«Mazzata per i cittadini,
il Comune vuole far cassa
con le multe dell’autovelox»

POTENZA PICENA - L'affondo del Pd: «Nel bilancio 2021 l'amministrazione ha previsto entrate per 500mila euro per sanzioni amministrative. E la quota sale nel 2022 e nel 2023»
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autovelox

 

«Dopo gli aumenti di tassa rifiuti e diritti di segreteria e l’istituzione della tassa di soggiorno, l’amministrazione di Potenza Picena assesta la mazzata finale ai cittadini». Sono le parole del Pd di Potenza Picena che mette nel mirino la scelta dell’amministrazione di inserire nel bilancio di previsione entrate ingenti con le multe dell’autovelox .  «Nel bilancio 2021 – continuano infatti i dem – sono previste entrate per 500.000 euro per sanzioni amministrative di cui ben 350.000 euro da violazioni accertate da autovelox. Qualora venissero interamente riscosse si tratterebbe di un incredibile aumento del 650% rispetto al 2019, (il 2020 non fa testo causa Covid) in cui vennero riscossi in tutto 77.500 euro.  Ma il bello, si fa per dire, viene nel 2022 e nel 2023. La previsione per ognuno dei due anni è di 900.000 euro di entrate da sanzioni in genere di cui 700.000 da autovelox. Si tratta di previsioni provocatorie ma anche del tutto fasulle. Provocatorie perché cadono in un momento di gravissime difficoltà economiche per i cittadini e perché fare cassa con le multe è un’operazione di vero e proprio brigantaggio. Fasulle certamente per l’anno in corso perché dopo i primi 4 mesi del 2021 non esiste ancora alcun autovelox autorizzato nel nostro Comune ed anche quando lo fosse sarebbe impossibile concretizzare nel tempo residuo quella previsione raccapricciante. Inoltre va considerato che con 350.000 euro di sanzioni accertate, tolte tutte le spese e la quota destinata al gestore della strada, resterebbero al Comune 40.000 euro, ovvero poco più del 10%. Un classico caso di montagna che partorisce il topolino. Se la Giunta – concludono i dem – ha davvero bisogno di quei 40.000 euro basterebbe che gli amministratori riducessero le loro indennità e rinunciassero ai rimborsi spese come fecero in passato quelli del Pd. Il risultato sarebbe identico ed eviteremmo di trattare i cittadini come polli da spennare».



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