari che ha fatto sì che il museo rientrasse nella ristretta cerchia di quelli di interesse regionale. Fino a qualche anno fa il museo viaggiava sopra le diecimila presenze annue: singoli visitatori, gruppi di turisti, scolaresche. E’ ospitato, dal giugno del 1993, nei sotterranei del Palazzo Rossini Lucangeli, un edificio storico la cui costruzione fu iniziata nel 1570 per volere del capitano Felice Rossini.

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Una delle stanze del museo di storia naturale

L’attività dell’istituto risale al 1973 anno in cui Romano Dezi unì la sua appassionata attività di ricerca paleontologica a una serie di mostre e di interventi nelle scuole. Il primo nucleo della collezione che ha dato vita al museo risale proprio a quell’anno.  Vent’anni dopo i reperti raccolti, acquistati o ricevuti in dono, sono stati presentati nei 200 metri quadrati di esposizione.  Un paio di anni fa l’annuncio dato dall’ex amministrazione comunale a guida Carancini di trasferire il museo negli spazi da restaurare dell’ex Casa del custode ai Giardini Diaz fu criticata dallo stesso Romano Dezi che la riteneva inadeguata per carenza di spazi. L’amministrazione Parcaroli aveva poi manifestato un orientamento contrario al trasferimento ipotizzato dalla giunta precedente. Ora la notizia della morte di Romano Dezi riaccende un faro su quel museo, sulla disponibilità e sull’intuizione di quel maceratese che tanto si era speso per coltivare un sogno che poi si era materializzato e che ha sempre desiderato sviluppare. Un impegno sociale, quello di Romano Dezi che per decenni ha sempre illustrato i contenuti del museo a centinaia di scolaresche e di visitatori, che ci si augura il Comune mantenga e rilanci anche in omaggio al suo fondatore. Dezi lascia tre figli maschi: Massimiliano, Emanuele e Stefano, e diversi nipoti. La camera ardente sarà allestita al Centro Funerario in via de Velini dopo le 17. Il funerale si svolgerà lunedì alle 10 alla Chiesa Santa Madre di Dio.

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