“Salviamo l’ospedale di Camerino”:
mobilitazione social
e pioggia di appelli ad Acquaroli

SANITA' - In poche ore 1.700 utenti si sono iscritti al gruppo Facebook. Il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi: «Il presidente della Regione riveda urgentemente il piano sanitario per dare la giusta e legittima assistenza anche ai cittadini montani». Il primo cittadino di Matelica Massimo Baldini: «Vedere il reparto di Ortopedia smembrarsi è, per noi che viviamo nell’entroterra, un’altra emergenza»
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L’ospedale di Camerino (Foto di Luca Montecchi)

di Monia Orazi  

E’ nato un comitato “apolitico ed apartitico” di cittadini, formato sia da residenti a Camerino che fuori, per la salvaguardia del presidio ospedaliero di Camerino, accompagnato dal gruppo social “Salviamo l’ospedale di Camerino”  che ha già raccolto oltre 1.700 iscritti in poche ore. La preoccupazione per l’ospedale Santa Maria della Pietà serpeggia in tutta la vallata, essendo la struttura sanitaria di riferimento per la zona montana. Si sta valutando di organizzare diverse forme di protesta civile, per chiedere certezze e soluzioni ai problemi di carenza di personale che da tempo sono stati segnalati all’ospedale di Camerino, persino dal vescovo Francesco Massara, che aveva parlato di «una Ferrari senza piloti», di fronte al presidente regionale Francesco Acquaroli, in un incontro al Lanciano Forum di Castelraimondo. Anche le suore di clausura del monastero di Santa Chiara a Camerino, per bocca della madre badessa suor Chiara Laura Serboli, hanno voluto lanciare un appello per la tutela dell’ospedale. Per il momento, stando a quanto detto dalla direttrice di Area vasta 3 Daniela Corsi, la situazione del reparto di Ortopedia sarà tamponata con il ricorso a medici provenienti dai reparti di Macerata e Civitanova.

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Matteo Cicconi

Anche il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi si unisce all’allarme lanciato da Sandro Sborgia, sindaco di Camerino: «Sto ricevendo sollecitazioni da molti miei concittadini circa il mio interessamento, in qualità di sindaco di Pioraco, sulle sorti dell’ospedale di Camerino in seguito all’allarme lanciato dal sindaco Sborgia. Oltre ad essere molto preoccupato delle sorti dell’ospedale di Camerino lo sono per tutta la sanità della nostra area montana che nel corso degli ultimi anni è stata depauperata e depredata di molti servizi essenziali per la nostra comunità. Come già evidenziato da altri colleghi sindaci, anche l’ospedale di San Severino e quello di Matelica, che tra l’altro oggi ospita anche la nostra casa di riposo insieme a quella di Pievetorina e Castelsantangelo sul Nera distrutte dal sisma 2016, negli anni hanno subito un preoccupante e grave declassamento e impoverimento». Cicconi lancia un appello forte al presidente regionale Francesco Acquaroli per la salvaguardia di tutta la sanità dell’entroterra: «Riveda urgentemente il piano sanitario regionale per un riequilibrio dei servizi sanitari sul nostro territorio, nell’ottica di dare la giusta e legittima assistenza sanitaria anche ai cittadini montani». La preoccupazione riguarda anche gli ospedali di Matelica e San Severino, che a causa del Covid hanno visto ridimensionarsi alcuni reparti.

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Massimo Baldini sindaco di Matelica

Anche Massimo Baldini sindaco di Matelica, ha lanciato il suo appello ad Acquaroli: «In questi ultimi anni abbiamo visto che le amministrazioni regionali succedutesi hanno tolto un po’ alla volta i servizi sanitari distribuiti sul territorio: prima è toccato a Matelica dove la struttura sanitaria è stata convertita in ospedale di comunità e dove i servizi previsti nell’ultimo piano sanitario regionale non sono stati ancora attuati e dove neppure i lievi danni subiti dal sisma del 2016 sono stati ancora riparati, poi la triste sorte di perdere servizi sta toccando l’ospedale di San Severino dove tra l’altro vi era l’eccellenza del reparto di oculistica». Baldini si richiama alla revisione del piano sanitario regionale: «Oggi è l’ospedale di Camerino a dare molta preoccupazione, in particolare il reparto di Ortopedia che è sempre stata un’eccellenza a livello regionale, sta perdendo la sua funzionalità. Questo reparto è stato sempre un punto di riferimento per molti pazienti provenienti da ogni parte anche da fuori regione; vedere il reparto di ortopedia smembrarsi è per noi che viviamo nell’entroterra un’altra emergenza per la quale dobbiamo impegnarci tutti ad evitarla. Pertanto ci appelliamo alla nuova amministrazione regionale che a breve, come sottolineato dal presidente della giunta regionale Francesco Acquaroli in un recente incontro con i sindaci dell’alto maceratese, metterà mano al nuovo piano sanitario regionale affinché vengano riordinati e riorganizzati i servizi sul territorio per garantire a tutti i cittadini l’assistenza necessaria e indispensabile».

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Alpio Riccardi

A Matelica l’allarme è stato lanciato da Alpio Riccardi, della sezione intercomunale Pci Matelica-Esanatoglia: «Su Matelica e nell’ospedale “E. Mattei” l’attacco è stato micidiale non solo dal punto di vista delle opere per il miglioramento sismico, il cui non intervento è una vergogna che non trova nessuna giustificazione anche perché trattasi di semplicissimi lavori di pochi giorni fermi da quasi 5 anni con l’inutilizzo totale degli spazi ex pronto soccorso, accettazione e bar che causano enormi disagi, in particolare per le persone anziane. In particolare la direzione infermieri e con il silenzio assenso della giunta Baldini, l’ospedale “E. Mattei” è stato sguarnito di diverse infermiere comandate a supportare l’emergenza Covid nella casa di riposo di Esanatoglia. A seguito di ciò l’unico reparto di degenza ospedaliera libero da Covid in tutto l’entroterra maceratese, è fortemente penalizzato a discapito dei ricoverati e del personale ospedaliero del tutto insufficiente per far fronte alle esigenze del reparto. Con scelte improvvisate e non razionali si tenta di risolvere un problema creandone due».

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