Coloramondo, il Pd insorge:
«Tartabini senza ritegno
Nega le promesse fatte»

POTENZA PICENA - I dem puntano il dito contro l'amministrazione, accusata di essersi rimangiata quanto detto sui moduli provvisori che dovrebbero ospitare gli alunni e che sarebbero dovuti essere pronti per inizio maggio

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Il progetto dei moduli provvisori della Coloramondo

 

«In democrazia amministrare significa innanzitutto assumersi responsabilità: delle proprie scelte, delle proprie azioni e prima ancora delle proprie parole. Le parole pesano, le parole contano. Specialmente se con le parole si prendono impegni, si fanno promesse, si indicano date. Solo i feudatari medioevali potevano permettersi di rimangiarsi tranquillamente le loro promesse come se nulla fosse, poiché essi erano padroni del loro popolo suddito, non esistevano elettori e opposizioni a cui rendere conto del proprio operato. Ma se un sindaco regolarmente eletto non avverte più il dovere di rispondere né ai cittadini né alla verità vengono meno le basi stesse della convivenza civile, viene stravolto il gioco democratico». Con queste parole il Pd di Potenza Picena attacca l’amministrazione Tartabini, per quella che denunciano essere l’ennesima promessa mancata: il completamento dei moduli provvisori per le cinque classi della scuola Coloramondo, dichiarata in parte inagibile. L’amministrazione a fine gennaio in comunicato ufficiale aveva dichiarato che ci sarebbero voluti 3 mesi per concludere i lavori (leggi l’articolo). «L’elenco delle promesse disattese è talmente lungo da diventare imbarazzante – attacca il Pd – vicolo Scipioni e la bretella di Ecocittà restano avvolti nell’oblio ad anni di distanza dagli annunci di apertura, sulla chiusura della materna Coloramondo si è costruita una narrazione di comodo per simulare di aver scoperto nel 2020 ciò che era agli atti dal 2016, sulla ciclovia (progetto di per sé sciagurato) ad aprile si è confermato un irrealistico cronoprogramma che prevedeva la fine dei lavori per l’11 maggio, i lavori per l’ampliamento del cimitero di Porto Potenza sono stati dati per imminenti non si sa più quante volte e nel frattempo i loculi sono finiti, i lavori in spiaggia e sul fosso a mare più volte annunciati ormai verranno eseguiti facendo lo slalom tra i bagnanti. Ma ciò che è successo nel consiglio comunale di ieri sera va oltre tutto questo – rincarano i dem – Ieri sera abbiamo visto la sindaca Tartabini negare senza ritegno le promesse fatte ai genitori, rimangiarsi le parole rimaste agli atti nei verbali degli ultimi consigli, smentire i cronoprogrammi più volte confermati nei mesi scorsi. I moduli? Mai fornito date. Eppure le chat dei genitori erano intasate dai messaggi audio in cui inizialmente si parlava di due mesi, massimo tre a volere stare larghi, eppure nel consiglio comunale del 7 aprile (come da verbale) il cronoprogramma che fissava alla prima settimana di maggio l’entrata dei bambini nei moduli era stato solennemente confermato. No, niente di tutto questo. Cari genitori, avete sognato, non esisteva una data. I bambini entreranno giusto per festeggiare la fine dell’anno scolastico? Pazienza. Ma tranquilli, perché i moduli serviranno a settembre! E per cosa? Ma per ospitare i bambini in attesa dell’apertura della nuova scuola elementare. Sì, perché ieri sera la sindaca Tartabini ha giurato di non aver mai promesso che i bambini sarebbero entrati all’inizio del nuovo anno scolastico. Quindi dopo otto mesi di narrazione rassicurante e trionfalistica, di post che parlavano di tempi rispettati, e soprattutto di dichiarazioni ufficiali in Consiglio comunale, anziché cospargersi il capo di cenere e scusarsi con l’intera cittadinanza per l’ennesima promessa mancata la sindaca ha preferito cancellare la realtà, riscrivere la storia, inventare un mondo che non esiste. L’opposizione è stata insultata da questo comportamento incompatibile con le regole del confronto democratico, i cittadini sono stati presi in giro ancora una volta in modo vergognoso. Da ieri è ufficiale – conclude il Pd – chi governa il Comune non è disposto a rendere conto dei propri fallimenti e si ritiene al di sopra della verità. A questo delirio ci opporremo con forza ancora maggiore da qui in avanti, e invitiamo i cittadini a sostenere la nostra battaglia di civiltà».

 

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