Camping Quercione sequestrato,
sotto accusa due ex sindaci
USSITA - Sergio Morosi (segretario generale del comune di Civitanova) e Marco Rinaldi devono rispondere di presunte violazioni al codice dei beni culturali e del paesaggio. Parte civile la titolare dell'azienda che aveva la gestione del campeggio
Due ex sindaci sotto accusa per presunte violazioni al codice dei beni culturali e del paesaggio al camping “Il Quercione” di Ussita. Oggi si è aperto il processo al tribunale di Macerata, imputati Marco Rinaldi e Sergio Morosi (attuale segretario generale del comune di Civitanova). Parte civile si è costituita l’imprenditrice Emanuela Leli, che dopo aver vinto un bando europeo aveva la gestione del campeggio.
Per l’accusa, in sintesi, il camping si trova in un’area a rischio idrogeologico 4 (il massimo è 5), dunque in una zona dove non è possibile costruire. Proprietario del campeggio, dice l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, è il comune di Ussita.
L’ente, con diverse delibere comunali e mediante modifica del Regolamento per la conduzione del campeggio – dice l’accusa -, aveva autorizzato la ditta “Sib. Bellini turist service” di Emanuela Leli (a cui era stata concessa la gestione del campeggio) a fare degli interventi edilizi.
Tra questi l’installazione di 5 mobil-house e di un gazebo in legno annesso al ristorante del campeggio, inoltre erano stati fatti degli scavi per la messa in opera degli allacci idrici e fognari. L’area però era sottoposta a vincoli paesaggistici e collocata in zona R4 e destinata a verde pubblico e a inedificabilità assoluta. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il 2004 e il 2014. Morosi era stato sindaco dal 2004 e fino al 2014 quando, il 26 maggio, gli era succeduto Rinaldi.
Il 12 maggio del 2017 il gip aveva disposto il sequestro del camping. Quello stesso giorno il sindaco Rinaldi aveva deciso di dimettersi da sindaco. Il processo dovrà accertare le responsabilità dei due ex primi cittadini, assistiti dagli avvocati Giuseppe De Rosa e Fabio Pierdominici. Leli, assistita dall’avvocato Esildo Candria, chiede 30mila euro di risarcimento, i soldi che aveva investito per fare i lavori.
(Gian. Gin)
Indagato, si dimette il sindaco Rinaldi Sequestrato il camping “Il Quercione”



