Esonero De Giorgi, sterzata di Giulianelli:
«Avevo bisogno di una scossa
Questa Lube vive nel passato»

VOLLEY - Il patron dopo l'addio a sorpresa al tecnico, capace di vincere 11 trofei in otto anni: «La nostra sembra una squadra anarchica e senza ardore, dove ogni atleta gioca per se stesso. Abbiamo visto che esistevano situazioni di scollamento tra giocatori e allenatore che non erano sanabili». Sul prossimo coach, che dovrebbe essere Blengini: «Arriverà quello che avevamo in mente per la prossima stagione»
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Fabio Giulianelli, patron della Lube

 

di Mauro Giustozzi

La rivoluzione in casa Lube non aspetta la fine della stagione. Inizia subito. Ed a prefigurarla, forse non in questi termini così perentori ed immediati, è stata l’uscita dall’Eurosuole Forum martedì sera dopo la netta sconfitta incassata dallo Zaksa del patron Fabio Giulianelli, scuro in volto per la pessima prestazione offerta dalla squadra. Nessuno, però, avrebbe immaginato che nel giro di poche ore si arrivasse a questa decisione così drastica dell’esonero di Fefè De Giorgi e del suo secondo Nicola Giolito (con il tecnico che è stato contattato da Cronache Maceratesi ma che per ora non risponde). «Un grande stress per chi ha il compito di prendere decisioni.

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Fabio Giulianelli con Fefè De Giorgi nel 2009

Una grande responsabilità, ma se hai delle convinzioni è meglio decidere subito che magari alla fine rammaricarti del fatto che l’avevi previsto. -esordisce Fabio Giulianelli- Avevo bisogno di quella stessa scossa che ha funzionato nel momento che ho cambiato il precedente allenatore con De Giorgi. A cui va tutta la mia riconoscenza e l’affetto immutato per i tanti trofei portati alla Lube (11 in 8 stagioni complessive ndr.). È possibile rimediare la stagione e soprattutto togliere alibi o scuse ai giocatori stessi. Non portarci dietro il passato, ma conquistare il prossimo futuro. Qualche volta ci si riesce, altre volte no. Ma non lasciare niente di intentato è il nostro marchio. Dobbiamo guardare avanti a questo finale di stagione che è ancora tutto da giocare e soprattutto delle certezze che noi società abbiamo già chiare per il prossimo anno. Fefè aveva un contratto in scadenza a giugno che non sarebbe stato riconfermato. La riflessione e la decisione è figlia del guardare avanti, al domani che sono le prossime decisive partite della stagione con la volontà di recitare un ruolo da protagonisti. Le voci di mercato che si sono scatenate attorno alla squadra hanno profondamente inciso e influenzato lo spogliatoio ed abbiamo riscontrato un forte distacco nell’ottica della forza della nostra squadra caratterizzata da tanto temperamento, ardore che è venuto meno. Questa Lube vive del passato ed invece noi dobbiamo pensare di vivere il presente ed il futuro».

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Fefè De Giorgi

Questa situazione complicata dentro lo spogliatoio di Civitanova era stata captata dalla dirigenza, al punto che la scorsa settimana lo stesso patron biancorosso aveva voluto un faccia a faccia con squadra e staff tecnico. «Sì c’è stato questo incontro con atleti e allenatori – conferma Giulianelli- che ho voluto per cercare di mettere in evidenza quello che non andava e di correggerlo. Non sono riuscito in questo obiettivo: il ko con i polacchi sta nel segno di una continuità di prestazioni e risultati negativi degli ultimi tempi. C’è stato il colpo d’ala della vittoria in Coppa Italia ma la squadra manca di quella forza e convinzione dello scorso anno. Il timore era di arrivare a fine stagione parlando di ciò che avevamo fatto in passato. Ci siamo presi una difficile responsabilità per cercare di scuotere un gruppo rassegnato: abbiamo visto che esistevano situazioni di scollamento tra squadra e allenatore che non erano sanabili. In passato la Lube giocava di squadra e vinceva, recentemente è sembrata una squadra anarchica dove ogni atleta gioca per se stesso prima che per la squadra. E quindi così non si riesce a vedere il meglio che può dare questa squadra. Io resto convinto che questa Lube sia la squadra più forte del mondo che non può prendere una lezione di volley da un avversario certamente forte e qualificato ma che è sembrato un gigante rispetto alla Lube. Dobbiamo far capire ai giocatori che quello che è stato fatto è il passato, bisogna guardare al presente ed al futuro».

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Gianlorenzo Blengini

Futuro che inizierà a stretto giro per Civitanova: poche ore per conoscere chi succederà a De Giorgi sulla panchina ma, anche in questo caso, si va verso un ritorno in riva all’Adriatico, quello di Gianlorenzo Blengini indicano i rumors di mercato, non confermati ancora dalla dirigenza. «Il futuro disegnato sarebbe comunque stato diverso per tanti giocatori e staff tecnico -ribadisce Fabio Giulianelli- e quindi arriverà l’allenatore che avevamo in mente per la prossima stagione. Ci attende il ritorno in Coppa dei Campioni in Polonia che sarà la partita più difficile che la Lube abbia mai giocato negli ultimi anni. Una manifestazione che rappresenta un prestigio giocarla ma anche un importante veicolo di entrate economiche che in questo momento, con l’assenza degli introiti portati dal pubblico al palas, con la difficoltà che hanno gli sponsor in questo lungo anno di pandemia, è determinante per tutti i club che vi partecipano, Lube inclusa. Lasciare le cose come stanno adesso, non provarci a cambiarle non me la sono sentita, perché dobbiamo provarci in tutti i modi. In questo modo non daremo alibi a nessun giocatore della squadra: con la scelta fatta le responsabilità saranno chiare e non ci saranno scuse per nessuno». Dunque a pesare sulla decisione della società, evidentemente, sono stati i risultati giunti dopo la vittoria in Coppa Italia colta a Bologna che faceva prefigurare uno scorcio finale di stagione con la Lube ancora protagonista e squadra da battere su tutti i fronti. Invece, da quel successo, la formazione cuciniera ha subito un’involuzione che l’ha portata a perdere il primato nel girone di Champions League con la sconfitta incassata contro Perugia e ancora prima in campionato il ko sempre contro gli umbri che è ha condannato la Lube al secondo posto finale in classifica con un percorso nei playoff che si preannuncia assai accidentato perché i biancorossi potrebbero incontrare nei quarti già Modena, un cliente scomodo, e successivamente in semifinale incrociare Trento altra squadra accreditata al successo finale.

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