«Auto-produrre i vaccini non è utopia,
a maggio niente immunità di gregge
perché non arrivano abbastanza dosi»

L'ASSESSORE alla sanità Filippo Saltamartini, replicando al commento di Cambriani su questo giornale, sottolinea che dopo la sua battaglia ora anche altre regioni rivendicano il bisogno di auto-produrre i vaccini. La risposta dell'autore dell'articolo
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Filippo Saltamartini in visita alla redazione di Cronache Maceratesi

 

«Se avremo a disposizione tutti i vaccini come prestabilito, entro maggio saremo in grado di vaccinare un milione di marchigiani e acquisire l’immunità di gregge». Lo aveva dichiarato domenica scorsa a Cronache Maceratesi l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini che oggi – rispondendo a un commento sempre su queste pagine di Fabrizio Cambriani (leggi l’articolo) – specifica: «ci hanno detto che non avremo i vaccini necessari per l’immunità di gregge. Non arriveranno. Puoi già sottolineare l’inadempimento».

Nell’intervista della scorsa settimana l’assessore aveva anche annunciato: «ho proposto al viceministro Sileri di avviare i processi di produzione nella nostra regione che annovera imprese farmaceutiche di primo piano a livello internazionale, compresa la Pfizer». Oggi aggiunge:  «Quando un mese fa, ci siamo resi conto che i vaccini non sarebbero arrivati, almeno nelle quantità necessarie, nel Parlamentino regionale dissi che forse era necessario produrli in Italia e perché no, anche nella nostra Regione – scrive Saltamartini nella nota inviata alla redazione e pubblicata anche su Facebook – La terza industria farmaceutica al mondo perché non dovrebbe produrre i vaccini, anche su licenza di Pfizer o Moderna? Perché non provarci? E allora ecco una parte della stampa e la sinistra che si agitano, che sottolineano come nelle Marche non ci siano le strutture capaci. Ma capaci a cosa? Il percorso di vaccinazione è attualmente la strada da percorrere. Ma sia gitano nubi e ricorsi ai giudici nazionali e del continente. Ma se l’Italia mette mano al portafogli, dopo aver aumentato il debito pubblico a carico delle future generazioni di parecchi miliardi, forse quella industria farmaceutica dei vaccini può anche aiutarci. E dopo la strambata, a detta di Cambriani, ecco che nella conferenza Stato-regioni di ieri, non solo l’utopista assessore delle Marche ma anche il presidente e l’assessore di due delle Regioni più grandi d’Italia, rivendicano il bisogno di auto-produrre i vaccini.
Si proprio così. E il Commissario Arcuri che annuisce e informa i presidenti convenuti nel Webinar che convocherà i Ceo delle nostre imprese Farmaceutiche perché forse in Italia c’è qualche impresa capace di farlo (si fa il nome della Menarini). Che scandalo Cambriani: aver detto un mese fa questa oscenità. Che scandalo aver acquistato per primi in Italia i congelatori per la produzione Pfizer, disponendo prima che il vaccino fosse validato.
Tra titoli e titoli di giornale nasce l’idea che forse ti sei confuso».

Saltamartini conclude: «Ci hanno detto che non avremo i vaccini necessari per l’immunità di gregge a maggio, ma avremo testato con i tamponi antigenici centinaia di migliaia di marchigiani e forse isolato i positivi asintomatici che inconsapevolmente sono vettori della patologia. E pensare che per somministrare il vaccino occorre la metà del tempo».

***

LA RISPOSTA di Fabrizio Cambriani al post di Saltamartini: «Come l’assessore Saltamartini ben sa, sono stato il primo a criticare, anche aspramente, la giunta di centrosinistra presieduta da Ceriscioli. Allora erano proprio loro a darmi del prezzolato. Oggi registro la stessa accusa da Saltamartini. Ne prendo atto. Quanto alla produzione di vaccini nelle Marche non ho espresso nessuna valutazione. Anche perché, in tutta franchezza, quando non ho le competenze necessarie non mi avventuro in giudizi superficiali e frettolosi. Non mi metta in bocca, anzi nella tastiera, pensieri che non mi appartengono. Anzi, come ho già scritto, confermo e ribadisco che riconosco all’assessore regionale tutta la determinazione necessaria nell’affrontare e combattere la pandemia con ogni mezzo di cui dispone. Nel pezzo, mi sono semplicemente limitato a prendere atto ed esprimere qualche riserva – con il mio stile – sulla dichiarazione di Saltamartini, nell’intervista del 24 gennaio scorso a questo giornale: di poter raggiungere l’immunità di gregge entro il mese di maggio: tra centoventi giorni. Quando, cioè già si sapeva dell’annunciato ritardo nella distribuzione dei vaccini in tutto il mondo e non solo nella regione Marche. Un dato questo che come ho già rilevato avrebbe consigliato maggiore prudenza. Tanto è vero che è lo stesso Saltamartini, a distanza di appena una settimana, a dichiararsi già inadempiente proprio perché i vaccini non arriveranno».

 

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Il post di Filippo Saltamartini

 

I primi 100 giorni di Acquaroli, in attesa che inizi a governare

«Vogliamo produrre il vaccino nelle Marche, puntiamo all’immunità di gregge a maggio»

 



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