Santo Stefano Avis in finale,
sfida Scudetto ancora contro Cantù

BASKET IN CARROZZINA - La squadra di Porto Potenza si giocherà l'ultimo atto con la stessa avversaria del 2019. Sabato alle 12 in programma gara 1, al PalaPrincipi e in diretta su Rai Sport

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La Santo Stefano Avis

 

Il finale che tutti gli appassionati di basket in carrozzina avrebbero in cuor loro sperato. Sabato prossimo, 10 aprile, alle 12 al PalaPrincipi di Porto Potenza (con diretta su Rai Sport) saranno ancora Santo Stefano Avis e Unipolsai Briantea 84 Cantù a giocarsi lo Scudetto. Proprio come nel 2019, quando in quella decisiva gara 3 del 18 maggio la squadra maceratese vinse il suo primo e storico tricolore. Come detto, gara 1 si giocherà sabato in terra marchigiana per poi spostarsi a Cantù, così come decretato dal sorteggio della Federazione, sia per gara 2 che per l’eventuale gara 3, in caso di pareggio. Porto Potenza e Cantù arrivano in finale dopo le vittorie contro Padova e Giulianova (79-65 per i lombardi). 80-52 il finale dei ragazzi di coach Ceriscioli contro i veneti, sabato al PalaPrincipi, in un match sempre in controllo per la formazione locale che, tuttavia, ha visto in campo un mai domo Padova. A referto i portopotentini hanno ancora una volta evidenziato diversi giocatori in doppia cifra a partire da Giaretti top scorer con 18, capitan Ghione 15, Stupenengo 14 e De Boer 13, Bedzeti 8 , Miceli 6, Tanghe 4 e Veloce 2 punti. Sponda Padova, mvp è stato Roberto Casagrande con 17 punti. A seguire Bargo e Foffano con 8, Scandolaro con 7, Raourahi con 6, Gamri, Scantamburlo e Leita con 2. Non solo note positive per i portopotentini.

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La festa Scudetto dell’anno scorso

Coach Ceriscioli alza l’asticella dei suoi ragazzi e proprio non ha digerito quei 7 minuti a cavallo tra il terzo e l’ultimo quarto in cui i suoi sono rimasti inchiodati senza realizzare punti. Minuti interminabili che non hanno spostato l’equilibrio del match «ma in finale non ci potremo permettere neanche due minuti di stare senza segnale, pena la sconfitta certa contro una Cantù forte e che sarà carichissima». «Sarà bello giocare questa finale come nel 2019 – dice capitan Ghione –. Ma forse anche di più. Perché allora sembrava essere tutto immerso in un sogno ovattato. Quasi irreale. Ora ci arriviamo con la consapevolezza dei nostri mezzi, da Campioni d’Italia, dopo un percorso di crescita personale e sportiva di ciascuno di noi che ci ha portato ad essere davvero un gruppo molto maturo e consapevole. Cantù è fortissima, ma loro sanno che anche noi lo siamo».


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