Crisi Croce azzurra, il presidente:
«Giusto pagare gli arretrati ai dipendenti,
in un mese non posso fare miracoli»

PORTO RECANATI - Michele Tetta sulle sorti dell'associazione: «In totale ci sono 400mila euro di debiti». Si è in attesa dell'ispezione dell'Asur che dovrà dare l'ok o meno alla riattivazione del servizio 118
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Croce Azzurra nuova sede Via Bocci 121

Croce Azzurra nuova sede Via Bocci 121

 

di Francesca Marchetti

La Croce Azzurra di Porto Recanati è aperta, ma non è operativa. In attesa della seconda ispezione da parte dell’Asur e del relativo esito sulle condizioni dei locali e delle ambulanze, il servizio di 118 e i trasporti programmati sono al momento sospesi (attualmente sono stati affidati alla Croce gialla di Recanati), e l’associazione si trova attualmente in uno stallo amministrativo e finanziario, con un debito complessivo che arriva a 400mila euro. La delicata situazione della Croce Azzurra è stata analizzata dal presidente Michele Tetta e dal suo vice, Mauro Monachesi, rappresentanti del nuovo direttivo in forze dallo scorso 17 marzo.

L’associazione, che di recente ha individuato una nuova sede in via Bocci e ha provveduto alla revisione delle due ambulanze, deve attendere l’esito positivo delle valutazioni da parte dell’autorità sanitaria per tornare alla propria attività, ma alta è la preoccupazione per un eventuale no dell’Asur che determinerebbe la chiusura della Croce Azzurra. Molte sono le difficoltà anche dal punto di vista finanziario. Il bilancio del 2020 deve essere ancora votato, ma quello del 2019 si era chiuso in passivo e l’associazione ha subito il blocco dei conti correnti da quando quattro ex dipendenti hanno aperto un contenzioso già l’anno scorso, che poi sono stati costretti a dimettersi.

Michele Tetta presidente Croce Azzurra

Michele Tetta presidente Croce Azzurra

«Gli ex dipendenti hanno chiesto il pignoramento per recuperare le somme a loro dovute – ha detto Michele Tetta – Gli stipendi arretrati in totale si aggirano intorno ai 70-80mila euro, mentre le spese da coprire per il carburante ed altri fornitori superano i 100mila euro. La Croce Azzurra deve poi consegnare circa 200mila euro all’Asur, pur dovendone riavere 140mila. In totale si parla di 400mila euro di debiti. È giusto retribuire gli ex dipendenti, ma la situazione è difficile e in un mese non posso fare miracoli». Nonostante gli sforzi del nuovo direttivo per dare una svolta positiva al futuro della Croce Azzurra, i fondi raccolti finora con le iniziative online e grazie all’intervento dei cittadini sono troppo esigui rispetto alle somme richieste dalle parti coinvolte. «I servizi di trasporto sanitario organizzato e h24 non verranno riattivati – conclude il presidente – perché una terza ambulanza, di tipo B, presente nella vecchia sede, non è più utilizzabile». Il destino della Croce Azzurra dipende quindi dal servizio di 118, temporaneamente affidato alla Croce Gialla di Recanati, che se non sarà riabilitato dall’Asur segnerà l’epilogo del centro di assistenza pubblica.

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